A grandi linee:
L'ardita cuspide della Cima Mosca rappresenta uno dei profili tipici del Carega: da un lato il forte pendio ghiaioso dal quale sale la traccia, dall'altro spaventosi abissi e spettacolari pinnacoli. Un esile sentierino permette il raggiungimento della cima: esso collega la Bocchetta Fondi con Bocchetta Mosca, ma è lasciato ormai all'abbandono privandolo così di sicurezza. Di fatto su di una roccia, all'inizio, è scritto che la traccia non è percorribile, ma con un pò di attenzione ed esperienza le difficoltà sono superabili.
Tempi:
Dal Rifugio Scalorbi 1 ora e 30 minuti
Difficoltà:
EE escursionisti esperti, attenzione con neve
Dislivello:
Dal Rifugio Scalorbi 370 metri
Come raggiungerlo:
Per chi viene da Verona, si percorre tutta la Val d'Illasi superando Giazza e pervenendo al Rifugio Revolto dove si parcheggia: da lì si percorre tutta la carrozzabile che porta al Rifugio Scalorbi. Dopodichè con il sentiero 109 si raggiunge la Bocchetta Fondi (2040 metri) da dove parte il 195
Per chi viene dal versante Trentino/Vicentino, tramite il sentiero del Boale dei Fondi si raggiunge direttamente l'omonima Bocchetta.
Descrizione:
Dalla Bocchetta Fondi si imbocca il sentiero che sale stando in costa lungo l'evidente cengia che rappresenta uno dei punti delicati del percorso. Infatti, dopo poco, un passaggio un po' angusto ci costringe ad abbassarci facendo attenzione alla moderata esposizione sulla sinistra. In breve si supera una fascia mugosa e si perviene su di una radura dalla quale si discende subito: in caso di neve si deve tener conto dell'inclinazione del pendio. Sfiorando il filo della cresta, ci si trova alla base della cima: una poco evidente traccia risale il costone con qualche tornante dopodichè percorre gli ultimi metri sul crinale un po' aereo (attenzione con neve) e si perviene quindi alla vetta contrassegnata da due “ometti” (2141 metri). Ci si gode quindi la vista che spazia a nord sul Pasubio ed il Cornetto, mentre sotto di noi si riesce ad intuire l'incredibile abisso sottostante, interrotto soltanto da inaccessibili torrioni. Si deve forzatamente scendere per la stessa traccia della salita ricongiungendosi con il sentiero. Da qui ci aspetta la parte più ostica: si scende un poco per il prato fortemente inclinato, quindi inizia una traversata su di un'esile cengia non troppo esposta ma franosa e stretta, senza un sicuro appoggio per le mani. Terminato questo tratto, si scende con facilità verso la Bocchetta Mosca.
Come proseguire:
Dalla Bocchetta Mosca è possibile ritornare indietro per le due varianti del Vallon di Campobrun, oppure proseguire per Cima Carega lungo la via normale o sfruttando la traccia che conduce alla Ferrata Campalani