AJ AND QUEEN
Di Francesca Giaretto | 9 aprile 2021
Di Francesca Giaretto | 9 aprile 2021
Data di produzione: 10 gennaio 2020
Autori del programma: RuPaul, Michael Patrick King
Paese di produzione: Stati Uniti
Genere: commedia drammatica
Lo trovate su: Netflix
Qui lo dico e non lo nego: il mondo delle drag queen mi affascina tantissimo. Guardo Rupaul’s Drag Race religiosamente, ho consumato praticamente tutto quello che ci sia a riguardo su Youtube, Spotify, Instagram, e chi più ne ha più ne metta. Ora, l’astinenza da Drag Race si è fatta sentire con prepotenza, e ho deciso di vedere AJ And The Queen per il solo motivo che Rupaul compariva nel cast.
Conoscendo il suo stile, già mi immaginavo un mondo di paillettes, canzoni in playback, giochi di parole e un’onestà così priva di filtri che potrebbe sembrare crudeltà pura a chi non è famigliare col drag. Indubbiamente è quello che ho trovato, ma in questa serie c’è molto di più: quella che sembra una storiella avvincente con un pizzico di quel buonismo tutto statunitense si è rivelata invece una dissezione dell’arte del drag, ma anche dell’identità di genere, dell’importanza della famiglia e molti altri temi chiave di questo mondo.
In questa serie TV, Rupaul interpreta Robert, un uomo newyorkese sulla quarantina nonché drag queen di professione col nome d’arte Ruby Red. Dopo anni di sacrifici, Robert/Ruby ha messo da parte centomila dollari, che vuole investire in un locale tutto suo, il Queens nel Queens. Il suo piano è perfetto: ha i soldi, sta per firmare il contratto di affitto, e prevede di affidare la gestione economica dell’attività al suo nuovo e bellissimo fidanzato, Hector Ramirez. Il suo piano è perfetto, se non fosse per un piccolissimo dettaglio: Hector si chiama in realtà Damien Sanchez, ed è un genio della truffa che svuota il conto corrente in condivisione con Robert e si volatilizza insieme al suo sogno.
Robert è a pezzi. Fortunatamente per lui, c’è chi può aiutarlo a risollevarsi: Louis, il suo migliore amico. È cieco e diabetico, ma nonostante le evidenti difficoltà riesce ancora a truccarsi ed esibirsi come drag queen col nome d’arte Cocoa Butter. Grazie a Louis, Robert trova la forza di denunciare il furto alla polizia. L’agente Patrick Kennedy prende a cuore questo caso, anche per via del flirting spudorato di Louis, e si rende disponibile ad aiutarlo.
A questo furto se ne aggiunge un secondo, da parte di un ragazzino che abita nello stesso condominio di Robert. Nonostante la rabbia iniziale, il nostro protagonista si commuove davanti alla miseria in cui il bambino vive e decide di portarlo nel suo appartamento e dargli da mangiare. Scopre che il suo nome è AJ, e vive da un mese completamente solo nel suo appartamento da quando lui e sua madre sono stati sfrattati.
Robert però deve pensare a se stesso, e ha già un piano: vuole fare una tournée esibendosi in varie città americane, per poi arrivare a Dallas, in Texas, e partecipare alla competizione di bellezza Miss Drag USA. Dopo aver fatto le valigie, Robert parte sul suo camper; è già ben lontano da New York quando scopre che AJ, che in realtà è una bambina, si è nascosta nel suo camper e vuole che lui la porti in Texas, dove abita suo nonno.
La bambina è inizialmente distante e cinica, e rivela ben poco su di sé: dice solo che AJ sta per Amber Jasmine (“Dal nome di una prostituta e di una principessa di un film Disney razzista”, a detta della ragazzina), e che sua madre è una prostituta tossicodipendente. Per questo motivo, ignora i suoi messaggi e le sue chiamate, e spera che il nonno in Texas l’accolga e le permetta di vivere un’infanzia serena.
La tournée porta i nostri eroi a Pittsburgh, Columbus, Louisville, Little Rock, Jackson, Baton Rouge, Fort Worth, e infine a Dallas. Il loro viaggio corrisponde a un percorso di crescita per entrambi i personaggi, che si trovano a dover rivalutare molte delle loro certezze. Le esibizioni mozzafiato di Ruby si alternano a inseguimenti da parte di Damien, che vuole vendicarsi della denuncia di Robert, e Lady Danger, famosa tra le drag queen per le pericolose iniezioni di silicone che offre illegalmente alle performer.
Inizialmente, una delle più grandi difficoltà di AJ è accettare di essere una ragazza. Per lei, vestirsi da maschio non significa solo evitare molti pericoli per strada, ma anche prendere le distanze da un genere che per esperienza associa esclusivamente alla prostituzione e alla tossicodipendenza. Ruby prova a farle capire che le donne hanno molte più possibilità, esibendosi in un numero sulle note di Girl, You’re a Woman ed elencando alcune donne che hanno fatto la storia in un modo o nell’altro, da Oprah a Ruth Bader Ginsburg. AJ non è però in grado di gestire i suoi sentimenti contrastanti: scappa dal palco e accorcia drasticamente i suoi capelli in un moto di rabbia.
Nelle tappe successive della tournée, Ruby insegna ad AJ che le persone non corrispondono mai in tutto e per tutto agli stereotipi delle categorie a cui appartengono. AJ ha inoltre la possibilità di vedere coi propri occhi la forza che caratterizza una drag queen sul palcoscenico quando Ruby si risolleva dopo che la sua performance è stata sabotata da altre artiste. La convinzione di AJ che Robert sia invincibile ha però vita breve: quando si diffonde la notizia della truffa che ha subito, Robert crolla e rivela tutta la propria fragilità. Ruby è infatti un alter ego dietro al quale può nascondersi e simulare una forza d’animo che lui non ha, ma che compare nel momento in cui indossa abiti femminili.
Confrontandosi con un'altra drag queen, anche lei vittima delle truffe di Damien, Robert fa una scoperta sconcertante: solitamente, nel fingere di avere una relazione con le persone che voleva derubare, Damien non le baciava, cosa che invece era solito fare con Robert. Se la convinzione che Hector lo amasse non lo aveva mai abbandonato, adesso ha veramente motivo di esistere.
Il percorso di Robert e AJ prosegue fino a Little Rock. Mentre AJ si dedica a scavare il terreno alla ricerca di diamanti, Robert decide di dirigere una produzione amatoriale di Grease. Robert approfitta di uno scambio di costumi tra AJ e un bambino di nome Brick per spiegare al padre di quest’ultimo che ostacolare il percorso di scoperta di sé del figlio non gli impedirà di esprimersi come preferisce, ma finirà solo per provocargli un dolore immenso.
Robert e AJ ripartono alla volta di Baton Rouge. La bambina si rompe un braccio, e le loro avventure in ospedale sono messe a confronto con l’episodio della nascita di AJ. Si scopre così che il nome AJ, abbreviazione di Amber Jasmine, non deriva da “una prostituta e una principessa Disney razzista”, bensì dai si tratta di un omaggio alle due ostetriche che hanno aiutato la madre di AJ a partorire. Questo episodio sottolinea l’importanza della “famiglia scelta”, un tema ricorrente nei percorsi di numerose drag queen. Spesso infatti, in reazione alla disapprovazione della famiglia di origine, le drag queen si affidano ad altre artiste, sostenendosi a vicenda per compensare questa mancanza affettiva. Inoltre, quasi ogni drag queen ha una “drag mother”, ovvero una performer più esperta che la inizia ai segreti di quest’arte. Per certi versi quindi Robert diventa la famiglia scelta di AJ. Intanto, la madre della piccola viene finalmente rintracciata: si chiama Brianna e anche lei sta cercando la figlia.
Dopo Baton Rouge, i due si recano a Fort Worth, dove scoprono che il club in cui Ruby doveva esibirsi è stato chiuso; Robert non è ancora pronto a lasciare andare AJ e le propone di passare un ultimo weekend insieme a casa della sua amica d’infanzia, Beth. Come afferma in seguito Robert stesso, Beth è anche lei in un “drag” tutto suo, perché agisce unicamente per mantenere una facciata e trascura suo figlio per dedicarsi solo a organizzare eventi sociali. Beth invita l’amico a restare da lei per una delle sue feste, e lo supplica di esibirsi, ma finita la performance, Robert le rinfaccia la sua tendenza a escluderlo quando lei e le sue amiche giocavano con le Barbie. Parlandone insieme però scoprono che era lui stesso ad allontanarsi, vittima dello stereotipo secondo cui “i maschi non giocano con le bambole”. Questo mostra quanto la società eserciti una forte influenza anche su chi sembra essere indipendente dai giudizi altrui. Alla fine i due amici riescono a riconciliarsi e il loro rapporto si rinsalda.
Nel cuore della notte, AJ tenta di andare dal nonno senza avvisare Robert per non dovergli dire addio. Il suo tentativo di fuga fallisce, e AJ comunica a Robert che ha deciso di non abbandonarlo subito, ma preferisce invece accompagnarlo a Dallas.
Giunti nel luogo della competizione, la sicurezza di vincere di Ruby inizia a vacillare: comprende di non essere al livello delle sue rivali e non ha nessuno a supportarla, oltre ad AJ e Louis, che l’ha raggiunta da New York. Come se lo stress non fosse già alle stelle, le concorrenti devono sopportare le vessazioni di un gruppo di manifestanti che grida incessantemente “Drag yourself to hell” (“Trascinati all’inferno”). Ruby prova a confrontarsi con loro, ma i suoi ragionamenti non scalfiscono le loro convinzioni. Messa alle strette da Damien e dalla polizia, Ruby decide di portare AJ dal nonno prima che sia troppo tardi.
Arrivati alla fattoria del nonno, AJ chiede a Ruby di restare in macchina perché teme la reazione del nonno davanti a una drag queen. Dopo aver scoperto che il “nonno” è stato inventato dalla madre di AJ, Ruby raggiunge la bambina, che nel frattempo è scappata dalla casa, e cerca di consolarla. AJ è sconvolta e si sente rifiutata da tutti, ma Ruby la rassicura e le fa capire che potrà sempre contare su di lei. La tenera scena tra le due viene interrotta dall’arrivo della madre di AJ; inizialmente, la bambina dimostra una forte rabbia nei suoi confronti, ma l’affetto per lei ha il sopravvento.
Così si conclude AJ And The Queen. Quel che è bene finisce bene, ma sinceramente ho sentito la mancanza di una conclusione esaustiva, che mostrasse anche cosa succede ai personaggi una volta tornati a New York. Il finale così brusco lascia pensare che ci sarà una seconda stagione - purtroppo non è così: la serie non è stata rinnovata, e non scopriremo mai se Ruby aprirà o meno il suo night club, o se darà davvero una seconda possibilità a Damien. Ciò non toglie che questa serie abbia svolto bene il proprio compito di raffigurare il mondo del drag. Se volete scoprire di più a riguardo, o volete semplicemente farvi delle grosse risate, vi consiglio assolutamente questa serie.
Quindi… Buona visione!