L’immagine del centro benessere di Isernia -il primo ad essere realizzato in questa area geografica dell’Italia- doveva presentare caratteristiche di unicità, per offrire al mercato nazionale e internazionale dell’offerta turistica una compensazione, un risarcimento del fatto di situarsi in una regione ancora inesplorata. Per questo la struttura si configura, sul piano compositivo, come una sorta di grande ‘area archeologica’, in cui la presenza di elementi architettonici visivamente dominanti riconduce alla memoria di temi cari alla tradizione dei complessi termali della Roma imperiale, quali portici, successioni ritmiche di spazi, cavità e nicchie esaltate dalla luce, stratificazione di funzioni su più livelli collegate dalla continuità di imponenti masse murarie. Anche i materiali assegnati ai differenti volumi confermano e assecondano queste scelte, come è evidente nei mosaici che inducono la vibrazione della luce sulle superfici o nei bugnati che accentuano l’esperienza tattile. Il tutto conferisce agli ambienti un carattere monumentale, riconducibile, nell’immaginario collettivo, ad un’idea di benessere legata al mito dell’antichità e dei suoi riti. L’architettura accetta di farsi portatrice di un messaggio che, in questo caso, si impone come necessario al senso della sua stessa realizzazione.