Il ballo di San Vito:
significato tra leggende e scienza!
di Dominique Suraniti 2C
Un giorno, durante l’ora di matematica, la professoressa aveva notato che il mio compagno non smetteva di far tremare le gambe; lo ha dovuto riprendere più volte e, alla fine dell’ora, prima di uscire dalla porta, ci disse: “Sapete che il vostro compagno ha il ballo di San Vito”?
Cosa voleva dire? Cercando su internet ho trovato la risposta alla mia domanda.
“Avere il ballo di San Vito” è un’espressione utilizzata in modo scherzoso per dire a una persona che sta sempre in movimento e non riesce a stare fermo anche se è richiesto. Questo modo di dire di solito è utilizzato maggiormente per indicare un bambino molto attivo.
Questo termine però ha anche un significato particolare in medicina. Infatti, il ballo di San Vito è uno dei tanti modi per chiamare la Còrea di Sydenham, una malattia che colpisce soprattutto i bambini, caratterizzata da movimenti rapidi che si concentrano nel viso, nelle mani e nei piedi.
Seconda una legenda San Vito fece diversi miracoli guarendo molta gente da questa malattia, tra cui il figlio di Diocleziano che soffriva di una forte epilessia. Così, grazie alle diverse guarigioni compiute dal martire, questa malattia prese il nome di ballo di San Vito.
Grazie alle leggende raccontate sulle guarigioni miracolose della Corea, san Vito è stato proclamato santo protettore dei ballerini proprio perché i sintomi del ballo di San Vito, cioè spasmi e tremori, sono simili ai movimenti dei danzatori.
Davvero curioso, vero?