L’intervento proposto per la piazza Regina Elena di Campobasso si inserisce in un contesto urbano estremamente caratterizzato, collocandosi all’interno di un giardino urbano ottocentesco dal disegno molto vincolante. La richiesta dell’amministrazione comunale riguardava l’inserimento, al suo interno, di un oggetto architettonico in grado di accogliere piccoli eventi, che potesse riqualificare il luogo - piuttosto degradato- costituendo un nuovo riferimento iconico per il centro della città. Al tempo stesso, il padiglione avrebbe dovuto invitare adolescenti e ragazzi all’aggregazione, anche grazie alla predisposizione di apposite aree per la sosta. Diversamente da ciò che tradizionalmente definisce il senso di una piazza, ovvero la funzione urbana che storicamente si identifica con l’idea di incontro, la desolazione che contraddistingue questo spazio nel centro storico della città ne fa, di fatto, un bizzarro vuoto che resta per la gran parte della giornata a malapena attraversato dal traffico carrabile. Il nostro progetto registra questo disagio, inserendo un oggetto volutamente ‘fuori scala’, molto disegnato e in apparenza estraneo al contesto, con lo scopo di riportarvi l’attenzione, operando secondo due differenti chiavi di lettura. La prima, quella visiva e di comunicazione, coincide con il lavoro sull’immagine dell’architettura, che per la propria articolazione geometrica si presta ad essere ‘schiacciata’, resa bidimensionale dalla visione, assumendo il carattere di uno slogan, di un messaggio. La seconda ha a che vedere con la sua fruibilità, e attiene agli aspetti prettamente funzionali: il padiglione è predisposto ad ospitare manifestazioni, occasioni espositive e momenti di svago.