Le donne
di Giuliana Ribaudo, Manuel Rosolino Bonifacio, Grazia Eloisa Scardullo e Orazio Scardullo classe 1C
A partire dall’età classica alcuni scrittori esprimevano i giudizi negativi sulle donne: Aristotele diceva che le donne erano per natura difettosa, Euripide affermava che la donna era il peggiore dei mali, Platone sosteneva che la donna non è adatta alla buona organizzazione sociale. Pitagora, invece, dichiarava che la donna era stata creata per il principio cattivo e aveva creato il CAOS e le TENEBRE. Pietro e Paolo quando viaggiarono per l’Impero Romano per portarvi il Cristianesimo si trovarono di fronte a donne e bambini orfani e malestanti. A differenza della donna l’uomo era stato creato per il principio buono e aveva creato la Luce e l’Ordine.
Il ruolo della donna nel Medioevo non è paragonabile a quella degli uomini, è spesso ignorata dalla vita dei filosofi e teologi ed è descritta come essere incivile e fuori dalla SOCIETÀ.
Nonostante il lungo cammino intrapreso dalle donne non possiamo dire ancora che le discriminazioni nei loro confronti siano state superate. Nel 1869 nasce in Inghilterra un movimento, finalmente le donne entrano in azione: cortei, manifestazioni vedono le donne in prima linea per una parità che portava alla richiesta della partecipazione al diritto di voto. Il primo stato a far votare le donne fu la Nuova Zelanda nel 1893, poi in Inghilterra nel 1918 ed infine in Italia nel 1946, precisamente il 2 giugno. Nell’aprile 1975 le donne possono fare gli stessi lavori degli uomini; infatti, nel XX secolo iniziano a svolgere le mansioni di: medico, magistrato, poliziotto, dirigente d’azienda, giornalista, deputato e persino il soldato.
Ma la strada verso la parità è ancora lunga e difficoltosa, soprattutto per quei paesi come: Asia Minore, Nord Africa, Medio Oriente e Cina. Le donne non vengono riconosciute all’anagrafe e non hanno gli stessi diritti degli uomini. La Costituzione e le leggi del nostro paese vietano ogni atto di violenza: mentali, fisici. Nonostante ciò il numero dei femminicidi nel nostro Paese è ancora molto elevato. Le donne, comunque, continuano a lottare per i loro diritti e per la loro libertà. A dimostrazione della forza, della capacità e del coraggio della donna è opportuno citare quello che alcune grandi donne hanno fatto.
Tina Anselmi la prima donna a essere eletta ministro della Repubblica italiana nel 1978, Giovanna D’Arco guidò un esercito per salvare la Francia. Marie Curie: la prima donna alla Sorbona di Parigi, vinse il Nobel per la fisica grazie agli studi sulle radiazioni. Grazia Deledda, la prima e unica donna italiana a vincere il Nobel per la letteratura nel 1926. Samantha Cristoforetti: la prima astronauta a permanere nello spazio 199 giorni in un singolo volo. Marta Cartabia la prima donna presidente della Corte costituzionale dall’11 dicembre 2019, Anna Frank simbolo di coraggio. Margherita Hack prima scienziata a dirigere un Osservatorio astronomico in Italia, Danilla Klein prima donna italiana a concludere nel 2009, una traversata in solitaria dell’Atlantico a bordo di una barca a vela. Rosina Ferraro la prima a conseguire nel 1913 il brevetto di pilota d’aereo, Fabiola Giannotti prima donna in assoluto a ricopiare l’incarico di direttrice del CERN di Ginevra. Rita Levi-Montalcini: prima donna italiana a ricevere il Nobel per la medicina. Maria Montessori: prima italiana a laurearsi in medicina nel 1896, oltre che ideatrice di un metodo educativo diffuso ancora oggi in tutto il mondo. Madre Teresa famosa per il suo lavoro tra le vittime della povertà, Franca Viola prima donna che denunciò e fece condannare il suo stupratore negli anni Sessanta del Novecento, rifiutando il ‘’matrimonio riparatore’’ e, infine, Rosa Parks attivista satunitense del movimento per i diritti civili, famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus ad un bianco, dando così origine al Boicottaggio degli autobus che ha segnato un punto importante nella lotta contro la discriminazione razziale.