GAME CHANGERS
Di Sabrina Attademo | 10 gennaio 2021
Di Sabrina Attademo | 10 gennaio 2021
La ricerca parte dall'alimentazione degli uomini primitivi. E’ impossibile che questi ominidi si nutrissero principalmente di carne perché il cibo più facile da trovare era quello vegetale. Il nostro organismo è infatti predisposto per il consumo di vegetali: un lungo apparato digerente, non riusciamo a produrre vitamina C (presente solo nelle piante), una visione tricromatica (necessaria ad identificare i tipi di piante), il nostro cervello si basa sul glucosio (non su proteine) e la nostra dentatura non è adatta per lacerare la carne.
Tra i primi atleti professionisti ci sono i gladiatori romani. Erano soprannominati “hordearii” (mangiatori di orzo e di fagioli) e nelle loro ossa è presente stronzio in grande quantità: tutti segnali che ci rivelano che erano principalmente vegetariani. I gladiatori infatti ricevevano ottime cure mediche e una dieta ben studiata affinché guarissero velocemente dagli infortuni.
Fatte queste considerazioni, quando si è iniziato a credere che la chiave dell’energia risieda nella carne? Nel 1800 Justus Von Liebig ipotizzò che l’energia muscolare proviene dalle proteine. Questi studi vennero presto smentiti. Sono infatti i carboidrati, che vengono immagazzinati sotto forma di glicogeno nei muscoli, a fornirci energia. Quando i carboidrati vengono superati dalle proteine si assiste a una diminuzione di glicogeno con un annessa diminuzione della resistenza e affaticamento cronico. Molti atleti continuarono infatti a seguire una dieta vegana, ma le idee di Liebig si erano radicate nell’immaginario collettivo.
Il marketing ha enfatizzato lo stereotipo che per essere un vero uomo bisogna mangiare carne, perchè solo grazie alle proteine animali si può essere forti e virili. I prodotti animali non alzano in alcun modo i livelli di testosterone. I fitoestrogeni della soia invece, impediscono agli estrogeni esterni di attecchire. Il cortisolo, l’ormone che permette lo sviluppo della massa muscolare, viene attivato dai carboidrati non raffinati.
Anche le pubblicità delle sigarette dicevano che non avevano effetti collaterali e che anzi, facevano bene alla salute. Le pubblicità mostravano i ciclisti che fumavano durante una gara e molti altri atleti insieme alle loro Marlboro. La stessa strategia viene usata dalle catene di fast food. Come oggi sappiamo che le sigarette portano il cancro, non dobbiamo lasciarci abbindolare dalle pubblicità della carne.
Agli atleti serve anche forza, non solo energia. La forza si costruisce attraverso le proteine, ma per assumere queste proteine non servono i prodotti animali. Le proteine sono create dalle piante, gli animali sono solo degli intermediari. Sono le piante a creare tutti gli amminoacidi essenziali di cui abbiamo bisogno e questi si trovano in ogni prodotto vegetale che consumiamo. Questo è confermato dall’uomo più forte del mondo che è vegano.
Dobbiamo ricordarci che le proteine animali hanno conseguenze diverse sulla nostra salute. Corrompono il nostro flusso sanguigno causando infiammazione e portano a malattie cardiache. Quando l’endotelio che riveste il vaso sanguigno è chiuso arriva meno sangue ai muscoli. Le proteine animali contengono grassi saturi che riducono il flusso sanguigno perché l’endotelio è più stretto e ostruito da placche arteriose. In più, durante la loro digestione, si formano dei composti infiammatori che alterano il nostro sistema circolatorio e alterano il microbioma del nostro stomaco.
Il recupero è la chiave per essere l’atleta migliore. Per far guarire i muscoli bisogna favorire la costruzione di nuovi vasi sanguigni e combattere l’infiammazione. Ciò non è possibile con una dieta onnivora per questo motivo, l’unica soluzione per contrastare le malattie cardiache è cambiare radicalmente dieta.