UN PROGETTO ALLA RISCOPERTA DI AGIRA

di Giulia Rocca 3C

 

Buon giorno a tutti i lettori che in questo momento stanno visionando il mio articolo, spero che siate pronti a leggere un breve racconto di un progetto che è stato realizzato nella mia scuola e che, molto probabilmente, potrebbe interessarvi.

Lo scorso martedì abbiamo avuto la possibilità di collegarci con la webcam con alcuni ragazzi della scuola media di Assoro, per uno scambio di informazioni e di idee riguardanti il progetto delle “Belle Arti” che è stato presentato l’anno scorso ma che abbiamo potuto concludere solo quest’anno.

Prima di iniziare a parlare del collegamento, però, preferirei parlare un po’ del progetto.

Cercherò di farvi fare un piccolo salto virtuale nel passato per ricostruire la storia di questa meravigliosa esperienza.

Il primo anno purtroppo non siamo riusciti a fare ciò che avremmo voluto e cioè escursioni per il paese, creazioni di manifesti o accoglienza dei ragazzi di Assoro per presentare loro Agira, a causa della pandemia da covid-19che ci ha colti di sorpresa. Ma quest’anno, grazie alle misure anti-Covid, siamo riusciti a fare molto più di ciò che ci aspettavamo, perché grazie a questo nuovo metodo di vederci (in via telematica) abbiamo avuto l’occasione di incontrarci.

Magari poi parlerò anche dei tipi di lavori che abbiamo realizzato, così da potervi far appassionare all’argomento e magari fare un po’ di pubblicità, promuovendo il lavoro che è stato fatto dai referenti e dai partecipanti al progetto.

I professori che si stanno occupando di questa attività ci hanno portati in giro per Agira per scattare delle foto che sarebbero servite al progetto (creare locandine, manifesti e dei video promozionali).

Le esperienze che abbiamo vissuto con i professori e con i compagni del progetto sono state davvero indimenticabili e ci hanno fatto tornare il sorriso sulle labbra, come quando non avevamo ancora davanti alla bocca quel “pezzo di stoffa” che ancora ora rende difficili i rapporti tra le persone e “falsa” le emozioni visibili, perché impedisce di cogliere le sfumature delle espressioni.

Grazie alla scusa di uscire per fare delle foto per lo spot pubblicitario, abbiamo riscoperto i nostri luoghi, le nostre tradizioni e poi, se vogliamo dirla tutta, forse anche il talento dei fotomodelli!

Guardando anche i particolari dei monumenti storici o delle chiese siamo riusciti, ad esempio, grazie alla forma degli archi, a risalire all’epoca in cui sono stati realizzati.

Quindi direi proprio che questo progetto mi ha fatto vivere delle esperienze che ricorderò con gioia e che porterò sicuramente nel mio cuore, perché tra tutte le altre cose io l’anno prossimo “migrerò” via dalla mia bella scuola media, per andare nella scuola in cui diventerò grande e quindi penso proprio che sia giusto vivere al meglio questi ultimi giorni qui.

Ma adesso non vorrei dilungarmi troppo. Vorrei concludere questo racconto con la descrizione del collegamento avvenuto martedì.

Abbiamo esposto oralmente la presentazione del nostro elaborato e poi abbiamo illustrato gli spot pubblicitari e i volantini.

É stato un momento davvero emozionante, perché abbiamo dovuto esporre i nostri lavori davanti a tante persone e inoltre, dietro le quinte, si è venuto a creare un clima di scherzo, che ha fatto diventare questa esperienza ancora più speciale.

Invito tutti coloro che ancora sono alle scuole medie di “buttarsi” e impegnarsi a seguire qualsiasi progetto o attività che in futuro verrà proposta a scuola, perché, sicuramente, non ruberà tempo ma porterà a una maggiore coscienza dell’argomento e anche ad un’immensa gioia.