TRA DONNE SOLE di Cesare Pavese
Di Elena Caresio | 20 maggio 2021
Di Elena Caresio | 20 maggio 2021
Autore: Cesare Pavese
Genere: romanzo
Pubblicato nel: 1949
Editore: Einaudi
La protagonista, Clelia, ha raggiunto i suoi obiettivi con tanto lavoro e determinazione; è una donna indipendente e ostinata che vive in solitudine. Torna a Torino dopo 17 anni per allestire un atelier e in men che non si dica viene travolta dalla vita della borghesia, tra party e gite fuori città.
Clelia finalmente entra nel mondo che ha sempre sognato ma scopre, delusa, quanto sia vuoto e noioso; conosce donne come Momina, abituata al lusso, ma al contempo critica e sprezzante, senza paura di dire la sua. Mariella diversamente, non bada a pettegolezzi o giudizi e vive spensierata. Rosetta invece è insicura e triste per la vita senza risultati che conduce. Clelia ha avuto la spiacevole occasione di incontrarla, nell’hotel dove alloggiava, incosciente, su un lettino dell’ambulanza in seguito a un tentato suicidio. Avendo fallito nel suo intento, Rosetta torna a frequentare le sue amiche e solo Clelia sembra comprendere a fondo i suoi sentimenti.
Gli uomini di questo romanzo si dividono tra intellettuali snob e semplici operai come Becuccio, il capomastro del cantiere per l’atelier. Egli sarà l’unico in grado di attrarre Clelia. La nostra protagonista, però, non rinuncerà alla nuova vita che sta cercando di conquistare per l’amore del genuino Becuccio, forse perché non ne ha bisogno o forse perché in lui vede la sua vita passata dalla quale sta ancora fuggendo.
Rosetta non riuscirà comunque a salvarsi e si ucciderà in uno studio di un pittore ponendo fine alla sua vita nauseabonda. Clelia era probabilmente l’unica delle sue amiche ad essersi accorta della sua sofferenza e, nonostante ciò non fa nulla per impedirlo. È interessante come, in un tragicamente sorprendente finale, una donna così protagonista e forte si sia rassegnata, come tutti gli altri, alla vita.
In questo libro mi ha colpito molto il punto di vista di Pavese nell’interpretare il complesso mondo femminile. L’autore è riuscito a percepire in profondità, proprio come Flaubert in Madame Bovary, gli stati d’animo delle donne protagoniste del romanzo. In particolar modo mi ha colpito come vengono espressi i tentativi di Clelia attraverso i giudizi delle sue stesse amiche.
Molto interessante anche il pensiero di solitudine e delusione che si prova quando raggiungiamo un obiettivo tanto sognato che però risulta falso e irreale. Pensiero che compare spesso nelle opere di Cesare Pavese, che dopo aver raggiunto l’apice della sua carriera ricevendo il Premio Strega, scrisse sul suo diario “Tornato da Roma, da un pezzo. A Roma, apoteosi. E con questo?”.
Consiglio questo breve e scorrevole romanzo a chi, come me, vuole approfondire la conoscenza di Cesare Pavese e delle sue opere.
Buona lettura!