Con il Governo che rilancia il nucleare e un settore sempre più aperto a nuovi attori e tecnologie, quali sono le condizioni chiave per trasformare questa riapertura in uno sviluppo industriale concreto e credibile?
Grazie per l’invito e buongiorno a tutte e tutti.
Dunque, effettivamente Newcleo è una società privata che nasce quattro anni fa, ormai, e che ha un obiettivo industriale. Quindi che ruolo può giocare? Il gioco che può giocare avendo un posizionamento che è europeo, per poter avanzare il più velocemente con la tecnologia. Perché la tecnologia sulla quale si basa è una tecnologia che è stata ampiamente studiata ormai da 30-40 anni.
Vogliamo portare un approccio industriale a quelli che sono gli AMR, che sono stati citati, quindi piccoli reattori sostenibili, molto efficienti, piccoli, e quindi con una caratteristica che consente loro di riutilizzare, attraverso un sistema di riprocessamento, i rifiuti nucleari. Quello è ciò che consente, come dire, un po’ il Santo Graal, che è la chiusura del ciclo del combustibile. Ora, nel nostro ruolo, consapevoli della situazione in Italia, dove la maggior parte delle nostre competenze sono italiane, il primo precursore non nucleare nascerà a fine 2026 - inizio 2027, in collaborazione con ENEA, presso il Brasimone, quindi negli Appennini bolognesi.
E quello sarà veramente la prima milestone che dimostra che questi reattori possono funzionare, ovviamente non con combustibile nucleare, ma sarà un passo veramente importante.
Ora, nel frattempo cosa stiamo facendo? Abbiamo avviato il processo di licensing, cioè il processo di autorizzazione, quello che ci porterà ad avere un’autorizzazione in Francia, perché è il Paese più nucleare in questo momento in Europa, che ci porterà ad avere un’autorizzazione presumibilmente entro il 2031, per operare il primo reattore sperimentale. Ora, e da lì in avanti, su un piano industriale.
Quindi, auspicabilmente, a quel punto l’Italia sarà già pronta e di conseguenza vorremmo poter far parte di questo sistema. Credo profondamente nelle cose che sono state dette dai colleghi prima: non si può arrivare da nessuna parte senza fare sistema. Quindi il fatto di avere un vantaggio tecnologico ci consente di andare avanti, nel frattempo che partecipiamo tutti insieme, perché poi tutti questi signori che sono attorno a questo panel fanno parte di una stessa famiglia, dove ci ritroviamo puntualmente negli stessi tavoli.
Quindi è veramente molto significativo il fatto di poter avviare un partenariato che sia pubblico-privato e che possa fare leva su tutte le competenze che ci sono, straordinarie, soprattutto in Italia.
Abbiamo citato la supply chain, ma anche da un punto di vista di ricerca le competenze nucleari italiane sono riconosciute in tutto il mondo. Ora, hai citato la terza generazione e la quarta generazione.
C’è un’assoluta complementarità. Quindi la generazione 3 e 3+, in particolare, dove sono piccoli reattori ad acqua, insieme, successivamente, alla generazione 4, che sono gli AMR, è proprio esattamente una combinazione di sistema che indirizza la chiusura del ciclo del combustibile.
I primi producono il combustibile esausto, che potrà essere riutilizzato per la quarta generazione. Quindi tutto fa sistema. Non c’è nessun sistema di energia pulita che è contrario a un altro. Qui non si citano le rinnovabili, se ne parlerà nel pomeriggio, ma anche le rinnovabili sono complementari e possono essere rese programmabili attraverso l’associazione con l’energia nucleare.
Quindi, da un punto di vista di ruolo, noi siamo concentrati sulla parte tecnologica, ma contribuiamo e auspichiamo veramente che ci possa essere una chiarezza normativa, ovviamente, tutte le cose che sono state citate, un quadro regolatorio che possa essere il più possibile europeo, almeno, in maniera tale che se l’autorizzazione di una certa tecnologia avviene da un’autorità di sicurezza riconosciuta di un altro Paese, possa rappresentare in qualche modo un vantaggio competitivo. Su questo ci conto molto.
Quando l’Italia avrà un’autorità di sicurezza preposta anche a rilasciare le autorizzazioni delle nuove tecnologie, dei nuovi reattori, il fatto che ci siano già state delle autorizzazioni da altre autorità di sicurezza riconosciute a livello mondiale possa creare un vantaggio e quindi un’accelerazione, un bene per il Paese.