A grandi linee:
Splendida escursione in una delle cornici più belle del Lagorai, la selvaggia Val Calamento. Essa, nonostante la cospicua lunghezza, è alla portata di tutti e ci porta sulla cima più alta del Lagorai Occidentale, il Monte Croce. Dalla ridente vallata agli alti pascoli quindi alle brulle lande ingiallite delle vette ed una discesa alla scoperta di silenziose bocchette lungo la dorsale principale del Lagorai, in mezzo a mughi, animali selvatici e rocce scoscese. Consiglio di portarsi acqua, poichè non si trovano parecchi torrenti lungo il percorso, solo quello sul fondo della valle. Inoltre, se effettuato in tarda stagione, è preferibile l'uso dei ramponi in alcune zone sulla dorsale del ritorno.
Tempi:
6 ore o più a seconda dell'allenamento
Difficoltà:
E escursionistico prevalentemente sebbene la discesa al Passo Cadin sia piuttosto ripida e valutabile EE. Attenzione con ghiaccio nei brevi passaggi su versante nord in bassa stagione.
Dislivello:
circa 1000 metri
Come raggiungerlo:
Da Trento seguite per la statale della Val Sugana in direzione Padova: all'altezza di Borgo Valsugana uscite e seguite le indicazioni per il Passo Manghen. Imboccata dunque la valle, proseguite fino alla Malga Valtrighetta (1460 metri) e parcheggiate.
Descrzione:
Dalla malga seguite l'intuitiva strada asfaltata che si inoltre nel profondo della valle toccando dapprima Malga Bolenghetta, poi, dopo un lungo tratto, Malga Bolenga e quindi, dopo un paio di tornanti, Malga Cagnon di Sotto. Da qui la strada diventa sterrata e comincia a prendere quota inoltrandosi in un ridente boschetto di larici: dopo qualche svolta si apre davanti a voi la meravigliosa piana Campiò, uno spettacolo di unica bellezza. Un tempo questa vallata ospitava un lago, oggi ridotto ad un acquitrino: dalla facile stradina che costeggia la torbiera si nota con evidenza la nostra meta, il Monte Croce, con il suo soleggiato versante sud. Arrivati alla Malga Cagnon di Sopra (1885 metri), il sentiero 407 sale diretto, attraverso sparuti alberelli, lungo il canalone fino a ricongiungersi col 461 che taglia in quota il versante. Un'ultimo breve strappo ci porta al Passo Scalet (2212 metri) dove il panorama si apre su Alpi e Dolomiti. Ora si sale lungo il crinale su traccia segnata, dapprima in maniera piuttosto decisa poi lungo una piana erbosa: infine, su un'ultima rampa scoscesa, si perviene alla cima del Monte Croce a 2490 metri. Il panorama è grandioso: l'occhio cade su tutta la zona occidentale del Lagorai (Monte Rujoch, Cima Sette Selle) quindi su quello orientale (splendida la piramide quasi "cervinica" del Monte Ziolera con sullo sfondo la più alta cupola di Cima d'Asta); lasciando andare lo sguardo a Nord-Est la vista spazia su tutte le Dolomiti (Latemar, Marmolada, Sella, Pale di San Martino) mentre ad Ovest le Dolomiti di Brenta e le alte cime del Cevedale, Gran Zebrù ed Ortles. Segnate le vostre impressioni sul libro di vetta.
Ora si comincia la discesa: perdete quota tornando sui vostri passi, quindi seguite l'evidente crinale in direzione del Passo Cadin. La digressione si svolge su traccia segnata da ometti lungo sfasciumi e balze erbose molto inclinate, quindi conviene camminare con prudenza utilizzando le bacchette per scaricare le articolazioni. Arrivati al Passo Cadin (2108 metri), seguite il segnavia 310 che, dopo un breve tratto in costa, risale alla prima bocchetta. Ora il sentiero si tiene al di sotto di Cima Bolenga (da notare le splendide bastionate dalle forme curiose) tagliando lo scosceso prato discendendo progressivamente al secondo passo innominato dove si scorgono numerosi resti di postazioni risalenti la Prima Guerra. Si passa dunque sul versante Nord (attenzione con ghiaccio) e si risale in maniera costante ma decisa fino ad una terza bocchetta in mezzo ai pini mughi. Il sentiero ora sale nuovamente fino ad un quarto passo e ridiscende lungo il prato fino ad addentrarsi nella vegatazione. La via subisce una piega decisa puntando verso Nord: fate attenzione in questa parte poichè il sentiero è stretto e spesso ricoperto di ghiaccio in tarda stagione (piccolo e facile punto attrezzato). Si prosegue tagliando il ripidissimo versante pervenendo al Bivacco Mangheneti (2080 metri) e quindi al Passo Cadino (1954 metri). Giunge ora il momento di perdere quota: seguite il segnavia 310A che discende lungo il vallone prima lungo il prato e poi inoltrandosi nel bosco, dove si trasforma in comoda mulattiera. Con qualche saliscendi, si arriva a Malga Valsolero di Sopra (1748 metri) ed alla strada asfaltata del Passo Manghen. In maniera piuttosto libera si possono dunque tagliare i tornanti e brevemente si tocca Malga Valsolero di Sotto, quindi Malga Valtrighetta dove abbiamo lasciato l'auto, chiudendo questa splendida escursione.