A grandi linee:
Lunga e morbida salita alla cima più alta del gruppo, che risale i suoi enormi e tranquilli pendii meridionali. Quando da altre parti i rischi di valanghe sono alti, magari dopo copiose nevicate e con giornate troppo calde perchè la neve rimanga sicura, Cima Bocche diventa la mèta ideale per un escursione in ciaspole o con gli sci: sebbene la discesa può non essere tecnicamente appagante, i panorami ed il paesaggio sono meravigliosi e la continua maestosa vista sulle cime dolomitche delle Pale di San Martino invogliano l'escursionista a salire fino alla comoda sommità di questo alto balcone.
Difficoltà:
E escursionistica, MS mediosciatore.
Tempi:
3 ore la salita
Dislivello:
1000 metri
Come raggiungerlo:
Si esce a Egna/Ora dall'A22, quindi si sale in direzione di Cavalese. Giunti a Predazzo, si gira per il Passo Rolle quindi si imbocca la deviazione per Passo Valles: all'altezza del ponticello su Rio Juribrutto, c'è un piccolo slargo dove parte la mulattiera (1750 metri circa).
Descrizione:
Dal Ponte sul Rio di Juribrutto si prende il sentiero che sale, con lunghi tornanti, nel bosco fino alla splendida radura dove ha sede la bella Malga Juribrutto (1912 metri): da qui, ci si inerpica nella boscaglia sovrastante su terreno piuttosto ripido e non proprio chiaro, ma cercando di trovare le tracce del sentiero estivo. Con un pò di difficoltà di orientamento, si raggiunge l'immensa dorsale di Cima Bocche, apertissima e molto invitante. Si cominica la salita su terreno molto facile, avendo grandissima libertà di scelta per l'itinerario, fino ad un breve strappetto che conduce ad una forcella dove si può sbriciare sulla valle di Juribrutto. Ora i pendii si fanno poco più erti e può essere utile cercare con un pò più di prudenza la via di salita: costeggiando una piccola cimetta rocciosa sulla dorsale, il terreno ritorna davvero morbido e facile; si traversa lungamente sui pendii poco inclinati che discendono dalla dorsale fino a raggiungere la sommità di Cima Bocche (2745 metri) contrassegnata da un "Cristo". Il panorama si apre sulle maestose vette dolomitiche tutte attorno, dal Latemar al Sella, dalla Marmolada all'Antelao, dal Civetta al Pelmo e quindi sulle vicinissime ed imponenti Pale di San Martino. La discesa, per nulla tecnica, è bella se la neve è scorrevole.