L'ALTRA GRACE
Di Sabrina Attademo | 28 marzo 2021
Di Sabrina Attademo | 28 marzo 2021
Data di produzione: 2017
Direttrice: Mary Harron
Paese di produzione: Canada
Genere: Drammatico, Dramma, Thriller
Lo trovate su: Netflix
La serie L’altra Grace è tratta dall’omonimo libro di Margaret Atwood e racconta la storia di Grace, una ragazza irlandese che vive con la madre, molti fratelli e un padre violento. A causa delle persecuzioni dei protestanti nell’Irlanda del Nord dei primi anni dell’800, è costretta a scappare dai cattolici con la sua famiglia. Intraprendono quindi un viaggio di otto settimane per raggiungere il Canada. Una traversata in condizioni raccapriccianti, in una stiva sovraffollata dove il suono dei lamenti e dei pianti si mescolava al fetore del vomito, degli escrementi e dei ratti. La madre di Grace non sopravvive alle condizioni estreme e muore prima di sbarcare. In quell’occasione la protagonista apprende da un’anziana signora l’importanza del lasciare libere le anime dei defunti, ma non presterà abbastanza attenzione a queste parole.
La vita nel nuovo paese è addirittura peggiore di quella nella sua patria. Se prima c’era la madre che sapeva come calmare l’irruenza del marito, ora è Grace a difendere i suoi fratelli dalla violenza del padre. In quanto sorella maggiore viene mandata a lavorare come domestica per una famiglia, con l’ordine di mandare i suoi risparmi a casa per mantenere la propria famiglia.
Nella prima casa in cui lavora stringe amicizia con Mary, un’altra domestica. A lei deve tutto: le insegna cosa significa essere una donna della sua estrazione sociale. Deve sempre stare con gli occhi bene aperti, perché una donna non può mai sentirsi al sicuro, nemmeno quando si dirige alla latrina. Dovevano proteggersi da sole perché a nessuno importava di loro. A volte dovevano usare la forza, altre le parole “Una bugia innocente è il prezzo da pagare per trovare pace.” Mary le spiega che nella loro vita non avranno mai molte possibilità: continuare il loro lavoro come domestiche a vita o trovare un marito che si prendesse cura di loro. Se dovessero rimanere incinte da nubili, morirebbero presto nei ricoveri o si dovrebbero prostituire.
Grace cambia famiglia e si mette al servizio di Thomas Kinnear e della governante Nancy. In questa casa conosce James, il suo futuro complice; verrà incarcerata per l’omicidio commesso con lui. In prigione inizia a lavorare come domestica per il direttore del carcere, e la famiglia si interessa al suo caso. Qualche anno dopo viene convocato uno psicologo, Simon, che ha il compito di far luce sul reato e Grace viene studiata come se fosse un fenomeno da baraccone per intrattenere i padroni.
Grace racconta a Simon la sua vita di abusi da parte del padre, dei padroni e colleghi, dei medici del manicomio e delle guardie del carcere; in un mondo in cui gli uomini non si preoccupano delle conseguenze delle loro azioni, ci devono pensare le donne. “Non è colpa loro, sono stati educati diversamente”. Nel mondo di Grace, se sporcano il tappeto non pensano alla difficoltà per pulirlo, e se il tappeto non è un oggetto ma una donna non importa.
Seduta dopo seduta, il dottore scopre una ragazza con due facce: la docile ragazza educata che piega la testa e accoglie con entusiasmo gli ordini dei signori, e la ragazza opportunista che tiene in pugno gli uomini e che decide chi vive e chi muore. Riuscirà Grace a vivere questa doppia vita e a trovare finalmente la pace?
L’atmosfera in cui si svolge il racconto è misteriosa e ambigua: una miniserie in cui ogni dettaglio e ogni parola sono importanti per lo svolgimento della narrazione. “Nella mia trapunta cucirò l’albero del paradiso metterò dei serpenti sui bordi e tre triangoli: uno rosso di Mary, uno bianco della mia veste nel penitenziario e uno rosa come la veste di Nancy il primo giorno che arrivai a casa Kinnear e che indossai quando fuggii”.