A grandi linee:
La classica via normale a Cima Carega d'estate si riempie di turisti e camminatori di ogni risma che vogliono toccare, in poco tempo, la cima del gruppo. D'inverno essa diventa invece una bella salita in un ambiente completamente svuotato dalla presenza umana, eccezion fatta per i gestori del Rifugio Revolto e del Rifugio Pertica (nei week-end). Solo pochi temerari che vogliono affacciarsi anche con la coltre bianca, dallo splendido balcone del Rifugio Fraccaroli, ad un passo dalla Cima, sanno apprezzare le bellezze invernali di queste montagne. Il sentiero, in quanto via più frequentata, con la neve rimane comunque fattibile sebbene cambi il percorso a seconda della stagione.
Tempi:
Dal Rifugio Revolto, unendo la parte di rotabile da percorrere prima dell'attacco, 2 ore e 30 minuti circa.
Difficoltà:
Il sentiero si può valutare E, escursionistico, benchè d'inverno diventa difficile l'orientamento.
Dislivello:
924 metri dal Rifugio Revolto
Come raggiungerlo:
Da Verona seguire per la Val d'Illasi e percorrerla tutta fino a Giazza, da dove comincia la strada ad apertura stagionale. Con tortuose svolte e numerosi tornanti si arriva infine al Rifugio Revolto, parcheggi laterali alla strada.
Descrizione:
Si percorre un buon tratto della rotabile Revolto-Scalorbi qui descritta. Ad un certo punto sulla sinistra si stacca, ben segnato, il sentiero 108B ovvero del Vallon della Teleferica. Si sale per un breve tratto in maniera decisa, dopodichè la via rimane in costa in mezzo ai mughi seguendo, in leggera salita, la strada sottostante fino ad una bella radura dove la salita si fa risentire ed il sentiero piega in maniera decisa verso la montagna. Con qualche svolta in mezzo a collinette mugose, si giunge ad un chiaro "ometto". Da qui, in base alla mia esperienza, si può procedere in 2 modi.
ESTIVO: seguite il segnavia e proseguite in costante salita lungo il pendio fino ad un tornante che riprenderà la direzione del vallone, abbandonando la traccia di collegamento al sentiero 108, Via delle Creste. Sempre stando in costa, il sentiero sale con qualche curva verso l'evidente conca che ospita i pali dell'antica teleferica: l'ultimo strappo con dei decisi tornanti e si arriva al Rifugio Fraccaroli.
INVERNALE: dall'ometto, tagliate a destra e cercate di guadagnare, in maniera piuttosto soggettiva, il centro della larga valle dovi ci troviamo; usate come riferimento gli antichi piloni della vecchia teleferica che si vedono poco più in alto. Giunti circa al centro, seguite sempre il fondo: si supera un primo forte dislivello tramite un canalone, dopodichè, arrivati al primo pilone, seguite, adesso in maniera più semplice in quanto molto più stretto, il centro del Vallon fino al secondo pilone. Da qui la via si fa ovvia e puntate diretti in direzione del Rifugio Fraccaroli e, tramite il canalone finale molto inclinato, pervenite al suddetto.
VARIANTE INVERNALE (con poca neve): dall'ometto potete tagliare a destra ma salire a sinistra lungo l'inclinato pendio in modo da guadagnare il versante senza seguire il fondo. Con molta prudenza, rimanete in costa seguendo quello che rimane del sentiero estivo e trovarvi al centro del canalone solo al termine.
Come proseguire:
La salita a Cima Carega, gli ultimi 40 metri, è d'obbligo. Per il ritorno potete scegliere la stessa o scendere per l'incerto Vallon di Campobrun, facendo molta attenzione alla scoscesa parte iniziale.