L'APPELLO
Di Bibliomania, il team | 27 gennaio 2021
Di Bibliomania, il team | 27 gennaio 2021
Autore: Alessandro D'Avenia
Genere: narrativa contemporanea
1a pubblicazione: 2020
Casa editrice: Mondadori
Alessandro D'Avenia, quarantatré anni, dottore di ricerca in Lettere classiche, insegna Lettere al liceo ed è sceneggiatore. Dal suo romanzo d'esordio, Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori, 2010), è stato tratto nel 2013 l'omonimo film. Sempre per Mondadori ha pubblicato Cose che nessuno sa (2011), Ciò che inferno non è (2014, premio speciale del presidente nell'ambito del premio Mondello 2015), L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (2016) e Ogni storia è una storia d'amore (2017). Da queste ultime due opere l'autore ha tratto un racconto teatrale che ha girato l'Italia con enorme successo, diretto da Gabriele Vacis e Roberto Tarasco.
E se l'appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po' di più chi lo porta? Allora la risposta "presente!" conterrebbe il segreto per un'adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere.
Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l'appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky... Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa.
A dieci anni da "Bianca come il latte, rossa come il sangue", Alessandro D'Avenia torna a raccontare la scuola come solo chi ci vive dentro può fare. E nella vicenda di Omero e dei suoi ragazzi distilla l'essenza del rapporto tra maestro e discepolo, una relazione dinamica in cui entrambi insegnano e imparano, disponibili a mettersi in gioco e a guardare il mondo con occhi nuovi. È l'inizio di una rivoluzione?
L’appello è un romanzo intriso di dolore perché questa è la mia ricerca: è come se stessi scrivendo un unico libro che si avvicina a questa materia incandescente attraverso le parole. Mi piace l’idea di associarlo all’imprevedibile: in fondo, la grande lezione di questo periodo è che dobbiamo smettere di far finta che la morte e la sofferenza non esistano, perché questo atteggiamento ci sta massacrando e ha trasformato i momenti di fragilità umana, in momenti di vergogna. Gli alunni all’inizio si vergognano del loro dolore, quasi che la vita sia un posto in cui la sofferenza non debba esistere. Tutta la letteratura comincia con una domanda sul dolore e sulla morte: come si fa a guarire dal suo veleno?.
"L'Appello" è un romanzo che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi - dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all'allegoria politico-sociale e alla storia di formazione -, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un'orchestra diretta da un maestro cieco.
Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.