Il viaggio di Ulisse: la curiosità di conoscere il mondo
Maria Vittoria Santonocito - 2°D
L’Ulisse descritto da Omero nell’Odissea è il re di Itaca che, dopo la distruzione di Troia, intraprende la via di ritorno verso la terra natia. Eroe astuto, dinamico ed audace inizia con i compagni il viaggio avventuroso per mare e per terre sconosciute. Ulisse ha tanta nostalgia della moglie Penelope, del figlio e della propria casa, ma nel suo viaggio è guidato da una grande curiosità e dal desiderio di conoscere luoghi ignoti, personaggi mitici e spesso mostruosi. Ulisse è anche il protagonista del 26° canto dell’inferno; Dante lo interroga e lui racconta le peregrinazioni ed i pericoli incontrati nel viaggio verso Itaca. Emerge come la sete di nuove conoscenze e la scoperta di luoghi fantastici ha spinto l’eroe ad osare, rischiando nel pericolo non solo la propria vita ma anche quella dei compagni. L’Ulisse dantesco non è solo il simbolo dell’astuzia dell’intelligenza ingannevole, utilizzata nelle azioni durante la guerra di Troia (il cavallo di Troia) e che per questo è condannato ad ardere in una fiamma perpetua. Ma incarna, soprattutto, anche l’ansia di conoscere e di scoprire cosa c’è al di là del mondo conosciuto. Dante fa dire all’eroe, al fine di infiammare ed esortare i compagni, la famosa terzina: ”considerate la vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.
Ulisse è un personaggio affascinante, rappresenta il desiderio di conoscere nuove cose, il coraggio di non temere l’ignoto e sfidare le avversità. La curiosità è un’esigenza innata dell’uomo, essa ci spinge a conoscere il mondo, ad indagare e ricercare nuove soluzioni. Le scoperte scientifiche nascono dal bisogno di ricercare e di inventare cose nuove. Siamo andati sulla luna spinti dalla sete di conoscenza e come Ulisse simboleggia l’ingegno umano che supera la forza bruta, così la sete di conoscenze ci aiuta, oggi più che ieri, a gettare luci sul passato e preparare le fondamenta per il futuro.