regia di Fabio Bastianello. 10 settembre 2026 Venezia
Cosa accade quando una decisione che riguarda una persona viene affidata all’Intelligenza Artificiale?
Scritto e diretto da Fabio Bastianello, RISORSE UMANE racconta il rapporto tra essere umano, lavoro e tecnologia attraverso la storia di un’azienda che decide di affidare all’IA la valutazione delle proprie risorse umane, arrivando a utilizzarla per orientare decisioni delicate come assunzioni e licenziamenti.
Una scelta apparentemente razionale, efficiente e imparziale diventa così l’occasione per interrogarsi sul confine tra tecnologia e responsabilità umana. Il film non è una condanna dell’Intelligenza Artificiale, ma una riflessione sul ruolo dell’uomo davanti a strumenti sempre più capaci di influenzare le nostre decisioni.
Presentato a Venezia nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il cortometraggio invita il pubblico a confrontarsi con una domanda destinata a diventare sempre più attuale:
Qual è il valore dell’essere umano in un mondo in cui sempre più decisioni possono essere affidate alle macchine?
Le decisioni cambiano. Le persone restano.
Dietro ogni modello predittivo e ogni algoritmo avanzato si celano migliaia di ore di lavoro umano invisibile: la classificazione, l'analisi e l'etichettatura dei dati (data labeling).
In questo evento esploreremo il volto umano dell'innovazione, partendo da Nairobi fino alle grandi sfide globali dell'etica tecnologica, per chiederci: chi sono le persone che insegnano alle macchine a comprendere il mondo e quale valore ha il loro lavoro per costruire un futuro digitale equo e inclusivo?
Un viaggio nei meandri dell’Intelligenza Artificiale per capire cosa succede dal dato alla decisione. Attraverso il percorso di Sabellone scopriamo dati, addestramento, modelli, inferenza, previsioni e responsabilità, distinguendo ciò che l’AI calcola da ciò che spetta alle persone decidere.
Capire l’AI non significa solo saperla usare, ma comprendere come funziona e quali conseguenze possono avere le nostre scelte.
«Nel mondo del lavoro siamo sempre stati abituati all’idea che sia una persona a valutare un’altra persona. Oggi, però, in mezzo a questo rapporto può entrare una macchina: analizza i dati, confronta i profili e può arrivare a suggerire chi assumere, chi valutare, chi escludere…»
«Pensiamo alla medicina. Oggi un algoritmo può analizzare migliaia di immagini, trovare schemi che l'occhio umano potrebbe non cogliere e aiutare un medico a individuare una zona sospetta. Ma cosa succede quando facciamo un passo in più e non gli chiediamo soltanto di aiutarci a vedere… ma di contribuire a decidere chi ha bisogno di una determinata cura, di una determinata risorsa, di una determinata attenzione?»
«Pensiamo ancora al mondo del lavoro. Un'azienda decide di affidare a un algoritmo la selezione dei candidati: invece di essere una persona a leggere migliaia di curriculum, è la macchina a cercare nei dati i profili che considera più adatti. A prima vista sembra una soluzione più oggettiva: stesso algoritmo, stessi criteri, nessuna preferenza personale…»
Quando l’IA entra nel mondo del lavoro, può aiutare a selezionare, valutare e decidere. Ma chi controlla i criteri con cui la macchina sceglie?
«In medicina l’intelligenza artificiale può prevedere chi ha bisogno di cure, ma se addestrata sui costi passati rischia di riprodurre le disuguaglianze sociali, considerando meno bisognoso chi ha avuto meno accesso alle cure. L'algoritmo legge il bisogno reale o ciò che gli hanno insegnato i dati del passato?»
«Se un algoritmo dovesse scegliere gli studenti, cosa misurerebbe davvero? Il loro potenziale o le disuguaglianze da cui partono?»
Quarto gradino — Istituzioni
«Quando l’IA entra nella giustizia, nella sicurezza e nei servizi pubblici, non decide più solo per qualcuno: può influenzare tutti. E allora il problema diventa democratico.»
Quando parliamo di Intelligenza Artificiale, la domanda non dovrebbe essere soltanto “quanto è potente?”, ma anche “quanto può essere rischiosa per le persone?”.
È proprio da questa idea che nasce l’AI Act, il regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale, che adotta un approccio basato sul rischio: non tutte le applicazioni dell’IA vengono trattate allo stesso modo. Più un sistema può incidere sulla sicurezza, sui diritti e sulla vita delle persone, più stringenti sono le regole.
Possiamo immaginare una piramide con quattro livelli.
1. Rischio inaccettabile.
Sono gli utilizzi considerati incompatibili con i diritti fondamentali e quindi vietati. Tra gli esempi rientrano il social scoring, alcune forme di manipolazione dannosa, determinate pratiche di categorizzazione biometrica e, con specifiche eccezioni, alcuni sistemi di identificazione biometrica. Anche il riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e nelle scuole è vietato, salvo eccezioni previste dalla normativa.
2. Rischio elevato.
Qui l'IA non è vietata, ma può essere utilizzata soltanto rispettando obblighi molto rigorosi. Parliamo di sistemi che possono incidere significativamente sulla salute, sulla sicurezza o sui diritti fondamentali. Tra gli ambiti interessati ci sono, per esempio, istruzione, occupazione, infrastrutture critiche, applicazione della legge e migrazione. Sono richiesti, tra l'altro, qualità dei dati, valutazione e gestione dei rischi, tracciabilità, supervisione umana, accuratezza, robustezza e sicurezza informatica.
Ed è proprio qui che entra il tema di “Risorse Umane”: un sistema di IA utilizzato per determinate attività di selezione, valutazione o gestione delle persone nel mondo del lavoro può rientrare nell'area degli utilizzi ad alto rischio. Il punto non è quindi vietare l'IA, ma impedire che una decisione importante sulla vita di una persona venga affidata a un sistema senza adeguate garanzie.
3. Rischio limitato o di trasparenza.
In questo caso il problema principale non è necessariamente che l'IA possa causare un danno grave, ma che le persone sappiano di avere a che fare con una macchina. Per esempio, quando interagiamo con un chatbot dovremmo essere informati che stiamo parlando con un sistema di IA. Anche alcuni contenuti generati dall'IA devono essere identificabili o etichettati secondo le regole applicabili. Le disposizioni sulla trasparenza dell'AI Act sono diventate applicabili nell'agosto 2026.
4. Rischio minimo o nullo.
È il livello più basso. Comprende la maggior parte delle applicazioni di IA che utilizziamo senza particolari rischi per i nostri diritti: per esempio, filtri antispam o videogiochi che utilizzano l'IA. Per questi sistemi l'AI Act non introduce specifici obblighi basati sul rischio.
“RISORSE UMANE”, IL CORTOMETRAGGIO DI FABIO BASTIANELLO ARRIVA A VENEZIA
Il 10 settembre la conferenza stampa e la prima ufficiale del film che porta sullo schermo il rapporto tra essere umano, lavoro e Intelligenza Artificiale
Venezia, 10 settembre 2026 – Le decisioni cambiano. Le persone restano.
È questo il cuore di RISORSE UMANE, il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Fabio Bastianello, che sarà presentato a Venezia nell'ambito della 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia – Fondazione Ente dello Spettacolo.
La giornata prenderà il via alle ore 12:00 presso “Spazio CheSpettacolo!”, alle Procuratie del Lido di Venezia, Lungomare Guglielmo Marconi 32, con la conferenza stampa e la presentazione del film.
La presentazione sarà condotta dal divulgatore scientifico Mauro Sabella, che accompagnerà il pubblico nell’incontro con il film e con i temi affrontati dall’opera.
A seguire, ore 16:00 l'evento proseguirà con un aperitivo e la Prima Ufficiale presso il Viktoria Palace Hotel, Riviera San Nicolò 50, Lido di Venezia.
UN FILM SUL NOSTRO PRESENTE
RISORSE UMANE nasce da una domanda semplice e sempre più attuale:
Cosa accade quando una decisione che riguarda una persona viene affidata a un'Intelligenza Artificiale?
Il cortometraggio affronta il rapporto tra essere umano, lavoro e tecnologia attraverso una storia contemporanea, essenziale e profondamente umana. Non è un film contro l'Intelligenza Artificiale. È un film sull'uomo davanti all'Intelligenza Artificiale: sul valore delle decisioni, sulla responsabilità, sul lavoro e, soprattutto, sulle persone che rimangono dietro ogni scelta.
Il progetto, creato da Fabio Bastianello e interpretato dagli studenti della sua Accademia, è stato supportato e condiviso da Giuseppe Ligotti e Relewant, che hanno riconosciuto nel film un’occasione di confronto sui temi del lavoro, dell’innovazione e della responsabilità umana. Tra gli interpreti figura anche Vera Atyushkina, ex velina di Striscia la Notizia.
LA STORIA
Un'azienda decide di affidare all'Intelligenza Artificiale una delle responsabilità più delicate: valutare le proprie risorse umane e decidere chi assumere e chi licenziare.
Una scelta apparentemente razionale, efficiente, imparziale.
Ma quando un algoritmo entra nella vita delle persone, i numeri smettono di essere soltanto numeri.
RISORSE UMANE racconta così il confine sottile tra efficienza e umanità, progresso e responsabilità, portando sullo schermo una realtà che non appartiene più al futuro, ma al nostro presente.
UNA DOMANDA CHE RIGUARDA TUTTI
L'Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo, creiamo e prendiamo decisioni. In questo scenario il film pone una domanda centrale:
Qual è il valore dell'essere umano?
Fabio Bastianello sceglie di non offrire risposte facili, ma di utilizzare il cinema per aprire una riflessione sul rapporto tra tecnologia e persone, su un cambiamento che coinvolge aziende, lavoratori e l'intera società.
Cinema. Impresa. Innovazione. Cultura.
Sono i territori nei quali si muove RISORSE UMANE, trasformando una vicenda cinematografica in un'occasione di confronto su uno dei temi destinati a caratterizzare profondamente i prossimi anni.
Diverse le Aziende che hanno sostenuto il progetto dalla produzione alla distribuzione come: Giuseppe Ligotti, Relewant, Torsellini Vetro, Studio Zanlungo. Il corso si è svolto presso Bottega Immagine (MI).
VENEZIA – 10 SETTEMBRE 2026
Ore 12:00 – Conferenza stampa e presentazione
“Spazio CheSpettacolo!”
Procuratie del Lido di Venezia
Lungomare Guglielmo Marconi, 32 – Venezia Lido
A seguire – Aperitivo e Prima Ufficiale
Viktoria Palace Hotel
Riviera San Nicolò, 50 – Venezia Lido
La presentazione veneziana nasce con l'obiettivo di creare non soltanto una proiezione, ma un momento d'incontro tra cinema, professionisti, aziende, ospiti e personalità del mondo dello spettacolo. Sia durante la conferenza stampa sia al termine della proiezione, Fabio Bastianello e i protagonisti del progetto saranno disponibili per domande e per un talk aperto con il pubblico e con gli sponsor, così da approfondire i temi sollevati dal cortometraggio e favorire un confronto diretto. In serata, il cast di RISORSE UMANE parteciperà inoltre al GRANGALÀ DELLE CELEBRITÀ, completando la giornata veneziana dedicata alla presentazione del cortometraggio.
RISORSE UMANE
Un film di Fabio Bastianello
Cast: Sergio Scardillo · Vera Atyushkina (ex velina di Striscia la Notizia) · Mauro La Franceschina · Lucia Gorgoglione · Giuseppe Onolfo · Elisa Steis · Lelio Monaco
Con la voce di Marco Antonio Bellini
10 settembre 2026 – Venezia
www.fabiobastianello.com
LE DECISIONI CAMBIANO.
LE PERSONE RESTANO.