Incredibile storia d’amore nata ad Auschwitz

di Ingrid Manno 3 B

Quando si parla dei campi di concentramento, tutti noi pensiamo a tutto l’orrore, la cattiveria e la malvagità che l’umanità abbia mai conosciuto. Nessuno mai avrebbe potuto immaginare che in quell’inferno potesse nascere un amore impossibile tra un ufficiale delle SS, Franz Wunsch, e un’ebrea, Helena Citrónová. I due, pur stando agli opposti della barricata, si innamorano. È questo il tema centrale del documentario della regista israeliana Maya Sarfaty “Se questo è amore”. Secondo quanto documentato, Helena arriva ad Auschwitz nel 1942 insieme a un gruppo di mille donne provenienti dalla Slovacchia. All’inizio faceva una vita atroce come tutti i prigionieri, ma all’improvviso tutta cambia. Il giorno del 22esimo compleanno di Franz, i compagni decidono di far organizzare alle prigioniere una specie di festa, Helena viene scelta perché molto brava a cantare: la sua voce e la sua bellezza fanno innamorare Franz. Da quel giorno tra i due inizia una strana storia d’amore, fatta di incontri clandestini e, per Helena, di favoritismi. Franz fa di tutto per salvarla e per farla stare bene. Viene spostata nel reparto Kanada, dove vengono smistati gli abiti e i beni dei prigionieri che sono destinati alle docce, cioè alle camere a gas. Quando si ammala, la nasconde e le consente di riprendersi senza essere vista e anche quando nel campo arriva la sorella con la sua famiglia, Franz l’aiuta. Helena scopre subito che il marito e figli della sorella devono essere mandati alle docce per essere uccisi, allora fa chiamare immediatamente Franz che blocca tutto con una scusa e riesce a salvare il marito, ma non i figli. I favoritismi di cui gode Helena si riflettono anche sulle sue amiche dalle quali è amata, ma nello stesso tempo odiata, perché lei ha un privilegio che loro non hanno: lei non morirà. A guerra finita i due si separano. Helena decide di trasferirsi a Tel Aviv, Franz cerca di contattarla più volte scrivendole tantissime lettere, ma non avrà mai risposta. Dopo qualche decennio a contattarla sarà la moglie di Franz, che la informa che il marito è sotto processo. Per non farlo condannare è necessario che Helena testimoni il bene che le ha fatto durante la prigionia ad Auschwitz. All’inizio Helena è molto combattuta, perché Franz era diverso solo con lei e le sue amiche, ma quando si trattava di avere a che fare con gli uomini la violenza era la stessa di quella delle altre SS. Alla fine, però decide di testimoniare per aiutare il suo Franz.

Questa volta è stato il ricordo del bene a prevalere sugli incubi del male.