A grandi linee:
Notevole ascensione ad una delle cime che dominano la Vedretta del Careser. La salita alla cima Mezzena si dilunga dapprima seguendo il corso del Torrente Rabbies fino all'imponente conca dove sorge il Rifugio Dorigoni, dopodichè risale il sassoso versante ovest fino alla Bocchetta di Saent: di norma questi sentieri sono previsti con il pernottamento al suddetto rifugio, ma, data l'altitudine non esagerata di questa vetta, è possibile, con notevole sforzo fisico, raggiungerla in giornata. La pecca sta nella bassa altitudine di partenza, che vi costringerà ad effettuare un dislivello al limite dell'escursionismo: inoltre, nonostante la via si sviluppi in interessanti ambienti alpini, il panorama giungerà solo al termine, quando la vista si apre sulle più alte cime del gruppo e su quel suggestivo mare di ghiaccio che è la Vedretta di Careser.
Tempi:
Andata e ritorno si effettuano in buone 9 ore di cammino
Difficoltà:
La salita è tutta a livello EE (con neve fate attenzione al pendio scosceso che porta in cresta)
Dislivello:
1800 metri
Come raggiungerlo:
Da Trento Nord prendete per la Val di Non, Val di Sole. Dopo Cles, seguite per il Passo del Tonale lungo la Val di Sole: ad un certo punto, si devia per la Val di Rabbi e, all'altezza di San Bernardo, tenete la destra la strada che sta in costa alla valle. Dopo alcuni chilometri si raggiunge quindi il Gioco del Parco (1372 metri) dove si parcheggia.
Descrizione:
Dal parcheggio cominciate a costeggiare sulla destra il fiume percorrendo una mulattiera abbastanza pianeggiante per alcune centinaia di metri, dopodichè il sentiero risale brevemente il pendio e si congiunge con uno più alto. Ridiscendete verso il fiume dove si reincontra la strada forestale della valle. Da qui, la via comincia a salire con vari tornanti regalando interessanti vedute sulle Cascate basse di Saent e raggiunge la testata della Val di Rabbi: con alcune svolte si arriva alla postazione forestale. Si scende quindi un poco per attraversare lo splendido Pra di Saent dove sorge l'omonima malga incorniciata da impressionanti larici secolari che in autunno prendono un meraviglioso colore giallo acceso. Salendo ancora, passiamo vicino alle Cascate Alte di Saent e cominciamo a prendere quota con vari tornanti sempre più scoscesi dove, in alcuni punti, troveremo delle corde fisse per aiutare la progressione e per sicurezza in quanto il sentiero diventa leggermente esposto. Arrivati a La Palina (2165 metri) il paesaggio cambia notevolmente e si inizia a percorrere la lunga e facile conca che risale il torrente, fino ad una vallata dominata dal Rifugio Dorigoni: dovremo guadare i numerosi rami del fiume per arrivare alla facile paretina al di sotto del rifugio la quale si risale a tornanti talvolta leggermente esposti. Con l'ausilio di qualche corda fissa, siamo quindi al Dorigoni quota 2437 metri.
Ora la via diviene più interessante: si segue il fiume ancora per poco dopodichè lo si guada per seguire il segnavia 104 in direzione del Rifugio Larcher e la Vedretta del Careser. Si inizia salendo un breve pendio che conduce ad una conca più in quota e si punta quindi all'evidente canalino di fronte a noi: la salita è piuttosto semplice, fate attenzione in caso di neve poichè la pendenza si fa sentire. Ora siete nel mezzo di un deserto labirintico di sfasciumi nel quale il nostro sentiero si districa forzando alcuni brevi dislivelli fino a portarsi al di sotto dello spallone di Cima Mezzena. Il punto chiave dell'ascesione è rappresentato da questo scosceso passaggio che fa lavorare molto le gambe e, con neve, diventa anche pericoloso poichè sulla sinistra si aprirà un sensibile vuoto: calzate quindi i ramponi per sicurezza, soprattutto se c'è ghiaccio. Superato questo punto, ci troviamo sulla facile cresta che si percorre con gran facilità per alcune centinaia di metri e la si abbandona per dirigersi alla Bocchetta di Saent che si raggiunge in pochi minuti (3121 metri). Dalla bocchetta risalite il crinale lungo sfasciumi fino alla vetta (3172 metri). Il panorama grandioso ripaga della lunghissima salita: davanti a voi si apre la Vedretta di Careser che, da questo punto di vista, sembra un mare sconfinato. Poco più in là le cime che chiudono il circolo glaciale si innalzano aguzze di fronte a voi mentre, sullo sfondo, dominano l'orizzonte, imponentissime, le più alte cime del gruppo: Vioz, Palon de la Mare e il Cevedale con i suoi 3770 metri.
Come proseguire:
Da qui potete, se avete tempo, raggiungere la Cima Rossa di Saent oppure, tornando sui propri passi, la Cima Careser. Inoltre (meglio se in estiva) si può compiere la traversata della Vedretta del Careser e scendere al Rifugio Larcher.