IL DIRITTO DI CONTARE
Di Leonardo Vezzadini | 21 marzo 2021
Di Leonardo Vezzadini | 21 marzo 2021
Data di produzione: 2016
Regia: Theodore Melfi
Paese di produzione: Stati Uniti
Genere: biografico, drammatico
Lo trovate su: Google Play, Amazon Prime
“Questo è solo un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l'umanità.” – Neil Armstrong
Neil Armstrong, dopo aver passeggiato per la prima volta sul suolo lunare, così commentava la storica impresa. Un traguardo memorabile, a cui lavorò coralmente una élite di scienziati americani. Tra questi figurava, curiosamente per i tempi che correvano, una donna: Katherine Johnson. E ancora più sorprendente è che fosse afroamericana, negli USA degli anni ’60, una realtà lacerata all’interno da una accentuatissima dicotomia sociale tra bianchi e neri.
Il diritto di contare, film del 2016 diretto da Theodore Melfi, racconta come, nel 1961, tre amiche di colore abbiano scalato le gerarchie della NASA per lavorare ad alcuni dei progetti più ambiziosi dell’agenzia. Katherine, Dorothy e Mary, legate da un rapporto di solidarietà reciproca che le rende quasi sorelle, vedono la loro vita cambiare all’improvviso quando, di fronte alla necessità di personale specializzato per alcune mansioni specifiche, loro sembrano essere i profili più adatti. Inutile specificare che si imbatteranno in molteplici difficoltà, tra cui la sfiducia di molti colleghi e l’impossibilità di avere accesso agli stessi mezzi. L’intreccio principale fa da perno allo sviluppo di altre sottotrame: una storia d’amore, le vicende familiari, la lotta di Mary per poter frequentare un’università, la richiesta di Dorothy di ricevere una meritata promozione. Il tutto è incorniciato ed accompagnato dalla musica rap afro, simbolica degli ambienti e fortemente evocativa (un tratto che mette il film sulla stessa lunghezza d'onda di Selma, la strada per la libertà).
La regia e la scenografia sono apprezzabili da ogni punto di vista, sebbene non presentino alcuna novità all’interno del settore. Presentando alcune scene-cliché e a volte telefonate, calano il fruitore nell’usuale concezione del razzismo storico, senza però forzare la mano su avventate conclusioni o falsi avvenimenti che potrebbero sviare ed inevitabilmente compromettere la credibilità del prodotto finale.
In conclusione, senza rivoluzionare gli schemi registici tradizionale, Il diritto di contare, candidato a tre premi Oscar, ci fornisce un riscontro storicamente affidabile, una trama avvincente, una colonna sonora candidata al Golden Globe e un invito alla riflessione: è possibile che a sessant’anni di distanza esistano ancora realtà similmente divisorie?