La morte di Ivan Il'ič di Lev Nikolaievic Tolstoj
Di Viola Milanetto e Francesca Varraso | 12 febbraio 2022
Di Viola Milanetto e Francesca Varraso | 12 febbraio 2022
Autore: Lev Nikolaievic Tolstoj
Genere: romanzo breve
1a pubblicazione: 1886
Titolo originale: Smert' Ivana Il'iča
La morte di Ivan Il'ič è un racconto lungo di Lev Nikolaevic Tolstoj, scrittore russo ottocentesco. Dal romanzo trapelano le riflessioni umane, prive di limiti di spazio e di tempo, sul senso della vita e della morte. Le frasi sono brevi, lo stile conciso e incalzante.
Il racconto – ambientato all’epoca di Tolstoj - narra la vita, ma ancora di più la morte, di un uomo: un giudice istruttore rispettato in Russia, dedito al lavoro e a tutto ciò che gli possa dare soddisfazioni materiali e approvazione dal ceto nobile, nel quale aspira di entrare a far parte. Soddisfazioni che comprenderà essere solo apparentemente frutto della propria felicità, sia agli occhi degli altri sia ai propri. Egli comprende solo in letto di morte l’insulsità e lo sbaglio di tutto ciò che pensava servisse per vivere correttamente la vita, riscoprendo la gioia di ciò che invece aveva rifiutato. Sentimenti ed emozioni che nutrivano il suo cuore, e non il suo nome, lo riappacificano con la realtà al solo pensiero.
La ricerca di conformazione alla società e di approvazione caratterizzano Ivan Il'ič. Essi sono obiettivi costanti dell’uomo in ogni epoca ed età, frutto di riflessioni da parte di ogni cultura. Per questo, nonostante non sia stato scritto recentemente, questo racconto è sorprendentemente attuale, e lo sarà sempre, rispecchiando perfettamente i desideri dell’uomo odierno.
La morte di Ivan Il'ič stimola una meditazione tale sulla propria vita e sul senso che essa ha nel profondo, forse soltanto possibile al momento di esalare il proprio ultimo respiro, alla fine di tutto. Una riflessione perfida, scomoda, che forse si preferirebbe evitare, ma necessaria.
Per concludere, quindi, consigliamo la lettura di questo libro, perché vi farà riflettere sulle vostre vite ordinarie e guardarle sotto una luce diversa.