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L'incontro casuale con un ex studente, ora Vice-Direttore della Fondazione Caritas di Tivoli, è stato l'incipt per costruire una rete di relazioni che ha portato alla collaborazione tra istituzioni scolastiche e realtà territoriali. L'esito conclusivo è la mostra di Ciro Vitale Nel corpo del tempo presso la Chiesa di San Vincenzo Martire a Tivoli, coronamento di un intenso percorso umano e formativo (LIFE) che elegge lo spazio sacro a luogo di riflessione collettiva sulla solidarietà.
Fotografa di Sandro Mele (dettaglio)
LIFE Laboratorio di In-Formazione Etico-estetica
LIFE è parte integrante del progetto St.Art |_over, attivo da dieci anni presso l’IIS Via Roma 298 di Guidonia, e muove da una fitta rete di relazioni che ha innescato un’osmosi tra istituzioni scolastiche e realtà territoriali, il cui obiettivo è accogliere la “vita” nella scuola attraverso percorsi esperienziali dal forte valore umano e formativo che superano i confini fisici e mentali dell’aula, per poi proiettare la scuola nella comunità attraverso la condivisione degli esiti progettuali. In questo alveo gli studenti hanno sviluppato pienamente una vasta gamma di non-cognitive skills esplorando creativamente diverse forme comunicative anche con il supporto dell’AI - dai linguaggi dei media digitali a quelli dell'arte contemporanea - attraverso la narrazione di esperienze individuali vissute all'interno di una dimensione collettiva.
Nel corpo del tempo. Il tormento, la cura, il cambiamento, l'intervento di Ciro Vitale nella Chiesa di San Vincenzo Martire a Tivoli - reso possibile dalla collaborazione con la Diocesi di Tivoli e Palestrina e il responsabile culturale Alain Vidal - restituisce al pubblico gli esiti di questa ricerca. L'opera diventa così il luogo dove l’esperienza etica degli studenti incontra l'espressione poetica dell'artista.
informare
v. tr. [dal lat. informare «dar forma», «istruire», e quindi «dare notizia»]. – 1. letter. a. Dotare di forma, conferire a un essere la sua propria forma o natura, e in partic. dotare di vita, di moto, formare, modellare secondo la forma voluta o in una forma determinata; nell’intr. pron., informarsi, prendere forma. b. fig. Conformare, dare un indirizzo, un’impronta duratura; improntare, caratterizzare. 2. Dare notizia, mettere a conoscenza di qualche fatto. Nell’intr. pron., assumere notizie, chiedere informazioni.
Attivazione e Feedback
Un'indagine semantica ed emotiva innerva l’intero percorso didattico.
All’inizio del progetto, il gruppo di lavoro è stato coinvolto in una sfida riflessiva attraverso un questionario: dare un significato personale a dieci parole chiave, pilastri etici dell'intera esperienza: gratuità, paura, distanza, ascolto, dignità, scelta, esperienza, accoglienza, solidarietà, diversità.
Per verificare l'impatto reale del progetto, lo stesso questionario è stato somministrato nuovamente al termine del percorso. Il confronto tra le risposte iniziali e i feedback finali ha permesso di tracciare l'evoluzione del pensiero degli studenti, trasformando concetti astratti in una consapevolezza nuova e tangibile.
Il Volontariato alla Caritas
Il progetto si è sviluppato attraverso un approccio interdisciplinare che ha unito la riflessione in aula all'impegno civile. Gli studenti sono stati preparati attraverso un percorso trasversale di Educazione Civica, svolto durante le ore di IRC con la prof.ssa Anita Nardecchia e il supporto del gruppo Young Caritas, essenziale per acquisire gli strumenti critici necessari ad affrontare il contatto diretto con le fragilità sociali.
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, l'attività si è spostata nel cuore pulsante della solidarietà locale: la Caritas di Tivoli. Nell'ambito del percorso di FSL Lavoro nel Terzo Settore e Volontariato (referente Claudio Lang), i ragazzi hanno preso parte attiva alla vita delle mense di Tivoli e Villanova. Non si è trattato solo di un servizio operativo, ma di un vero incontro umano che ha compreso la partecipazione diretta alla distribuzione dei pasti, il dialogo e il confronto con gli ospiti delle mense, l'interazione costante con gli operatori della Caritas.
Nel corso delle settimane le "parole chiave" analizzate all'inizio del progetto hanno smesso di essere concetti astratti grazie all'attività di Service Learning. Attraverso l'incontro con le persone accolte, gli studenti hanno potuto "riempire di significato" termini come dignità, ascolto e scelta, trasformandoli in azioni concrete e consapevoli. Le parole, opportunamente inserite in una frase, formano ora un vero e proprio manifesto di maturazione civica.
La Costituzione e la Parola
Attraverso un secondo modulo di Educazione Civica (ref. Roberto Ianigro), gli studenti hanno messo a confronto l'Articolo 2 della Costituzione con la missione della Caritas. La Repubblica Italiana garantisce i diritti inviolabili e richiede l'adempimento dei doveri di solidarietà. La Caritas trasforma questo principio in "cura amorevole", guardando alle persone vulnerabili come titolari di diritti prima ancora che di bisogni. Il punto d’incontro è un agire concreto che si fa cittadinanza attiva, frutto di una cultura dell'accoglienza e della solidarietà attraverso il volontariato.
Le dieci parole chiave, arricchite dall'esperienza sul campo, sono diventate il motore di una produzione creativa. Riflettendo sulla massima di Martin Heidegger - "Non puoi pensare là dove la parola manca" - i ragazzi hanno compreso quanto l'impoverimento del linguaggio limiti la nostra capacità di percepire la realtà. Il processo ha portato alla produzione di video-testimonianze (Parole in Attivazione), nelle quali la parola torna a nominare, e quindi a rendere pensabile, l'esperienza dell'altro.
Lo stesso percorso trasversale di Educazione Civica, in forma ridotta, è stato proposto ad altre 7 classi (2 seconde, 1 terza, 2 quarte e 2 quinte scientifico). Ogni studente ha scelto una parola e scritto un testo. In classe, in un minuto, ha poi riportato la propria testimonianza con modalità comunicative libere. Qualcuno si è limitato a leggere, qualcun altro ha parlato a braccio, altri ancora hanno effettuato una vera performance o trasposto il testo in un pezzo rap. Dall'analisi dei feedback emerge che gli studenti hanno preferito considerare, in alcuni casi mostrando un coraggio apprezzabile, eventi nei quali sono statti oggetto di solidarietà o, al contrario, di mancanza di ascolto e di accoglienza piuttosto che soggetti attivi, come nel caso di Parole in Attivazione. Successivamente, i ragazzi sono stati spinti a riflettere sulla possibilità di ribaltare la direzione dell'azione. Gli incontri sono stati anche un'occasione per individuare le possibili variazioni di significato della parola formare aggiungendo diversi prefissi. Con riferimento alle dinamiche scolastiche i risultati sono stati elencati partendo da quelli che restituiscono un valore positivo per poi procedere verso le accezioni più "pericolose".
La Formazione al MAXXI
Il progetto ha vissuto un momento di alta formazione professionale grazie alla partecipazione ad un secondo percorso di Formazione Scuola Lavoro: Come nasce una mostra promosso da MAXXI A[R]T WORK e Forma Camera (referente Federico Borzelli). Per cinque giornate intense presso il Museo MAXXI di Roma, 17 studenti dell’IIS Via Roma 298 di Guidonia e 7 studentesse del Liceo Artistico Confalonieri – De Chirico di Roma hanno lavorato fianco a fianco, immergendosi nelle professioni museali.
Durante i laboratori, i ragazzi hanno vestito i panni di veri professionisti del settore, affrontando ogni fase della preparazione espositiva. Il risultato di questo lavoro è stata l'ipotesi progettuale dal titolo evocativo comUnità: io, loro, noi, un concept che riprende e sviluppa le tematiche vissute presso la Caritas, declinandole in una visione curatoriale che mette al centro il legame tra l'individuo e la collettività.
Uno degli esiti più significativi di questa esperienza risiede nella metodologia laboratoriale, che ha saputo trasformare la diversità in risorsa. Studenti di età e indirizzi scolastici differenti hanno imparato a collaborare, integrando competenze diverse per raggiungere un obiettivo comune.
Il Laboratorio Progettuale
Concluso il percorso formativo, il gruppo di lavoro ha trasformato le competenze acquisite in azioni concrete. In una serie di attività extrascolastiche, gli studenti hanno collaborato direttamente con l'artista Ciro Vitale, seguendo lo sviluppo ideativo dell'intervento a San Vincenzo Martire e trasformando la strategia allestitiva in un'esperienza reale.
I ragazzi hanno curato l'intera immagine coordinata e l'apparato informativo dell'esposizione, occupandosi della progettazione e produzione del manifesto ufficiale, della redazione degli apparati testuali in mostra e della strategia di comunicazione.
Il Video-Podcast
All’interno di questo articolato progetto prende forma anche un Video-Podcast originale realizzato in collaborazione con Vidya it (referente Fulvio Ventura): "Nel corpo del tempo. Genesi didattica di una mostra", ideato e realizzato direttamente dagli studenti che ne sono stati protagonisti. Un lavoro autentico, costruito passo dopo passo dai ragazzi, che hanno curato ogni fase: dalla progettazione dei contenuti alla preparazione delle interviste, fino alla conduzione delle puntate. Il podcast rappresenta una naturale estensione del percorso didattico e umano vissuto dagli studenti, trasformando l’esperienza in racconto condiviso. Attraverso le voci dei protagonisti, emergono riflessioni, emozioni e consapevolezze maturate lungo un cammino che ha saputo unire scuola, territorio e comunità.
Parole in Attivazione
Presso l'ingresso laterale della Chiesa, punto di accesso alla mostra, il gruppo di lavoro LIFE ha presentato un’installazione interattiva che connette lo spazio urbano all'esperienza espositiva.
Sulla panchina che affianca l'ingresso, un QR code invita alla sosta e alla visione: inquadrandolo, si accede a una serie di video che ritraggono gli studenti proprio su quella seduta. Ogni video è legato a una parola chiave, frammento di un racconto o di una testimonianza personale nata dall'esperienza di volontariato presso le mense della Caritas di Tivoli.
La Mostra
A conclusione dell'iter formativo e ideativo, l’intervento di Ciro Vitale nella Chiesa di San Vincenzo Martire a Tivoli - Nel corpo del tempo. Il tormento, la cura, il cambiamento - elegge lo spazio sacro a luogo di riflessione collettiva sulla solidarietà.
Paul Klee afferma che L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. L’intervento nella chiesa di San Vincenzo agisce esattamente in questa direzione: rende visibili gli invisibili. Ciro Vitale ci offre un obiettivo per mettere a fuoco ciò che abitualmente percepiremmo sfocato e per ridurre le distanze dal "troppo lontano"; con il sottotitolo ci indica una possibile traiettoria da seguire: dal corpo politico al corpo sociale a quello individuale.
Fotografie di Sandro Mele e Ciro Vitale
1 Il tormento
Dodici stele sormontate da lightbox emergono da una catasta di lettere che, insieme, formano dodici alfabeti. Nelle scatole di luce appaiono immagini fotografiche di reperti/frammenti di architettura realizzati in cemento armato: scale, ciminiere e torri che ne accentuano lo slancio verticale. Queste forme sospese tra l'incompiuto e il rudere interrogano lo spettatore sulla natura del tempo: non è dato sapere se si tratti di una genesi o di un definitivo declino. I dodici frammenti possono essere letti come metafora dei dodici principi fondamentali della Carta Costituzionale, le cui parole divengono lettera morta se non vengono rese attive dal nostro agire.
2 La cura
Un cumulo di vecchi mobili, residui di un vissuto ormai scartato, occupa lo spazio come un corpo derelitto in cerca di attenzione. Tra le ante e i cassetti socchiusi si innestano frammenti di luce: bagliori che riabilitano la materia misera, curandone le ferite. Dall'ammasso affiorano, in filigrana, voci e suoni che, come schegge sonore, riattivano l'immaginario, una dimensione in cui la dicotomia “io-loro” si risolve in un “noi” comunitario, come prefigurato dai ragazzi.
3 Il cambiamento
Un palinsesto multisensoriale dialoga con lo spazio sacro: al posto dell'altare, un gelido tavolo in alluminio ospita candide lastre di paraffina. La presenza del visitatore attiva un processo termico che scioglie la cera, lasciandola colare attraverso il piano forato. Nelle absidi laterali, due libri di cera collocati su due basi invitano a indagare la profondità dell’oggetto attraverso piccoli spioncini. Dentro i due “pozzi” un corpo maschile e uno femminile si dimenano nell’esiguo spazio entro cui sono costretti. L'opera invita a trasformare la rigidità dei personali costrutti mentali in materia fluida per consentire al pensiero di assumere forme inedite e imprevedibili.
Sito Web
Il sito web Nel corpo del tempo dedicato alla mostra ripercorre la sua genesi, riporta i testi critici presenti nel catalogo e fornisce informazioni relative al programma delle attività: gli incontri con l'artista, i laboratori didattici, le visite guidate per le scuole.
Laboratori didattici
Il ruolo degli studenti non si è esaurito con l'apertura: i ragazzi hanno acquisito le competenze necessarie di mediazione culturale. Sono stati proprio loro a guidare i visitatori alla scoperta della mostra, curando inoltre i laboratori didattici pensati per i bambini e le famiglie (referente Giada Pipitone). Dall'incontro dei più piccoli con le opere sono emerse interpretazioni inattese e illuminanti delle tre installazioni. Come afferma Keith Haring i bambini sanno qualcosa che noi abbiamo dimenticato.
REPORT
Il laboratorio ha rappresentato per gli studenti della 3B scientifico del Via Roma 298 un'occasione concreta di crescita umana e trasversale. Superando i confini fisici e mentali dell'aula, i ragazzi si sono immersi in un'esperienza che ha trasformato concetti astratti in consapevolezze tangibili, permettendo loro di sviluppare competenze non cognitive immediatamente spendibili e fondamentali per la vita adulta, non solo lavorativa.
Attraverso l'incontro con la fragilità sociale, la collaborazione con istituzioni culturali di eccellenza come il Museo MAXXI e il dialogo diretto con l'artista Ciro Vitale, gli studenti hanno allenato l'intelligenza emotiva, la capacità di cooperazione e il pensiero critico, spostando il baricentro dell'apprendimento dal "sapere" al "saper essere".
1. Indagine semantica ed emotiva (Questionario sulle 10 parole chiave)
All’inizio e alla fine del percorso, gli studenti sono stati coinvolti in una sfida riflessiva su dieci parole chiave che costituiscono altrettanti pilastri etici (gratuità, paura, distanza, ascolto, dignità, scelta, esperienza, accoglienza, solidarietà, diversità).
L’evoluzione semantica
Il cuore dell’attività non è stata la semplice definizione teorica, ma "riempire di significato" le parole attraverso l’esperienza diretta. Se all'inizio del progetto termini come gratuità o accoglienza erano concetti puramente ideali, se non contenitori vuoti, l'agire concreto presso le mense della Caritas ha permesso di innestare la realtà nella parola.
Skill sviluppata: Autoconsapevolezza e Pensiero critico
Il monitoraggio della propria evoluzione interiore ha permesso ai ragazzi di osservare come il proprio pensiero, inizialmente rigido, sia diventato "materia fluida", capace di adattarsi e comprendere la complessità del reale attraverso il binomio parola-azione.
2. Volontariato presso le mense della Caritas di Tivoli (Service Learning)
L’impegno diretto accanto agli ospiti delle mense di Tivoli e Villanova. L'attività non si è limitata a un supporto operativo nella distribuzione dei pasti, ma è stata strutturata come un vero e proprio "tirocinio di umanità". Gli studenti hanno interagito direttamente con gli ospiti, ascoltando storie di vita segnate dalla fragilità e confrontandosi con gli operatori della Caritas. Questo contatto ha permesso di abbattere i pregiudizi e di comprendere che la vulnerabilità non è una colpa, ma una condizione che richiede una risposta collettiva basata sul rispetto e sull'accoglienza.
Skill sviluppata: Empatia e Intelligenza emotiva
Uscendo dalla propria "zona di comfort", gli studenti hanno imparato a gestire l'incontro con la diversità e la fragilità, riducendo le distanze interpersonali e sviluppando una profonda sensibilità verso la cura dell’altro.
3. Modulo di Educazione Civica (Articolo 2 della Costituzione)
Riflessione sul dovere della solidarietà e sulla dignità umana
Attraverso l'analisi dell'Articolo 2, gli studenti hanno compreso che la solidarietà non è un'opzione morale facoltativa, ma un "dovere inderogabile" richiesto dalla Repubblica. Il confronto tra il dettato costituzionale e la missione della Caritas ha evidenziato come la cura amorevole trasformi i bisognosi in titolari di diritti. La dignità umana è stata così riconosciuta come il valore supremo da tutelare, rendendo i ragazzi consapevoli che ogni loro azione di volontariato è stata un atto di cittadinanza attiva e un contributo alla tenuta del tessuto democratico.
Skill sviluppata: Responsabilità sociale e Senso di cittadinanza
La traduzione dei principi costituzionali in azioni concrete ha rafforzato negli studenti la percezione di sé come soggetti attivi e responsabili all'interno della comunità.
Approfondimento sulla Povertà linguistica e sul valore della parola
Ispirandosi alla lezione di Martin Heidegger - "Non puoi pensare là dove la parola manca" - gli studenti hanno analizzato come la carenza di strumenti lessicali rappresenti una forma di silente esclusione sociale. Una "povertà di parole" non limita solo la capacità di esprimersi, ma restringe l'orizzonte stesso del pensiero e la comprensione della realtà altrui. Attraverso questo percorso, i ragazzi hanno compreso che restituire precisione al linguaggio (nominando correttamente concetti come gratuità o ascolto) permette di partecipare pienamente alla vita democratica come auspicato dall'Articolo 2 della Costituzione. Solo chi possiede le parole può rivendicare i propri diritti e, allo stesso tempo, compiere un atto solidale di giustizia sociale.
Skill sviluppata: Pensiero analitico e Consapevolezza linguistica
La capacità di connettere concetti astratti a esperienze vissute ha permesso agli studenti di riappropriarsi del valore della parola come strumento di emancipazione e di cittadinanza attiva.
4. Percorso "Come nasce una mostra" al MAXXI
Cinque giornate di laboratori intensivi sulle professioni museali. Calandosi nei panni di veri professionisti del settore (curatori, comunicatori, allestitori), gli studenti hanno affrontato la complessità della macchina museale. Il lavoro ha portato alla creazione del concept comUnità: io, loro, noi, un'ipotesi progettuale che ha sintetizzato le tematiche etiche apprese alla Caritas in una visione estetica. La sfida è stata tradurre valori sociali in percorsi espositivi, imparando a gestire budget, spazi e strategie di comunicazione in un contesto di eccellenza internazionale.
Skill sviluppata: Teamwork e Collaborazione progettuale
Studenti di età e indirizzi diversi hanno imparato a integrare competenze eterogenee per raggiungere un obiettivo comune (il concept comUnità), trasformando la diversità in una risorsa operativa.
5. Laboratorio progettuale e mediazione culturale
Collaborazione con Ciro Vitale, creazione dell'immagine coordinata e gestione della comunicazione.
Skill sviluppata: Problem solving creativo e Comunicazione efficace
I ragazzi hanno gestito l'intera strategia di comunicazione, dalla redazione dei testi alla produzione multimediale, acquisendo inoltre competenze di mediazione per guidare il pubblico alla scoperta dell'opera.
6. Installazione interattiva "Parole in Attivazione"
Serie di video-testimonianze personali accessibili tramite QR code presso la Chiesa di San Vincenzo Martire.
Skill sviluppata: Self-Awareness (Autoconsapevolezza) e Comunicazione coraggiosa
In questa attività, ogni studente ha voluto "metterci la faccia", trasformando un’emozione intima e privata in una testimonianza pubblica e permanente (caricata sulla piattaforma YouTube). Esporsi online richiede una grande maturità emotiva e il coraggio di sostenere il peso delle proprie parole davanti a una comunità virtuale e reale. I ragazzi hanno imparato a gestire la propria immagine digitale in modo etico, rendendosi testimoni autentici di valori civili.
7. Video-Podcast "Genesi didattica di una mostra"
Racconto a puntate realizzato in collaborazione con Vidya it, che ripercorre l'intero iter progettuale attraverso interviste e conduzione diretta.
Skill sviluppata: Media literacy, Dialogo e Negoziazione
A differenza della testimonianza singola, il podcast ha richiesto un costante confronto interpersonale. Gli studenti, curando ogni fase dalla progettazione alla conduzione, hanno allenato la capacità di ascolto attivo e di gestione del dialogo in tempo reale. Coordinarsi per costruire un racconto coerente ha significato mediare tra punti di vista diversi, sviluppando una competenza comunicativa complessa che integra l'uso professionale dei media con la capacità di valorizzare la voce dell'interlocutore.
8. Conduzione del Laboratorio didattico per le famiglie
Gli studenti nel ruolo di guide e formatori per adulti e bambini.
Skill sviluppata: Leadership e Public speaking
Nel ruolo di mediatori, i ragazzi hanno sperimentato la responsabilità di generare cambiamenti negli altri attraverso la propria presenza e la propria capacità di trasmettere il valore delle relazioni e della cura.
Monitoraggio e Feedback
Il monitoraggio rispetto all’acquisizioni delle diverse competenze è stato effettuato attraverso l’osservazione sistematica delle attività svolte, valutando i comportamenti specifici durante le lezioni, i lavori di gruppo, le attività laboratoriali, le registrazioni video, le attività di mediazione culturale e le presentazioni pubbliche. Particolarmente significativi sono i feedback emersi dal doppio questionario sulle 10 parole chiave.
I risultati raggiunti sono esplicitati da tre diagrammi di Kiviat suddivisi per tipologie: competenze emotive, relazionali e operative.
1. Competenze Emotive
Il grafico riflette il profondo lavoro di introspezione compiuto tra le "parole chiave" e il coraggio della testimonianza video.
Autoconsapevolezza (Self-awareness) 9/10
Conoscere i propri punti di forza, debolezze, emozioni e motivazioni.
Molto elevata grazie al doppio questionario e alla riflessione sul "sé" nel tempo.
Autoregolazione e Self-control 7/10
Capacità di gestire impulsi, emozioni e stress, mantenendo la calma e la concentrazione.
Sviluppata nel gestire l'impatto emotivo del contatto con la povertà in mensa.
Resilienza 8/10
Attitudine a superare le difficoltà, adattarsi ai cambiamenti e rialzarsi dopo un fallimento.
Consolidata affrontando contesti complessi e la pressione di scadenze reali.
Motivazione e Perseveranza (Grit) 8/10
Determinazione nel perseguire obiettivi a lungo termine, nonostante gli ostacoli.
Dimostrata nella continuità del progetto (iniziato nel 2025 e concluso nel 2026).
Autoefficacia 9/10
Convinzione delle proprie capacità di organizzare e realizzare azioni necessarie per gestire situazioni.
Alimentata dal vedere i propri prodotti (video, podcast) realizzati e pubblici.
2. Competenze Relazionali
Qui i valori sono trainati dall'esperienza Caritas e dal lavoro cross-scolastico.
Empatia 10/10
Capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri, fondamentale per la coesione sociale.
Il cuore del progetto: il passaggio dall'io al "noi" attraverso la cura dell'altro.
Collaborazione (Teamwork) 9/10
Attitudine a cooperare con gli altri per un obiettivo comune.
Essenziale nei laboratori MAXXI e nella gestione dell'immagine coordinata.
Comunicazione Efficace 9/10
Capacità di esprimersi chiaramente (verbalmente e non) e ascoltare attivamente.
Affinata tramite podcast, mediazione culturale e "Parole in Attivazione".
Gestione dei Conflitti e Negoziazione 8/10
Capacità di affrontare le divergenze in modo costruttivo.
Necessaria per mediare tra diverse visioni creative (gruppi di lavoro misti al MAXXI: Via Roma + Confalonieri).
Leadership 8/10
Capacità di motivare e guidare gli altri, anche senza ruoli formali di comando.
Emersa nella realizzazione dell’installazione interattiva e la conduzione dei laboratori didattici.
3. Competenze Operative
Il grafico evidenzia come i ragazzi hanno usato la loro intelligenza per risolvere problemi pratici e comunicativi.
Pensiero Critico 9/10
Analizzare informazioni e situazioni in modo oggettivo per prendere decisioni consapevoli.
Sviluppato nell'analisi dell'Art. 2 della Costituzione e della povertà linguistica.
Problem Solving 8/10
Capacità di definire un problema e trovare soluzioni creative ed efficaci.
Applicato nella trasformazione di un concept in un progetto espositivo al MAXXI.
Creatività e Pensiero Laterale 10/10
Generare nuove idee, approcci o soluzioni ai problemi.
Pienamente espressa nella produzione multimediale e nel design della mostra.
Flessibilità e Adattabilità 8/10
Capacità di modificare i propri piani o comportamenti di fronte a nuove informazioni o contesti.
Capacità di adattare il pensiero ("materia fluida") a contesti diversi.
Pensiero Riflessivo/Metacognizione 9/10
Capacità di pensare al proprio pensiero, valutando i propri processi di apprendimento.
Esercitata nel "pensare al proprio pensiero" durante l'indagine semantica.
Il Laboratorio di InFormazione Etico-estetica dimostra come la bellezza dell'arte e l'etica del servizio possano convergere nel sistema educativo per formare non solo studenti competenti, ma cittadini empatici e consapevoli. La transizione dalla dicotomia "io-loro" verso il "noi" comunitario è l'esito più prezioso di questo sviluppo delle Non Cognitive Skills.
Partecipare alle diverse attività previste dal laboratorio ha innescato un processo di riscatto civico, affrontando la povertà linguistica parallelamente a quella economica e sociale. Non possedere le parole, infatti, non è un semplice deficit nozionistico, ma una barriera invisibile che limita il pensiero, impedisce di decodificare la realtà, portando all'esclusione sociale. Il percorso ha dimostrato che riappropriarsi del linguaggio significa riappropriarsi della propria cittadinanza attiva.
1. Il Questionario sulle 10 parole chiave: l'incipit metodologico
All'inizio del percorso, agli studenti è stato proposto un questionario su dieci parole-chiave (gratuità, paura, distanza, ascolto, dignità, scelta, esperienza, accoglienza, solidarietà, diversità). La richiesta è stata di assegnare il significato ad ogni termine. Alla fine delle attività laboratoriali è stato chiesto di compilare nuovamente il formulario.
L'evoluzione semantica
L'agire concreto presso le mense della Caritas di Tivoli ha permesso di innestare la realtà nel linguaggio. La semantica si è fatta azione: la distanza è diventata un confine fisico da colmare, così come la scelta un impegno preso verso l’altro.
Competenza sviluppata: Pensiero critico e Consapevolezza semantica
Gli studenti hanno compreso le parole di Heidegger ("Non puoi pensare là dove la parola manca"), capendo che l'impoverimento del lessico restringe l'orizzonte del pensiero.
2. Dal MAXXI ai testi introduttivi della mostra: la scrittura come progettazione
Il lavoro sulla parola si è tradotto in produzione testuale e curatoriale attraverso la collaborazione con istituzioni di eccellenza.
I testi per comUnità e per la mostra finale Nel corpo del tempo
Nelle cinque giornate al Museo MAXXI, la riflessione sulla parola ha generato i testi introduttivi per il concept espositivo comUnità: io, loro, noi. Successivamente, nel laboratorio progettuale svolto anche in collaborazione con l'artista Ciro Vitale, gli studenti hanno redatto il testo introduttivo e l'apparato informativo per l'intervento nella Chiesa di San Vincenzo Martire, intitolato Nel corpo del tempo. Il tormento, la cura, il cambiamento. La parola scritta è diventata lo strumento per "rendere visibile l'invisibile", traducendo la traiettoria concettuale dal corpo politico al corpo sociale, fino a quello individuale, e dando voce a chi la povertà tende a lasciare sfocato.
Competenza sviluppata: Scrittura Istituzionale e Mediazione Culturale
Capacità di strutturare testi complessi capaci di comunicare valori etici a un pubblico eterogeneo.
3. Dall’Art. 2 della Costituzione all’installazione: Parole in Attivazione
La transizione dalla riflessione interiore alla sfera pubblica e comunitaria è avvenuta attraverso la scrittura del testo e poi la sua vocalizzazione.
Gli script e le performance
Gli studenti hanno redatto gli script per l'installazione interattiva Parole in Attivazione: posizionata presso l'ingresso della Chiesa, una panchina invita alla sosta tramite un QR code che rimanda a video-testimonianze nelle quali i ragazzi stessi narrano le esperienze alla Caritas partendo da parole chiave da loro scelte.
Questo modello, in un format necessariamente più contenuto, è stato esteso ad altre 7 classi dell'istituto: ogni studente ha scritto un testo e lo ha interpretato in un minuto con modalità libere (lettura, braccio, rap). Molti si sono raccontati come oggetto di una fragilità (mancanza di ascolto o accoglienza), per poi riflettere sulla possibilità di ribaltare la direzione dell'azione. Ricco di spunti di riflessione è stato lo studio del verbo formare attraverso i suoi prefissi, mappando le dinamiche scolastiche dalle accezioni positive a quelle più pericolose legate all'omologazione.
Competenza sviluppata: Consapevolezza linguistica ed Espressione creativa.
Uso della parola come strumento di emancipazione e rielaborazione del vissuto emotivo.
6. Il Video-Podcast: il racconto come condivisione
Il coronamento dell'intero processo di riappropriazione della parola e di narrazione del vissuto collettivo si è materializzato nell'uso consapevole e critico dei media digitali, supportato dall'interazione con le nuove tecnologie.
La struttura del format e le voci a confronto
In collaborazione con Vidya it, gli studenti hanno ideato, scritto e realizzato un video-podcast originale in 6 puntate intitolato Nel corpo del tempo. Genesi didattica di una mostra. L'opera editoriale è stata gestita dai ragazzi, che hanno curato ogni singola fase: dalla preparazione dei blocchi di intervista alla conduzione tecnica e giornalistica in studio. Il format ha previsto per ogni puntata una struttura fissa e dialogica: la conduzione stabile di un moderatore (lo studente del quinto anno Edoardo Maggiani) posta a raccordo e confronto intergenerazionale tra il punto di vista di uno studente protagonista del progetto e quello di un “adulto” (docenti, storici dell'arte, curatori e responsabili della Caritas).
Il percorso delle 6 puntate ha ricalcato fedelmente le tappe umane e didattiche del laboratorio:
Il percorso didattico (con la studentessa Alida Cacace e il prof. Roberto Ianigro) incentrato sulla cornice teorica di LIFE;
L'esperienza alla Caritas (con la studentessa Isabel Alexandru e i referenti Claudio Lang e Davide Falso) focalizzato sull'incontro emotivo con le povertà e le mense solidali;
La formazione al MAXXI (con la studentessa Rebecca Calvi e lo storico dell'arte Federico Borzelli) sul concetto curatoriale di comUnità;
Lo spazio espositivo (con lo studente Leonardo Leone e il delegato vescovile Alain Vidal) sulla destinazione culturale della Chiesa di San Vincenzo Martire;
Un nuovo Grand Tour (con lo studente Giovanni Ragusi e il prof. ordinario Francesco Leone) per rileggere l'esperienza territoriale alla luce della storia dell'arte;
La mostra (con la studentessa Beatrice Calvi e l'artista Ciro Vitale) per analizzare la poetica visiva dell'allestimento finale.
Il podcast ha così trasformato la memoria individuale in un Manifesto digitale e pubblico, dove la parola multimediale ha offerto una forma duratura al cambiamento interiore dei singoli studenti.
Competenza sviluppata: Progettazione editoriale e Comunicazione digitale
Padronanza degli strumenti multimediali e della conduzione delle interviste; capacità di strutturare un dibattito critico e di cooperare in un gruppo di lavoro complesso per la co-creazione di contenuti culturali a forte impatto sociale.
5. Il laboratorio didattico: la mediazione come traduzione etica
Il consolidamento delle competenze relazionali ed espressive ha trovato la sua massima applicazione nel superamento dei confini tradizionali della scuola, traducendosi in un'attività di public engagement e cittadinanza attiva rivolta alla comunità.
Dalla cura della mostra alla parola pedagogica
Dopo aver curato l'immagine coordinata e l'allestimento espositivo della mostra, gli studenti hanno assunto il ruolo di mediatori culturali. Questa funzione si è concretizzata nella progettazione e conduzione diretta di laboratori didattici specificamente pensati per le famiglie e i bambini. La sfida non è stata semplicemente gestionale, ma profondamente linguistica e concettuale: i ragazzi hanno dovuto operare una vera e propria "traduzione etica" dei complessi nuclei tematici della mostra — l'inclusione, il superamento delle fragilità, il passaggio dall'io al noi — adattando il proprio registro espressivo all'orizzonte cognitivo ed emotivo dei più piccoli attraverso il gioco e l'interazione artistica.
Competenza sviluppata: Mediazione culturale e Flessibilità linguistica
Capacità di declinare concetti etici e artistici di alto livello in codici comunicativi accessibili e inclusivi, calibrando l'interazione in contesti intergenerazionali non formali.
6. I feedback del questionario: la parola rivelatrice
Il monitoraggio dell'evoluzione culturale e linguistica è stato effettuato attraverso l'osservazione sistematica della precisione lessicale e della profondità critica mostrata dagli studenti nelle attività di scrittura, nei testi per la mostra e nelle performance orali.
Particolarmente significativo come prezioso feedback dell'apprendimento è stato il secondo questionario, somministrato al termine del percorso. Il confronto diretto tra le definizioni iniziali e i riscontri finali ha tracciato l'effettivo ampliamento del vocabolario etico degli studenti. Da concetti astratti e stereotipati, le parole sono diventate "materia fluida" e consapevolezza tangibile: l'antidoto più efficace contro l'analfabetismo emotivo e l'impoverimento culturale.
Valutazione Complessiva del Gruppo Classe
La valutazione è stata effettuata in funzione di sei parametri: Competenze Lessicali, Impegno nel Questionario, Individualizzazione / Personalizzazione, Responsabilità Civica / Senso di Cittadinanza, Flessibilità Cognitiva / Apertura Mentale, Sensibilità Emotiva / Cura.
Indicatori quantitativi e qualitativi di sintesi (redatto con il supporto dell’AI)
Competenze Lessicali (CL) 7,5/10
Fascia di oscillazione individuale 5½ - 10
Misura l'arricchimento del vocabolario personale, l'accuratezza terminologica e la capacità di superare l'impoverimento del linguaggio per comprendere meglio la realtà.
Il punto di partenza a novembre evidenziava vistosi vuoti di alfabetizzazione etica (termini omessi o ridotti a significati da dizionario). A maggio si assiste a un generalizzato recupero terminologico. La classe ha dimostrato la capacità di riappropriarsi di vocaboli complessi, transitando da definizioni meccaniche a concetti articolati. Permangono, a livello collettivo, due nodi semantici non del tutto sciolti: la parziale sovrapposizione tra i concetti di "gratuità" e "gratitudine" (che ha interessato 4 studenti) e isolate derive funzionaliste sul concetto di "dignità" o "solidarietà" (2 studenti). Nel complesso, l'arricchimento del vocabolario civile è evidente e diffuso.
Impegno nel Questionario (IQ) 8/10
Fascia di oscillazione individuale 6½ - 10
Valuta la cura, la profondità, la serietà metodologica e l'accuratezza con cui lo studente ha strutturato le risposte all'interno dei due test anonimi, distinguendo lo sforzo argomentativo dalle risposte sbrigative.
Si registra una progressione quantitativa e qualitativa straordinaria nella compilazione dei test. Se la prima sessione era caratterizzata da risposte fulminee e asettiche, la seconda sessione di maggio mostra un investimento di tempo e un'energia argomentativa notevoli. Gli studenti non si sono limitati a compilare i campi, ma hanno cercato la fluidità della scrittura, lo sviluppo della frase complessa e l'esposizione dettagliata dei propri vissuti, dimostrando un rispetto profondo per il percorso formativo e per lo strumento di monitoraggio.
Individualizzazione / Personalizzazione (IP) 8,5/10
Fascia di oscillazione individuale 6 - 10
Misura la capacità di rendere personale, creativo e originale il processo di esplicitazione dei contenuti.
È uno dei parametri più brillanti della classe. Gli studenti hanno rifiutato le definizioni standardizzate per calare i concetti nella propria dimensione intima ed esistenziale. La personalizzazione si è espressa attraverso una sorprendente attitudine metaforica: la classe ha saputo descrivere la diversità come un puzzle necessario, la scelta come l'elemento vitale che differenzia l'uomo dall'acqua o dalle rocce, e la paura come un'oscurità che si frappone davanti all'ignoto. Questa capacità di ancorare il lessico a immagini poetiche e narrative dimostra che i valori Caritas non sono stati semplicemente memorizzati, ma interiorizzati e riscritti con un registro originale.
Responsabilità Civica / Senso di Cittadinanza (RC) 8/10
Fascia di oscillazione individuale 5½ - 9½
Misura la capacità di ancorare i valori etici ai doveri inderogabili di solidarietà e alla tutela della dignità umana sanciti dalla Costituzione (Articolo 2).
Il gruppo ha compiuto una transizione netta da una visione individualistica della realtà ("io e il mio cerchio ristretto") a una forte spinta etico-comunitaria. I concetti di inclusione, accoglienza e giustizia distributiva sono diventati patrimonio comune. Spiccano le elaborazioni di studenti che hanno saputo connettere i singoli termini alle dinamiche macro-sociali e democratiche, parlando di diritti inalienabili, lotta all'alienazione e decostruzione dei pregiudizi indotti dalla società. La cittadinanza non è più intesa come un dovere formale o un'obbligazione astratta, ma come l'azione concreta e militante di farsi carico della vulnerabilità altrui.
Flessibilità Cognitiva / Apertura Mentale (FC) 8,5/10
Fascia di oscillazione individuale 6½ - 10
Valuta l'attitudine a modificare i propri piani mentali di fronte a contesti complessi, trasformando i pensieri rigidi in "materia fluida" per accogliere la diversità senza preconcetti.
Il laboratorio ha agito come un potente acceleratore di decentramento cognitivo. La stragrande maggioranza della classe ha dimostrato l'elasticità mentale necessaria per scardinare i propri costrutti rigidi e i condizionamenti passati. Gli studenti hanno accettato la sfida della complessità relazionale, imparando a sospendere il giudizio e a decostruire i propri filtri difensivi. Fenomeni significativi di autocorrezione e ricalibrazione radicale (come lo studente capace di destrutturare il macro-errore iniziale che confondeva "solidarietà" con "solitudine") testimoniano una mente collettiva elastica, permeabile agli stimoli esterni e pronta al cambiamento.
Sensibilità Emotiva / Cura (SE) 8,5/10
Fascia di oscillazione individuale 6½ - 10
Misura lo spostamento del baricentro interiore dall'individualismo isolato ("io-loro") alla dimensione collettiva, empatica e interpersonale del "noi" comunitario.
Lo spostamento dell'asse interiore della classe verso la dimensione dell'empatia e della cura del prossimo rappresenta il successo più nitido dell'intero progetto. Il gruppo ha sviluppato una sensibilità acutissima verso i disagi relazionali, l'emarginazione e la solitudine. Il concetto di "ascolto" è stato radicalmente ridefinito dalla classe: è transitato dall'essere un atto biologico e passivo (il sentire rumori o ricevere informazioni) a un gesto etico e terapeutico di immedesimazione assoluta, descritto come vestire i panni di chi parla o provare le stesse emozioni dell'altro. La cura è diventata la lente d'ingrandimento attraverso cui l'intera classe valuta la qualità dei legami umani.
I ribaltamenti concettuali (La de-materializzazione del lessico):
Il dato più macroscopico emerso dal confronto temporale novembre-maggio risiede nello sradicamento di una visione puramente utilitaristica, commerciale o fisica della realtà. A novembre, parole come Gratuità e Distanza venivano lette attraverso lenti rigidamente concrete: la gratuità era "un oggetto a prezzo zero" o "qualcosa che non si paga" (4 studenti); la distanza era "lo spazio metrico o chilometrico tra due punti o località" (5 studenti). A maggio, la classe ha "umanizzato" e spiritualizzato questo vocabolario. La gratuità è diventata l'azione disinteressata che fonda la fiducia sociale; la distanza è stata ridefinita come una barriera psicologica, un allontanamento dell'anima o, in chiave critica, come il riflesso del pregiudizio collettivo che separa e frammenta la comunità.
Le resistenze semantiche e le sovrapposizioni (aree di monitoraggio)
Sebbene l'evoluzione sia straordinaria, l'analisi aggregata mette in luce alcune resistenze cognitive su cui l'azione didattica futura dovrà concentrarsi.
L'equivoco Gratuità/Gratitudine: Una porzione della classe tende a confondere la gratuità dell'azione (il donare senza tornaconto) con il sentimento della gratitudine (l'essere grati per ciò che si riceve). Questo slittamento denota una parziale fatica nel focalizzare la natura teoretica del "dono puro".
La tentazione funzionalista sulla Dignità: Alcuni studenti faticano a svincolare il concetto di dignità dalle prestazioni o dall'utilità sociale. Se la maggior parte ha compreso il valore universale e inalienabile della persona, isolati scivoloni (come il riferimento di uno studente all'efficienza lavorativa o al ruolo professionale per ritenersi "degni") indicano che il retaggio di una società basata sulle performance esercita ancora un condizionamento profondo sui costrutti mentali degli adolescenti.
La restituzione individualizzata dei feedback
Ad ogni singolo studente è stato consegnata, in busta chiusa a garanzia dell’anonimato, una sintesi completa degli esiti del questionario. I risultati, esplicitati graficamente, numericamente e in forma testuale, misurano il personale percorso di crescita e quello dell’intero gruppo classe.
Conclusioni pedagogiche
Il percorso compiuto da questo gruppo classe sotto la spinta degli stimoli del laboratorio LIFE merita un'approfondita riflessione pedagogica. Ci troviamo di fronte a un corpo studentesco che ha iniziato il percorso manifestando i tratti tipici dell'isolamento cognitivo e del pragmatismo difensivo: risposte brevi, focalizzazione sui bisogni materiali, concezione geometrica dello spazio e utilitaristica delle relazioni umane.
In soli sei mesi, il gruppo ha saputo attivare una metamorfosi collettiva che ha scardinato questa impostazione iniziale. La classe ha dimostrato una permeabilità straordinaria e una fiducia non comune nei confronti dell'esperienza laboratoriale. Lo sblocco espressivo di situazioni critiche (come i diffusi "non so" di novembre) testimonia che il progetto non ha soltanto trasmesso contenuti etici, ma ha fornito ai ragazzi le parole e il coraggio per nominare e descrivere la complessità delle proprie emozioni e del tessuto sociale.
L'elemento di maggiore vanto di questa classe è l'armonizzazione tra l'altissimo livello di personalizzazione poetica e lo sviluppo di una spiccata coscienza civica. Gli studenti non sono diventati dei ripetitori di formule teoriche sulla solidarietà; hanno piuttosto sviluppato un pensiero critico autonomo, capace di rintracciare le cause strutturali della sofferenza, dell'esclusione e della paura (identificata splendidamente a maggio come un pregiudizio indotto dalla società). La ridefinizione collettiva dell'ascolto e dell'accoglienza come atti generativi e trasformativi — capaci di trasformare l'estraneo in una persona cara — dimostra lo spostamento definitivo del baricentro della classe verso l'etica della cura e il "noi" comunitario.
In conclusione, il saldo del percorso è eccellente. Rimangono da smussare e monitorare alcune imprecisioni terminologiche e concettuali (il valore intrinseco e universale della dignità a prescindere dal rendimento, e il confine semantico tra gratuità e gratitudine), ma la classe si congeda da questo laboratorio con una struttura logica, emotiva e civile profondamente rinnovata, dimostrandosi un gruppo maturo, coeso e pienamente attrezzato per esercitare una cittadinanza attiva, consapevole e inclusiva.
Il nuovo Vocabolario Etico della classe: le prime dieci voci
Ecco le 10 parole chiave del questionario così come sono state progressivamente riscritte e risignificate dal lavoro collettivo della classe.
Questo compendio rappresenta il nucleo del Vocabolario Etico e Civile del gruppo classe, una sintesi in cui le definizioni iniziali, spesso rigide, lasciano il posto a una visione condivisa, matura e profondamente orientata alla cura dell'altro e alla cittadinanza attiva.
1. GRATUITÀ
Dalla logica del mercato all'etica del dono puro
L'atto di compiere un gesto, offrire aiuto o donare una parte di sé e del proprio tempo in modo totalmente disinteressato, svincolandosi completamente dall'aspettativa di un ritorno economico, materiale o di un tornaconto personale. A livello collettivo, include la consapevolezza profonda di una "gratitudine esistenziale": essere grati per la propria vita e le proprie circostanze, traducendo questa pienezza in un atto di gentilezza pura verso il prossimo.
2. PAURA
Dall'istinto di difesa alla sfida dell'ignoto
Inizialmente codificata come una semplice risposta biologica e irrazionale di autodifesa di fronte a un pericolo, la paura viene riscoperta dalla classe come una barriera emotiva e culturale. È quell'"oscurità" che si frappone tra l'individuo e ciò che non conosce, alimentata spesso dai pregiudizi indotti dalla società. La classe la riconosce come un limite che isola e blocca le esperienze vitali, giungendo alla conclusione matura che, per vivere davvero e comprendere l'altro, essa vada affrontata, decostruita e superata.
3. DISTANZA
Dalla misura dello spazio al vuoto della relazione
La parola viene radicalmente de-materializzata: non indica più la separazione metrica, chilometrica o geometrica tra due punti nello spazio, ma diventa una categoria dell'anima e della società. La distanza è l'allontanamento emotivo, l'incapacità di comprendere lo stato d'animo altrui e il muro invisibile eretto dal pregiudizio. Colmare la distanza significa attivarsi socialmente ed emotivamente per non lasciare nessuno in una condizione di isolamento o rifiuto.
4. ASCOLTO
Dalla ricezione sensoriale all'immedesimazione terapeutica
Ben più del semplice "sentire" biologico di rumori o parole, l'ascolto è definito dalla classe come la forma più attiva, nobile e intenzionale di cura. Significa fare spazio all'altro dentro di sé, "vestire i panni di chi parla" e provarne le stesse emozioni. Diventa uno strumento relazionale e terapeutico fondamentale per rassicurare, sostenere e rompere la solitudine di chi vive un momento di vulnerabilità.
5. DIGNITÀ
Dalla reputazione sociale al valore intrinseco dell'essere umano
La dignità viene sottratta alle logiche della performance (l'efficienza lavorativa o il ruolo ricoperto) e del giudizio esterno (la reputazione). Essa viene ridefinita come il valore intrinseco, inalienabile e universale di ogni persona, legato al semplice fatto di esistere. È il diritto fondamentale di "non vergognarsi di ciò che si è" e il dovere di rispettare sé stessi e gli altri indipendentemente dalle origini, dalle capacità o dalle fragilità.
6. SCELTA
Dalla passività quotidiana all'affermazione della libertà
L'atto della scelta viene elevato a sinonimo di libertà e responsabilità individuale. Scegliere significa rifiutare l'inerzia, non subire passivamente gli eventi e non lasciarsi trascinare dalla corrente come gli elementi inanimati della natura. È la bussola del discernimento etico attraverso cui ogni studente decide attivamente chi vuole essere e quale impatto desidera avere sulla vita della comunità.
7. ESPERIENZA
Dal semplice scorrere del tempo alla sedimentazione del valore
Non è la mera accumulazione di eventi o il passare dei giorni, ma il processo vissuto e sofferto attraverso cui gli stimoli esterni (come il laboratorio Caritas) vengono interiorizzati e trasformati in crescita personale. L'esperienza è la linfa che scardina i costrutti rigidi del passato e permette al soggetto di maturare una nuova sensibilità, aprendo gli occhi sulla complessità della realtà circostante.
8. ACCOGLIENZA
Dall'ospitalità materiale alla metamorfosi relazionale
Inizialmente ridotta al bisogno concreto di offrire un tetto o una casa, l'accoglienza diventa un processo bidirezionale, generativo e trasformativo. Accogliere significa "trasformare una persona estranea in una persona cara", abbattendo le barriere ideologiche e i preconcetti. È un dynamics relazionale in cui le fragilità si incastrano e si sostengono, nella consapevolezza che aprendosi all'altro si finisce, inevitabilmente, per essere accolti a propria volta.
9. SOLIDARIETÀ
Dall'isolamento all'azione comune a tutela dei diritti
Sradicato definitivamente il rischio di confusione con la "solitudine" o la "solidità caratteriale", la solidarietà è codificata come la spina dorsale della comunità. È la capacità e il dovere morale di aiutare chi si trova nel bisogno, traducendosi nell'espressione etica di "sacrificare poco per dare tanto". Nella sua accezione civica più matura, significa entrare in difesa dei diritti e delle fragilità altrui anche quando l'offesa o l'ingiustizia non ci colpiscono direttamente.
10. DIVERSITÀ
Dal dato biologico all'affascinante ricchezza del collettivo
La diversità smette di essere percepita come un fattore di divisione, una minaccia o un semplice dato genetico da tollerare. Diventa un elemento "affascinante" da accogliere a braccia aperte e da valorizzare. La classe la descrive mirabilmente attraverso l'immagine del puzzle: la comunità funziona bene e l'immagine d'insieme si rivela completa proprio perché ogni pezzo è unico, differente e indispensabile alla tenuta del tutto.
Il Manifesto
Le parole, opportunamente inserite in una frase, formano ora un vero e proprio Manifesto di Maturazione Civica.
vivere un’ESPERIENZA di vita
dopo aver fatto una SCELTA matura e consapevole:
compiere un’azione di SOLIDARIETÀ concreta
agendo secondo un principio di GRATUITÀ e non per proprio tornaconto,
ponendosi in una condizione di ASCOLTO dell’altro
per poi mettere in campo l’ACCOGLIENZA
superando ogni PAURA,
soprattutto quella della DIVERSITÀ e, approssimandosi,
ridurre la DISTANZA che spesso ci separa,
restituendo DIGNITÀ al prossimo e a sé stessi.
1. Superamento del Digital Divide
Il progetto affronta e supera il divario digitale (digital divide) non solo garantendo l'accesso tecnologico, ma trasformando gli studenti da consumatori passivi a creatori critici e consapevoli di contenuti digitali (alfabetizzazione digitale ed etica). Il superamento del divario è stato declinato trasversalmente in tre modalità principali.
Dall'analogico al digitale (Integrazione di competenze)
Gli studenti hanno colmato la distanza tra discipline tradizionali e nuove tecnologie. Hanno tradotto un'esperienza umana e analogica (il volontariato alla Caritas) e lo studio della Costituzione in linguaggi multimediali. L'uso dell'IA per la rifinitura dei testi ha democratizzato l'accesso a registri linguistici complessi, azzerando le disparità di partenza nel gruppo classe.
Competenza mediatica (Media Literacy) sul campo
Con la realizzazione del Video-Podcast Genesi didattica di una mostra per Vidya it, i ragazzi non hanno solo adoperato lo strumento mediatico, ma hanno gestito l'intera filiera di produzione, dalla ideazione alla conduzione. Questo ha permesso di acquisire competenze tecniche e di negoziazione spendibili nel mondo del lavoro, riducendo il divario di competenze (skills divide).
Cittadinanza digitale e accessibilità
Nell'allestimento della mostra Nel corpo del tempo, gli studenti hanno curato la strategia di comunicazione e l'immagine coordinata, creando per altro l'installazione interattiva Parole in Attivazione. Rendendo le video-testimonianze fruibili al pubblico tramite QR code, hanno applicato il digitale per facilitare l'accesso alla cultura e all'arte contemporanea, mettendo la tecnologia al servizio della comunità.
Superare il divario digitale ha significato responsabilizzare i ragazzi nell'uso etico dei media e dell'IA. Gli studenti non hanno subito la tecnologia, ma l'hanno dominata per dare voce alla fragilità, trasformando il digitale in un potente fattore di inclusione sociale e democrazia.
2. Utilizzo dell’AI
L'Intelligenza Artificiale ha agito come facilitatore inclusivo e attivatore di competenze trasversali (non-cognitive skills), sostenendo le diverse fragilità del gruppo (emotive, relazionali e linguistiche) attraverso un uso attivo, critico e mai sostitutivo (senza copy-paste)
L'IA è stata integrata in tre momenti chiave del processo di scrittura: la redazione degli script per i video Parole in Attivazione, il testo introduttivo di comUnità realizzato nell’ambito del laboratorio svolto al MAXXI e la fondamentale introduzione alla mostra Nel corpo del tempo. Il suo utilizzo ha supportato la didattica inclusiva focalizzandosi su tre direttrici.
Contrasto alla povertà linguistica (Pensiero Critico e Consapevolezza)
In linea con la riflessione di Heidegger, l'IA ha aiutato gli studenti a superare il blocco della pagina bianca e la carenza lessicale. Utilizzata per la revisione e il miglioramento dei testi, ha offerto alternative terminologiche, permettendo ai ragazzi di tradurre accuratamente le emozioni profonde vissute alla Caritas in parole precise, espandendo il loro orizzonte di pensiero senza limitarne la creatività.
Valorizzazione del "Saper Essere" (Autoconsapevolezza ed Empatia)
Molti studenti presentavano fragilità legate all'esposizione pubblica e all'insicurezza espressiva. L'alleanza con l'IA ha dato forma e dignità testuale ai loro vissuti individuali. Sapere di poter contare su uno strumento di rifinitura ha ridotto l'ansia da prestazione, sbloccando l'intelligenza emotiva e dando loro il coraggio di "metterci la faccia" nelle video-testimonianze.
Inclusione e Cooperazione (Teamwork)
Nel lavoro di gruppo (3B Scientifico e 4A Liceo Artistico), l'IA ha aiutato ad appianare le disparità di partenza nelle competenze di scrittura. Ha funzionato come un "collaboratore di redazione" democratico, facilitando la sintesi delle diverse anime del gruppo in una visione curatoriale e comunicativa coerente, trasformando la fragilità del singolo in forza collettiva (comUnità).
L'IA non ha esonerato gli studenti dallo sforzo cognitivo, ma ha rimosso le barriere della frustrazione espressiva. Ha permesso il passaggio dal "sapere" al "saper essere", trasformando concetti astratti in consapevolezze tangibili e spendibili per la vita adulta.