A due anni di distanza dall’inaugurazione dell’Isernia Golf Club la proprietà ha rivolto una richiesta estremamente interessante. Dato il buon esito del progetto del padiglione e i tanti apprezzamenti riscontrati dalla critica e dal pubblico, è sua intenzione ampliarlo per valorizzarne le potenzialità con un’altra funzione, aperta ad una clientela più ampia. Ciò ha rappresentato la particolare e forse irripetibile occasione di verificare la flessibilità - o se si preferisce la reversibilità - di una propria architettura. Se presente in un contesto urbano, tale attributo, fondamentale nello sviluppo del progetto contemporaneo, merita in effetti una certa considerazione, proprio perché consente di intervenire puntualmente modificando gli spazi di vita in funzione di esigenze sempre nuove sostenendo spese relativamente contenute. Nel caso del padiglione in legno dell’Isernia Golf Club si trattava di triplicare la superficie coperta ricavando un vero e proprio edificio che potesse ospitare eventi, all’aperto e non, meeting e conferenze, pranzi o cene di lavoro, cerimonie e banchetti. Il padiglione per le postazioni di tiro del gioco del golf sarebbe stato realizzato ex novo in un’altra parte del campo. Dal punto di vista compositivo, sembrava che al grande portale esistente non potesse essere semplicemente accostato un nuovo volume. Piuttosto che questo dovesse rinunciare al proprio carattere monumentale per entrare a far parte di un nuovo ordine geometrico, in cui avrebbe recuperato senso ed espressività. La scelta di operare sulla curvatura dell’attacco al cielo ha consentito da una parte di risolvere l’innesto di un corpo aggiunto senza penalizzare l’essenzialità della compagine tettonica dell’edificio. Dall’altra, ha permesso di suggerire una possibile suddivisione della grande sala eventi, a vantaggio di una maggiore flessibilità funzionale della stessa. Realizzando un suggestivo ‘recinto’, dalla pronunciata concavità, che trasporta il verde nello spazio interno.