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L'incontro casuale con un ex studente, ora Vice-Direttore della Fondazione Caritas di Tivoli, ha innescato una fitta rete di relazioni che ha prodotto un’osmosi tra istituzioni scolastiche e realtà territoriali. L'esito conclusivo è la mostra di Ciro Vitale Nel corpo del tempo presso la Chiesa di San Vincenzo Martire a Tivoli, coronamento di un intenso percorso umano e formativo (LIFE) che elegge lo spazio sacro a luogo di riflessione collettiva sulla solidarietà.
Fotografa di Sandro Mele (dettaglio)
LIFE Laboratorio di In-Formazione Etico-estetica
LIFE è parte integrante del progetto St.Art |_over, attivo da dieci anni presso l’IIS Via Roma 298 di Guidonia.
Una fitta rete di relazioni ha innescato un’osmosi tra istituzioni scolastiche e realtà territoriali, il cui obiettivo è accogliere la “vita” nella scuola attraverso percorsi esperienziali dal forte valore umano e formativo che superano i confini dell’aula, per poi proiettare la scuola nella comunità attraverso la condivisione degli esiti progettuali. In questo alveo gli studenti hanno sviluppato pienamente differenti non-cognitive skills esplorando creativamente diverse forme comunicative anche con il supporto dell’AI - dai linguaggi dei media digitali e a quelli dell'arte contemporanea - attraverso la narrazione di vissuti individuali all'interno di una dimensione collettiva.
Nel corpo del tempo, l'intervento di Ciro Vitale nella Chiesa di San Vincenzo Martire a Tivoli - reso possibile dalla collaborazione con la Diocesi di Tivoli e Palestrina - restituisce al pubblico gli esiti di questa ricerca. L'opera diventa così il luogo dove l’esperienza etica degli studenti incontra la poetica estetica dell'artista.
Fotografa di Sandro Mele
Attivazione e Feedback
Un'indagine semantica ed emotiva innerva l’intero percorso didattico.
All’inizio del progetto, il gruppo di lavoro è stato coinvolto in una sfida riflessiva attraverso un questionario: dare un significato personale a dieci parole chiave, pilastri etici dell'intera esperienza: gratuità, paura, distanza, ascolto, dignità, scelta, esperienza, accoglienza, solidarietà, diversità.
Per verificare l'impatto reale del progetto, lo stesso questionario è stato somministrato nuovamente al termine del percorso. Il confronto tra le risposte iniziali e i feedback finali ha permesso di tracciare l'evoluzione del pensiero degli studenti, trasformando concetti astratti in una consapevolezza nuova e tangibile, un vero e proprio processo di maturazione civica.
Il volontariato alla Caritas
Il progetto si è sviluppato attraverso un approccio interdisciplinare che ha unito la riflessione in aula all'impegno civile. Gli studenti sono stati preparati attraverso un percorso trasversale di Educazione Civica, svolto durante le ore di IRC con la prof.ssa Anita Nardecchia e il supporto del gruppo Young Caritas, essenziale per acquisire gli strumenti critici necessari ad affrontare il contatto diretto con le fragilità sociali.
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, l'attività si è spostata nel cuore pulsante della solidarietà locale: la Caritas di Tivoli. Nell'ambito del percorso di FSL Lavoro nel Terzo Settore e Volontariato (referente Claudio Lang), i ragazzi hanno preso parte attiva alla vita delle mense di Tivoli e Villanova. Non si è trattato solo di un servizio operativo, ma di un vero incontro umano che ha compreso la partecipazione diretta alla distribuzione dei pasti, il dialogo e il confronto con gli ospiti delle mense, l'interazione costante con gli operatori della Caritas.
In queste settimane le "parole chiave" analizzate all'inizio del progetto hanno smesso di essere concetti astratti. Attraverso l'incontro con le persone accolte, gli studenti hanno potuto "riempire di significato" termini come dignità, accoglienza e scelta, trasformandoli in azioni concrete e consapevoli. Le parole, opportunamente connesse tra loro, formano un vero e proprio manifesto di maturazione civica.
La Costituzione e la Parola
Attraverso un secondo modulo di Educazione Civica (ref. Roberto Ianigro), gli studenti hanno messo a confronto l'Articolo 2 della Costituzione con la missione della Caritas. La Repubblica Italiana garantisce i diritti inviolabili e richiede l'adempimento dei doveri di solidarietà. La Caritas trasforma questo principio in "cura amorevole", guardando alle persone vulnerabili come titolari di diritti prima ancora che di bisogni. Il punto d’incontro è un agire concreto che si fa cittadinanza attiva, frutto di una cultura dell'accoglienza e della solidarietà attraverso il volontariato.
Le dieci parole chiave, arricchite dall'esperienza sul campo, sono diventate il motore di una produzione creativa. Riflettendo sulla massima di Martin Heidegger - "Non puoi pensare là dove la parola manca" - i ragazzi hanno compreso quanto l'impoverimento del linguaggio limiti la nostra capacità di percepire la realtà. Il processo ha portato alla produzione di video-testimonianze (Parole in Attivazione), dove la parola torna a nominare, e quindi a rendere pensabile, l'esperienza dell'altro.
La Formazione al MAXXI
Il progetto ha vissuto un momento di alta formazione professionale grazie alla partecipazione ad un secondo percorso di Formazione Scuola Lavoro: Come nasce una mostra promosso da MAXXI A[R]T WORK e Forma Camera (referente Federico Borzelli). Per cinque giornate intense presso il Museo MAXXI di Roma, 17 studenti dell’IIS Via Roma 298 di Guidonia e 7 studentesse del Liceo Artistico Confalonieri – De Chirico di Roma hanno lavorato fianco a fianco, immergendosi nelle professioni museali.
Durante i laboratori, i ragazzi hanno vestito i panni di veri professionisti del settore, affrontando ogni fase della preparazione espositiva. Il risultato di questo lavoro è stata l'ipotesi progettuale dal titolo evocativo comUnità: io, loro, noi, un concept che riprende e sviluppa le tematiche vissute presso la Caritas, declinandole in una visione curatoriale che mette al centro il legame tra l'individuo e la collettività.
Uno degli esiti più significativi di questa esperienza è stata la metodologia laboratoriale, che ha saputo trasformare la diversità in risorsa. Studenti di età e indirizzi scolastici differenti hanno imparato a collaborare, integrando competenze diverse per raggiungere un obiettivo comune.
Il Laboratorio progettuale
Concluso il percorso formativo, il gruppo di lavoro ha trasformato le competenze acquisite in azioni concrete. In una serie di attività extrascolastiche, gli studenti hanno collaborato direttamente con l'artista Ciro Vitale, seguendo lo sviluppo ideativo dell'intervento a San Vincenzo Martire e trasformando la strategia allestitiva in un'esperienza reale.
I ragazzi hanno curato l'intera immagine coordinata e l'apparato informativo dell'esposizione, occupandosi della progettazione e produzione del manifesto ufficiale, della redazione degli apparati testuali in mostra e della strategia di comunicazione.
Il ruolo degli studenti non si esaurisce con l'apertura: i ragazzi hanno acquisito le competenze necessarie di mediazione culturale. Sono proprio loro a guidare i visitatori alla scoperta della mostra, curando direttamente i laboratori didattici pensati per le famiglie.
Il video-podcast
Video-Podcast "Nel corpo del tempo. Genesi didattica di una mostra": un racconto a puntate curato da Fulvio Ventura per Vidya it, che ripercorre l'intero iter progettuale.
All’interno di questo articolato progetto prende forma anche un Video-Podcast originale, "Nel corpo del tempo. Genesi didattica di una mostra", ideato e realizzato direttamente dagli studenti che ne sono stati protagonisti. Un lavoro autentico, costruito passo dopo passo dai ragazzi, che hanno curato ogni fase: dalla progettazione dei contenuti alla preparazione delle interviste, fino alla conduzione delle puntate. Il podcast rappresenta una naturale estensione del percorso didattico e umano vissuto dagli studenti, trasformando l’esperienza in racconto condiviso. Attraverso le voci dei protagonisti, emergono riflessioni, emozioni e consapevolezze maturate lungo un cammino che ha saputo unire scuola, territorio e comunità.
La mostra
A conclusione di questo articolato iter formativo e ideativo, l’intervento di Ciro Vitale nella Chiesa di San Vincenzo Martire a Tivoli elegge lo spazio sacro a luogo di riflessione collettiva.
Paul Klee afferma che "L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è". L’intervento nella chiesa di San Vincenzo agisce esattamente in questa direzione: rende visibili gli invisibili. Ciro Vitale ci offre un obiettivo per mettere a fuoco ciò che abitualmente percepiremmo sfocato e per ridurre le distanze dal "troppo lontano" e con il sottotitolo ci indica una possibile traiettoria da seguire.
1 Il tormento
Dodici stele sormontate da lightbox emergono da una catasta di lettere che, insieme, formano dodici alfabeti. Nelle scatole di luce appaiono immagini fotografiche di reperti/frammenti di architettura realizzati in cemento armato: scale, ciminiere e torri che ne accentuano lo slancio verticale. Queste forme sospese tra l'incompiuto e il rudere interrogano lo spettatore sulla natura del tempo: non è dato sapere se si tratti di una genesi o di un definitivo declino. I dodici frammenti possono essere letti come metafora dei dodici principi fondamentali della Carta Costituzionale.
Fotografa di Sandro Mele
Fotografa di Sandro Mele (dettaglio)
2 La cura
Un cumulo di vecchi mobili, residui di un vissuto ormai scartato, occupa lo spazio come un corpo derelitto in cerca di attenzione. Tra le ante e i cassetti socchiusi si innestano frammenti di luce: bagliori che riabilitano la materia misera, curandone le ferite. Dall'ammasso affiorano, in filigrana, voci e suoni che, come schegge sonore, riattivano l'immaginario, una dimensione in cui la dicotomia “io-loro” si risolve in un “noi” comunitario, come prefigurato dai ragazzi.
Fotografa di Sandro Mele
Fotografa di Sandro Mele
3 Il cambiamento
Un palinsesto multisensoriale dialoga con lo spazio sacro: al posto dell'altare, un gelido tavolo in alluminio ospita candide lastre di paraffina. La presenza del visitatore attiva un processo termico che scioglie la cera, lasciandola colare attraverso il piano forato. Nelle absidi laterali, due libri di cera collocati su due basi invitano a indagare la profondità dell’oggetto attraverso piccoli spioncini. Dentro i due “pozzi” un corpo maschile e uno femminile si dimenano nell’esiguo spazio entro cui sono costretti. L'opera invita a trasformare la rigidità dei personali costrutti mentali in materia fluida per consentire al pensiero di assumere forme inedite e imprevedibili.
Fotografa di Sandro Mele
Fotografa di Sandro Mele
Parole in Attivazione
Presso l'ingresso laterale della Chiesa di San Vincenzo Martire, punto di accesso alla mostra, il gruppo di lavoro LIFE presenta un’installazione interattiva che connette lo spazio urbano all'esperienza espositiva.
Sulla panchina che affianca l'ingresso, un QR code invita alla sosta e alla visione: inquadrandolo, si accede a una serie di video che ritraggono gli studenti proprio su quella seduta. Ogni video è legato a una parola chiave, frammento di un racconto o di una testimonianza personale nata dall'esperienza di volontariato presso le mense della Caritas di Tivoli.