A grandi linee:
Splendida via di salita a Cima Carega: essa ci porterà nel selvaggio ed ombroso Vallon di Campobrun, ricco di sentieri e tracce che portano a cime e vaj di grande interesse. In realtà questa valle nasce al termine della Valle di Revolto dove, risalendo la forra del fiume, una grande parete nasconde, al di sopra di essa, una splendida radura verdeggiante. La Malga Campobrun è l'unico insediamento umano a farne parte (eccezione fatta per il Rifugio Scalorbi), dove viene prodotto un gran formaggio Monte Veronese con antiche usanze. A livello escursionistico il Vallon di Campobrun inizia appena dopo il Rifugio Scalorbi, separato dal Vallon della Teleferica dal grande sperone roccioso dove sale la ferrata Carlo Campalani. Ci sono tre possibili varianti di salita, ma solo due sono contemplabili come vie verso la Cima Carega, la terza è la Variante 196 dell'Obante, che indugia sulla splendida cresta che chiude il Vallon a nord-est.
Tempi:
Dal Rifugio Scalorbi: 1 ora e 10 minuti per la variante di fondovalle, 1 e 40 per la variante in costa
Difficoltà:
in estate entrambe le varianti sono a livello E escursionistico, ma, d'inverno, il tratto terminale subisce alcune variazioni che comportano i pericoli dei pendii ghiacciati (da EE ad EEA a seconda della presenza di neve o ghiaccio)
Dislivello:
Dal Rifugio Scalorbi 500 metri circa
Come raggiungerlo:
Dipende dalla provenienza, la più comoda è comunque da Verona tramite la Val d'Illasi che si percorre fino al termine, ovvero al Rifugio Revolto
Descrizione:
Dal Rifugio Revolto si percorre tutta la mulattiera fino al Rifugio Scalorbi a 1767 metri (per chi viene dalla Val dei Ronchi, si sfrutta il sentiero 109 che parte da Ronchi fino al Rifugio Passo Pertica).
Variante 192 di fondovalle: poco prima di arrivare al Rifugio Scalorbi si stacca il sentiero 192 che comincia a risalire l'evidente fondo segnato in mezzo a mughi percorrendo dei tratti leggermente in costa fino ad una forte pendenza. Superato questo dislivello, un'altro breve tratto di fondo precede la salita piuttosto regolare sul versante destro del Vallon fino alla Bocchetta Mosca (2029 metri).
Variante 109 sul versante destro: Dal Passo Pelagatta dietro il Rifugio Scalorbi, si segue l'evidente sentiero che risale in maniera piuttosto dolce e con ampie svolte il pendio, aggirando dapprima un evidente spalla mugosa, poi si mantiene in maniera perfettamente regolare a mezza costa salendo sempre con costanza ma dilungandosi parecchio ed arriva infine alla Bocchetta Mosca (2029 metri).
Ora il sentiero, in estate, percorre gli evidenti tornanti che tagliano il pendio facilmente accorciabili con le evidenti scorciatoie sui lati fino all'innominata bocchetta che nasconde la vista del Rifugio Mario Fraccaroli e quindi a Cima Carega.
In inverno le cose cambiano parecchio, trasformando una facile salita in una complicata ascesa di un pendio nevoso incerto ed a volte pericoloso. A seconda dell'innevamento, si può scegliere se risalire lungo il crinale destro fino ad arrivare al di sotto della parete di Cima Carega e traversare, facendo molta attenzione, fino all'altro lato, oppure lungo il poco tracciato canalone naturale in direzione della bocchetta in alto a sinistra (usate ramponi e piccozza COMUNQUE!!!).
Come proseguire:
L'anello perfetto per chiudere l'escursione, è il facile e suggestivo Vallon della Teleferica.