A grandi linee:
Lungo itinerario ad anello che ci porta alla scoperta del versante abbandonato del Carega: i forti dislivelli e la totale assenza di punti d'appoggio ne fanno una mèta poco ambita che crea le prerogative di un'escursione all'insegna del totale silenzio e della completa immersione in un'ambiente a dir poco selvaggio, tra strette vallate, prati sperduti nascosti da pinnacoli tremendamente erosi, antiche malghe abbandonate ed immensi spazi ormai dimenticati. D'inverno le difficoltà aumentano in alcuni passaggi che portano ad alcune deviazioni per evitare pendii poco percorribili (vivamente consigliati ramponi e piccozza). Godetevi al meglio quest'escursione iniziandola al mattino presto, in modo da percorrere la lunghissima discesa in Val dei Ronchi con il sole ancora alto (errore da me commesso, l'ho fatta al buio).
Tempi:
Il totale anello comporta almeno 8 ore di camminata, la sola salita a Cima Carega, 6 ore
Difficoltà:
D'estate le difficoltà si valutano EE, d'inverno, causa alcuni delicati passaggi, si possono valutare EEA (alpinistico)
Dislivello:
1400 metri
Come raggiungerlo:
Uscita Ala/Avio dall'A 22 del Brennero, seguite per Ala, quindi, in centro al paese, dove scorre il fiume, seguite le indicazioni per il Carega. Salite fino a Ronchi e percorrete la stradina fino al "divieto d'accesso" alla Sorgente Motori 860 metri.
Descrizione:
Come per la salita a Cima Levante, si inizia a percorrere la mulattiera che risale una radura, quindi si inoltra nella vegetazione fino a raggiungere i resti di una teleferica. Il sentiero ora sale in maniera decisa per la Val di Penez, inizialmente attraverso squallidi arbusti, poi in mezzo ad una bassa faggeta. Raggiunti i ruderi di Malga Penez (1441 metri), seguite a sinistra per il sentiero 108 (prosecuzione della famosa "Via delle Creste" ) e salite attraverso le conifere sempre in decisa salita (lungo il sentiero si incrocia un piccolo e simpatico bivacco costruito in maniera indipendente da dei ragazzi anonimi di Ala) fino ad uscire al bivio detto Casarino (1667 metri). Prendete la via a destra e cominciamo a percorrere la lunghissima cengia erbosa che costeggia l'intera Val di Penez, ignorando il bivio per Cima Levante,fino al termine, dove la cengia si fa più stretta e rocciosa, risalendo a tornanti una breve paretina uscendo così nello splendido prato isolato dal mondo da inaccessibili pareti chiamato Pra de Sinel, dove sorge l'omonima capanna (bivacco della SAT di Ala, 1990 metri). Percorrete la comoda mulattiera fino all'altro estremo del prato dove, nella salita invernale, troviamo l'unica difficoltà: in estate si può percorrere comodamente la cengia al di sotto della Cima della Neve, ma d'inverno, la suddetta scompare completamente, lasciando un inclinatissimo pendio piuttosto pericoloso. Consiglio quindi di discendere nel sottostante vallone facendo attenzione e risalire dall'altro lato tornando così sulla cengia oltre la parte più inclinata. Davanti a voi la suggestiva Bocchetta della Neve (2097 metri) nasconde uno dei lati più belli del Carega: la meravigliosa conca innominata che ospita gli antichi ruderi di Malga Posta, con tutti le sue dolci colline carsiche che sembrano disegnate tanto sono particolari: sul fondo si nota la nostra mèta, il Rifugio Fraccaroli e la Cima Carega che si raggiunge costeggiando in falso piano le varie gibbosità che caratterizzano la conca, sfiorando il limite del lato oscuro di questa montagna che nasconde alcuni dei più famosi e suggestivi vaj di grande difficoltà alpinisitica. Un ultimo strappo porta alla croce di vetta (2260 metri) ed al favoloso panorama che si apre a 360 gradi.
Cominciate ora la discesa sfruttando la famosa via di salita del lato veronese, il "Vallon della Teleferica", arrivando così sulla mulattiera che collega il Rifugio Revolto con il Rifugio Scalorbi. Giunti all'intermedio Rifugio Passo Pertica (1573 metri), prendete l'evidente sentiero che discende a destra per la Val dei Ronchi: si perde quota rapidamente lungo ripidi e numerosi tornanti fino al congiungimento con una mulattiera. Dopo circa 20 minuti, ci si ricollega ad un'altra mulattiera poco più larga che risale brevemente il versante destro della valle (direzione Ronchi): in falso piano, si percorre questa stradina per qualche chilometro fino alla Malga Brusà (891 metri). Si scende nuovamente per superare i torrenti che scendono prima dalla Valle di Lovro, poi dalla Val di Penez tramite comodi ponticelli. Di nuovo in salita fino alle Case Schincheri (815 metri) quindi, se avete lasciato l'auto alla sorgente Motori, vi conviene abbandonare le indicazioni bianco-rosse del sentiero in corrispondenza di un bivio non segnato che risale costeggiando la contrada Eccheli (850 metri) fino alle sorgenti.