La proposta progettuale per la scuola di Larino tiene conto della necessità di realizzare l’edificio in due momenti successivi. L’intenzione, quindi, di definire l’immagine architettonica finale dell’edificio come somma di due corpi dotati di una propria autonomia estetica e funzionale, ha suggerito la scelta di articolarne l’architettura attraverso la relazione di volumi e superfici. Un elemento planare esterno avvolge i volumi contenenti le funzioni conferendo unitarietà alla compagine tettonica del fabbricato. Trattandosi di un complesso scolastico, si è ritenuto di dovergli attribuire la giusta riconoscibilità istituzionale. A questo scopo è stata posta particolare attenzione all’identità iconica dell’intervento, intesa come restituzione in chiave contemporanea di un carattere di monumentalità. In tal senso la grande scalinata, posta in posizione baricentrica sul fronte principale, è pensata proprio come elemento architettonico fortemente riconoscibile, ruotato di novanta gradi rispetto alla sua direzione di utilizzo preferendo alla staticità di una prospettiva frontale una configurazione dinamica e asimmetrica, quindi anticlassica. L’idea di frontalità, del resto, non avrebbe restituito una percezione dell’edificio coerente con le caratteristiche del sito, dove il folto diaframma verde che lo separa dalla strada induce alla visione di scorcio. Se considerata nello sviluppo morfologico complessivo, la scalinata è inoltre parte integrante della continuità dell’articolazione dei piani, giacché risolve il rapporto dinamico tra il coronamento e l’attacco a terra. Dal punto di vista distributivo invece, questa assolve almeno tre funzioni. Da un lato rappresenta il luogo deputato alle attività collettive all’aperto, con particolare riferimento alle recite o alle piccole rappresentazioni; dall’altro può essere utilizzata come percorso alternativo per entrare o uscire dall’edificio; infine, è uno spazio pubblico, una sorta di ‘cavea’ a disposizione dell’amministrazione per piccoli eventi extrascolastici di interesse collettivo, quali manifestazioni, spettacoli all’aperto, occasioni espositive, per le quali è prevista la possibilità di usufruire anche della sala polifunzionale adiacente. All’interno, la distribuzione degli spazi è pensata in funzione del massimo grado di flessibilità di utilizzo. Le partizioni, molte delle quali mobili, consentono di compartimentare i vani solo all’occorrenza, prediligendo, quando questa sia compatibile con le attività ludico-didattiche, una configurazione più aperta e continua.