A grandi linee:
Un giro breve ma d'effetto. In poco tempo si raggiunge la splendida cima Ziolera, che si annalza 450 metri sopra il Passo Manghen, punto di partenza per le escursioni della zona. Malgrado le difficoltà siano pressochè inesistenti, è bene prestare attenzione alla discesa dalla cima, tratto particolarmente scosceso, oltre ad un piccolo tratto attrezzato di corda lievemente esposto sulla sinistra. La visita allo splendido Lago delle Buse è d'obbligo, circondato da variopinti cespugli e sparuti alberi che creano uno spettacolo unico di colori e riflessi. Il Rifugio Manghen, posto all'omonimo passo, sarà l'unico segno della presenza umana durante il percorso.
Difficoltà:
E escursionistico, a tratti EE escursionisti esperti
Tempi:
2 ore e 20 minuti
Dislivello:
430 metri
Come raggiungerlo:
Al Passo Manghen si perviene in due modi: dalla Valsugana, all'altezza di Borgo Valsugana, si prende per la Val Calamento e si sale, per strada tortuosa ma ben tenuta, fino al Passo; altrimenti dalla Val di Fiemme all'altezza di Molina di Fiemme, si sale lungo l'amena Val Cadino fino al Passo; le possibilità di parcheggio sono un pò limitate, meglio sopraggiungere presto la mattina.
Descrizione:
Dal Passo Manghen, poco sopra al Rifugio, parte l'evidente sentiero 322 che sale verso la forcella che divide il Monte Ziolera dalla più bassa Cima di Val Solero: il tratto è semplice e intuitivo, le difficoltà sono minime ed in poco tempo si raggiunge il ripido crinale della nostra montagna. Da qui la vista si apre in maniera incredibile ed un bivio ci obbligherà a sceglire se continuare per la cima, oppure saltare l'ascesa e rimanere in costa fino alla forcella Ziolera: scegliamo ovviamente di salire e notiamo subito che il sentiero, per quanto di fondo comodo, si fa molto ripido, prima attraversando zolle d'erba e, nella parte sommitale, delle roccette. Giungiamo quindi sul Monte Ziolera (2478 metri) ed alla sua croce metallica. Il panorama è fantastico: si nota subito la meravigliosa mole granititica della Cima d'Asta (la più alta della zona), quindi in senso antiorario, le imponenti Pale di San Martino, la prosecuzione della brulla e giallastra catena del Lagorai con la Cima Stellune sullo sfondo, Le meravigliose dolomiti della val di Fassa (Sella, Latemar, Marmolada), quindi lontanissime le Alpi Venoste tra le quali spiccano il Similaun e la più alta Palla Bianca; ad Ovest si staglia lontano il meraviglioso trittico Cevedale, Gran Zebrù e Ortles (con i suoi quasi 4000 metri) quindi le Dolomiti di Brenta ed, infine, le più basse Prealpi Venete. Dopo alcune foto decidiamo di scendere al sottostante Lago delle Buse, piccolo visto dalla cima, ma che si presenta invece molto grande una volta raggiunto. La discesa rappresenta una delle parti più ostiche dell'itinerario: fate attenzione al fondo sdrucciolevole ed ai sassi che trascinerete verso valle. Terminato quindi questo tratto, il sentiero oltrepassa il crinale, tenendosi in costa sul lato che da al lago: una leggera esposizione a sinistra vi accompagnerà lungo questa breve parte, aiutata comunque da una corda d'acciaio nel tratto più difficoltoso (non impensieritevi, la difficoltà tecnica è inesistente). Giunti quindi alla Forcella Ziolera, prendete il segnavia 361 che vi condurrà comodamente al Lago delle Buse dove potrete sostare per rimirare le sue pulitissime acque e la splendida vegetazione circostante. Dopo una comoda sosta pranzo sulle rive del Lago, prendete il sentiero 322A che vi condurrà in meno di mezz'ora al Rifugio Manghen. Dedicate qualche minuto alla splendida composizione detta "L'Eterno" che troverete lungo la strada del ritorno: uno avvizzito e particolare albero morto di quasi 1000 anni che è stato posto al di sopra di una roccia cubica.