A grandi linee:
Chi ha detto che le grandi vette sopra i 3000 sono tutte difficili e inaccessibili? La Cima Madriccio è la prova che anche d'inverno le alte quote possono diventare mète desiderate da semplici escursionisti. La salita a questo superbo balcone dall'incredibile visuale è un percorso giustamente impegnativo per la sua lunghezza ma di semplice difficoltà, sia che lo si voglia salire con gli sci, sia che lo si voglia salire in ciaspole. Inoltre anche i tratti inferiori sono stupendi da percorrere, con la mole del Cevedale ad accompagnarci costantemente; ma solo in vetta si apprende al grandiosità di questa montagna che anche nell' insidioso inverno, può darci la sicurezza di conquistare un favoloso panorama su tutte le imponenti cime del gruppo.
Difficoltà:
In estate E escursionistico, EE in inverno, MS medio sciatore per skialp
Tempi:
4 ore e mezza nel periodo invernale
Disilivello:
1200 metri
Come raggiungerlo:
Da Bolzano si va a Merano per la tangenziale, quindi si prosegue lungo la Val Venosta fino a Laces, dove giriamo in Val Martello. La si percorre tutta fino al termine della strada dove parcheggiamo a 2070 metri.
Descrizione:
Dal parcheggio si prende il sentiero estivo che si inoltra nel bosco e che sale sul pendio destro della valle. Si sale con costanza passando una bella radura che presagisce un breve tiro: in poco meno di 40 minuti, si arriva al Rifugio Nino Corsi, in bella e panoramica posizione a metri 2264. Ora si prosegue lungo la chiara traccia che supera la banda rocciosa poco sopra e ci troviamo in campo apertissimo con una spettacolare visione sul immenso Cevedale e sui suoi candidi ghiacciai innevati. Con leggeri sali scendi, ci portiamo oltre alla costola rocciosa che discende dalla cresta del Madriccio, quindi iniziamo la svolta a destra in direzione di un impenno: con varie svolte per spezzare la fatica, si entra nella Valle del Pozzo, che iniziamo a risalire ora su pendenze davvero morbide e rilassanti. La cima è sempre davanti a noi, sbagliare strada è pressochè impossibile in caso di bel tempo. Dopo aver superato delle gobbe più pronunciate, ci troviamo davanti ai pendii sommitali: un primo strappo ci porta ad un pianerottolo superiore dove la cresta si avvicina sempre più e la larghezza del versante si fa più ridotta. Con altri due strappi arriviamo finalmente al crinale sommitale probabilmente scoperto per via del vento in quota: proseguendo a destra con o senza sci, seconda della neve, si giunge alla croce di vetta di Cima Madriccio (3265 metri). Il panorama invernale è impressionante: balzano ovviamente all'occhio le ardite forme delle vette principali, l'immenso Cevedale, lo slanciato Gran Zebrù e il superbo Ortles. Oltre a questo, tutto il resto delle montagne intorno a noi, con picchi, nevai, ghiacciai. Dopo le dovute foto si può discendere in due modi: per la via di salita oppure, con neve sicura, si scende alla chiara selletta poco sotto per scavallare nella Val Madriccio e, per ripidi pendii, si ritorna al Rifugio Corsi.