LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE
Di Irene Estain | 21 marzo 2021
Di Irene Estain | 21 marzo 2021
Data di produzione: 2013
Regia: Pif
Paese di produzione: Italia
Genere: commedia, drammatico
Lo trovate su: Ray Play
Proponiamo oggi, in occasione della Giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie, la recensione del film “La mafia uccide solo d’estate”
Se vivessi negli anni ‘80, se abitassi a Palermo e se tuo figlio ti chiedesse se verrà ucciso dalla mafia, tu cosa risponderesti?
Senza riflettere eccessivamente il padre di Arturo risponde:
“Ora siamo d’inverno... La mafia uccide solo d’estate”.
Il figlio si tranquillizza ma non si accontenta.
Arturo Giammarresi è un bambino, figlio di una famiglia comune, che vive a Palermo negli anni in cui la mafia è presente in ogni casa, ma nessuno lo sa: ogni giorno si scopre un nuovo morto e la colpa ricade su qualche illecita passione della vittima, che in molti casi si è invaghita della “donna sbagliata”. Nessuno parla mai, un po’ per omertà e un po’ per ignoranza.
Arturo, dunque, decide di fare una ricerca per capire se la mafia esiste veramente e in cosa consista. Indaga chiedendo ai propri genitori e coltivando la sua passione per il giornalismo, quindi intervista personaggi come il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, che verrà ucciso poco dopo la loro conversazione. Indirettamente conosciamo l'onnipresente mafia in contemporanea ad alcuni buffi eventi come il concepimento dello stesso Arturo, avvenuto durante l’assassinio di Michele Cavataio, boss mafioso ritenuto colpevole di aver scatenato la prima guerra di mafia. Un altro buffo ma tragico episodio è rappresentato da un tecnico addetto alla manutenzione dei condizionatori, che insegna ad usare il telecomando per azionarli ad uno sbadato signore che si rivela essere Totò Riina: dapprima danneggia il condizionatore a causa della sua poca dimestichezza con la tecnologia, ma una volta acquisita familiarità con i telecomandi preme correttamente un pulsante, causando l’esplosione dell’autostrada che Giovanni Falcone e la sua scorta stavano percorrendo.
Il regista Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, riesce con la sua solita audace ironia ad architettare un film che alterna leggerezza a una tragica serietà senza creare il dramma tipico dei documentari. “La mafia uccide solo d’estate” è un film capace di far ridere e piangere, è adatto proprio a tutti grazie alla sua struttura bidimensionale che vede principalmente Arturo crescere da bambino ad adulto e parallelamente mette in luce la consapevolezza ed il terrore per la mafia da parte della popolazione siciliana, tutto questo a discapito delle vittime.
Vittime uccise non solo d’estate ma ogni giorno.