Le condizioni orografiche del sito hanno imposto un’articolazione dell’edificio su più livelli, sfalsati secondo la direzione del pendio (nord-est/sud-ovest). Tale impostazione ha inoltre permesso di collocare le volumetrie in una posizione che, allineandosi all’adiacente edificio del Comune, asseconda il tracciato urbano esistente. L’articolazione volumetrica scelta consente di disporre le aule secondo la migliore esposizione (sud/sud-est) e, al tempo stesso, di superare le barriere architettoniche preesistenti permettendo l’accesso in quota dalla strada a monte dell’edificio, risolto da una passerella che distribuisce la quota dell’ingresso principale. Lo sfalsamento dei piani ha poi il vantaggio di consentire la predisposizione di sistemazioni esterne che, nel risolvere l’accesso alle aree gioco all’aperto si configurano sia come spazi aperti ma coperti di mediazione interno-esterno sia come vere e proprie espansioni all’esterno delle zone destinate ad ospitare le attività libere dei bambini. Da un punto di vista morfologico l’edificio interpreta in chiave contemporanea la configurazione volumetrica della maggior parte dei fabbricati isolati del territorio italiano, caratterizzati da una semplice articolazione delle falde di copertura orientate secondo pendenze differenti. In questo caso la copertura si fa invece elemento continuo piegandosi più volte e superando la tradizionale impostazione simmetrica diventa anche parete. Lo schema planimetrico adottato, a C, corrisponde alla volontà di aprirsi verso il paesaggio, ribadita, sul fronte a valle, anche dalla predisposizione di generose aperture verticali e dallo svuotamento dello spazio centrale, che ospita gli elementi di collegamento verticale.