A grandi linee:
Facile ma emozionante salita scialpinistica per la tarda stagione sempre esposta a nord sulla Vedretta Alta, morbido ghiacciaio che si estende sopra l'alta Val Martello: alternando tratti piani a brevi strappi, si conquista una vetta molto panoramica sulla dorsale delle Venezie. Sebbene vista da lontano non sembra altro che una morbida dorsale che omaggia la vicina Cima Venezia, una volta al suo cospetto si rimane incantati dalla maestosità della stessa e delle belle muraglie che cadono verso il versante Ovest. In primavera i rifugi Corsi e Martello sono aperti se le condizioni sono buone fino ad inizio Maggio, ma la stagione sui versanti nord può durare parecchio e questa bella sciata la si può effettuare anche i primi di Giugno con innevamento abbondante.
Difficoltà:
MSA medio sciatore alpinista
Tempi:
4 ore la salita
Dislivello:
1300 metri
Come raggiungerlo:
Da Merano si prende la Val Venosta fino a Laces dove si svolta per la Val Martello. Percorriamola fino in fondo dove parcheggiamo all'albergo Genziana (2050 metri).
Descrizione:
Si parte dall'Enzianhutte e, a seconda dell'innevamento, si percorre o il più diretto sentiero estivo o il sentiero invernale. Dopo il breve tratto di bosco, si effettua la rampa sotto al Rifugio Corsi che aggira il salto roccioso per poi portarsi alla sovrastante costruzione. Seguendo approssimativamente il sentiero estivo che supera, tramite un passaggio un pò angusto, la fascia rocciosa poco sopra, si esce nell'alta Val Martello, con il Cevedale a dominare la visuale frontale: giunti al bivio per il Rifugio Martello, si avanza ancora prenendo come riferimento un evidente canalino intagliato nel roccioso versante nord-occidentale. Si inizia a salirlo su pendenze sempre più accentuate fino alla piana sovrastante dove a locazione il suddetto rifugio: lo si lascia alle spalle e si inizia a percorrere questa valle rialzata cercando di tagliare costantemente verso sinistra in modo da intercettare un passaggio comodo per la prossima conca. Compiendo un tornante si risale nel catino in direzione dell'evidente canalone che conduce alla Vedretta Alta. Cercando di curvare per tagliare la pendenza, si giunge ad un piccolo lago di fusione, di norma innevato, che presagisce l'arrivo del ghiacciaio poco sopra a destra: guadagnata la glaciazione, l'immensità bianca abbaglierà il nostro sguardo e ci permetterà di scorgere la nostra metà. Risaliamo la vedretta direttamente su docili pendenze in direzione della cresta pianeggiante della cima. Si gunge sotto alla rampa finale e si può agire in 2 modi: tagliare a destra dove la cresta è più bassa per poi risalirla a sinistra (obbligo di ramponi) oppure si atttacca diretti il pendio giungendo ad un tratto davvero ripido pochi metri sotto alla cresta (i più bravi non hanno problemi, nel caso si salgono a scaletta). Giunti quindi sotto alla cupola sommitale, la si risale comodamente fino alla rocciosa e rustica croce di vetta di Cima Marmotta (3330 metri). Cima Venezia capeggia la vista a sinistra, ma poi Vioz, Palon de la Mare e Cevedale sono in assoluto i giganti che catturano lo sguardo assieme ai più distante Gran Zebrù ed Ortles, i signori del gruppo. La discesa si effettua dalla stessa e lascia libertà nella piana del ghiacciaio.