Grazie a tutti voi per la partecipazione e un ringraziamento a Luca Squeri, che ha organizzato questo importantissimo convegno.
Io devo coordinare l’altra parte della medaglia, per cui credo che in parte sarò provocatorio, in parte dovrò ascoltare certamente chi non solo genera offerta, ma chi richiede i consumi di energia e soprattutto ne sopporta i costi. Ma il tema vero, che è stato centrato e toccato dal Presidente Sangalli, è la competitività.
Perché tutto gira intorno alla capacità competitiva dell’Europa e soprattutto dell’Italia. Noi abbiamo dei costi estremamente alti per una scelta folle e ideologica europea, per affrontare un mercato che non ci permette di competere con altri continenti, quale l’America, che ha il costo dell’energia a meno della metà di quanto costa oggi in Italia, la Cina che ha come principale fonte il carbone.
E soprattutto una considerazione: oggi stiamo tentando di cambiare, di prorogare, ma serve la necessità di fermare effettivamente la lancetta dell’orologio e pensare a quella che è la nostra industria e la competitività europea. L’Europa genera il 7% della CO₂, l’Italia l’1%, Stati Uniti, India e Cina il 55%.
Prendiamo atto di questa cosa. All’interno della stessa Europa, il costo dell’energia è diverso. Perché è diverso? Questa è la prima domanda. È evidente che la Francia ha il nucleare, la Spagna ha le rinnovabili, ma non basta. Io credo che occorra andare ad affrontare il tema della competitività anche nel nostro Paese, affrontando, in Italia e in Europa, quello che è il costo di generazione dell’energia, sapendo che oggi abbiamo sentito l’offerta, abbiamo grandi aziende, leader in Europa e nel mondo, certamente un orgoglio italiano per quanto riguarda la ricerca, per quanto riguarda la tecnologia.
Abbiamo ascoltato con grande interesse quello che è stato detto, ma dobbiamo intervenire sui costi. Allora, i costi dobbiamo affrontarli a livello italiano e certamente europeo.
La Presidente Moratti si batte continuamente per questo in Europa, e per fortuna abbiamo degli ottimi europarlamentari di Forza Italia. Ma anche all’interno del nostro Paese dobbiamo pensare a quelli che sono i costi dei servizi di distribuzione, certamente importanti ed efficientati, ma che incidono sulla competitività delle aziende. Le nostre industrie non possono competere con questi prezzi.
Va benissimo tutto quanto detto, estremamente interessante, ma se non vogliamo la desertificazione industriale in Italia, dobbiamo affrontare il vero problema.
Quale è il costo dell’energia? Quanto è sopportabile per le industrie italiane? Quanto costa realmente l’energia al costo di generazione? Quanto costano i servizi? E essere chiari su dove si può intervenire.
Iniziamo con il Presidente della Confcommercio Carluccio Sangalli