L'AMORE FATALE di Ian McEwan
Di Francesca Busceti | 4 aprile 2021
Di Francesca Busceti | 4 aprile 2021
Autore: Ian McEwan
Genere: romanzo, narrativa psicologica
1a pubblicazione: 1997
Casa editrice: Einaudi
“Viviamo avvolti dentro una nebbia percettiva in parte condivisa ma inaffidabile, e i nostri dati sensoriali ci arrivano distorti dal prisma di desideri e convinzioni che alterano persino i ricordi.”
Le porte per un tragico incidente si aprono con un tranquillo pic-nic primaverile tra due innamorati e l'apertura di una bottiglia di champagne.
Nel verde prato di Oxford atterra una mongolfiera, all'interno del cesto c'è un bambino. Le raffiche di vento si fanno sempre più forti, e il pallone aerostatico comincia ad alzarsi da terra… La coppia sopraggiunge in aiuto, ma solo uno dei due, Joe Rose, riuscirà ad aggrapparsi ad una delle quattro corde disponibili per impedire che la mongolfiera si alzi in volo. Ma i tentativi di Joe, insieme a quelli di altri tre uomini, si rivelano vani, così tre di loro abbandonano la presa. Solo uno di loro decide, eroicamente o spregiudicatamente, di rimanere aggrappato, precipitando qualche istante dopo da un'altezza di novanta metri.
Joe è un giornalista divulgativo di successo, che ha fatto della logica e razionalità il centro della sua vita: le utilizza per mantenere un ordine e affrontare tutti i suoi problemi. Stressato dal punto di vista professionale per l’insuccesso nel campo della fisica teorica e logorato dalla voglia di scienza e nuove scoperte, da sette anni ha una relazione con la bella Clarissa. Tra i due funziona perfettamente: Joe trova conforto nella dolcezza di Clarissa e questa apprezza le sue attente premure. Niente e nessuno può “minacciare l’autonoma intimità delle loro vite”... Oppure sì?
Quando i soccorritori si ritrovano davanti al cadavere dell’uomo, uno di questi, Jed Parry, proporrà a Joe di pregare. Dalla conversazione, conclusasi con un rifiuto da parte di Joe, convintamente ateo, inizierà il vero fulcro del romanzo.
Jed si convince di amarlo e di essere ricambiato: i due sono destinati a incontrarsi e innamorarsi, e ciò accade in modo fatale. “Fatale” è la loro relazione, perché decisa e scritta da Dio, dal Fato.
Jed inizia a perseguitarlo assiduamente, ma Joe non può chiedere aiuto: come potrebbe? Il folle innamoramento di un uomo non è considerato reato…
La convinzione di Jed diviene una mania, e lo porta a leggere ovunque insensati messaggi subliminali: ma fin quando durerà? Fino a quanto si spingerà oltre? Il loro amore è solo un'assurda ossessione che diviene infernale, o il più nobile e assoluto dei sentimenti, compimento di una volontà divina?
L’ossessione di Jed diventa tale anche per Joe, che comincia a sentirsi in pericolo e temere che trami il più losco dei piani. Ecco la carta perfetta per permettere all’insidia di penetrare tra Joe e Clarissa, come un mortale veleno. Le parole, lettere, telefonate, pedinamenti di Jed alterano profondamente gli equilibri della coppia, distruggendola. O Forse invece la colpa è dello stesso Joe, che alimenta le sue paranoie a livelli esagerati?
L'iper razionalità e l’ateismo di Joe si scontrano contro l'irrazionalità e il fanatismo religioso di Jed e deragliano sempre più, rendendo impercettibile il confine tra certezze e incertezze. Si viene attratti in questo travolgente conflitto tra logica razionale ed emotività irrazionale.
Magari si tratta dei deliri di un pazzo, che distrutto dai sensi di colpa perché si sente responsabile della morte di un uomo, inventa un personaggio del tutto immaginario… È la stessa Clarissa che ci induce a crederlo, sottolineando quanto la calligrafia delle lettere sia simile a quella di Joe, o l’inspiegabile assenza di Jed al comparire di un’altra persona. Gli eventi assumeranno via via un livello talmente alto di insensatezza, da ritrovarci davvero a credere che si tratti solo di una qualche assurda fantasia alla Fight Club.
La scrittura di McEwan coinvolge il lettore nelle multiformi riflessioni dei personaggi: psicologiche, spirituali e persino scientifiche. A colpire è la caratterizzazione psicologica dei personaggi, che appaiono, con pochi ma sufficienti elementi, incredibilmente reali.