Vaccino AstraZeneca... la speranza e la paura
di Maila Greco 2D
Tra la lontananza degli affetti e l’oppressione della “zona che cambia colore”, rossa, gialla arancione, un’unica speranza accomuna tutti: il ritorno alla normalità. Ma quale normalità? Quella pre-covid che, alla luce degli ultimi trascorsi, non ci appare più come tale e anche lo scambio di una carezza, un gesto tenero e innocuo, appare “portatore” di malefici e soprattutto di possibili contagi.
Nulla sembra tornare come prima, tutto ci fa paura, ammettiamolo, ma i sentimenti che devono prevalere, oggi più che mai, sono l’ottimismo e la speranza. Speranza che si trova all’interno di boccettine trasparenti che ci metteranno al sicuro dal contagio del virus, ma che allo stesso tempo ci stanno mettendo a contatto con un altro tipo di contagio non meno insidioso: la paura. Tra speranza e paura si colloca il vaccino Astrazeneca.
L'avvio del piano vaccinale ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo facendoci vedere, con la sua luce, la fine del tunnel. La sua luce però si è rivelata come quella di una candela, che da un lato riesce a creare un’atmosfera magica, capace di farci intravedere il futuro, dall’altro è flebile e tende a spegnersi al primo alito di vento.
Alcune morti sospette, avvenute dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca, hanno infatti spento la luce e generato ansia e diffuso paura.
È successo tutto in pochi giorni dal ritiro “precauzionale” di alcuni lotti, al ritiro totale fino alla sua riammissione. Certamente viviamo un momento molto delicato e cruciale nella lotta al Covid e quanto accaduto di recente rischia di minare la fiducia nella scienza e nei vaccini.
Tutto ciò fa paura più del Covid e proprio per questo bisogna ricordare che il vaccino rimane l’unico strumento che abbiamo per poter cambiare le cose, l’unico mezzo a nostra disposizione per ricominciare a vivere. Solo superando le paure riusciremo infatti a riprenderci i gesti semplici che, in fin dei conti, sono quelli che ci mancano di più.