Il frantoio di Talete

Periodico d'informazione del Liceo Carlo Lorenzini

Si racconta che il filosofo Talete, deriso dai concittadini per l'astrattezza del suo pensiero, abbia mostrato un giorno quanto le nozioni teoriche siano utili alla vita pratica. Prevedendo, in base a precise osservazioni naturali, un abbondante raccolto di olive investì i suoi beni per affittare quanti più frantoi possibile. Così, quando giunse il tempo della molitura accumulò un discreto guadagno.

Così è la scuola. Così è la nostra scuola: una semina per il futuro.

Qui potrete trovare le iniziative dell'Istituto, i nostri approfondimenti di attualità e cultura, le nostre recensioni, le citazioni degli autori che amiamo. Se volete potrete, inoltre, sottoporre le vostre domande o i vostri commenti al Direttore.

Buona navigazione!

A dicembre e gennaio il Lorenzini è open

Il 5 e il 12 dicembre, e il 9 gennaio il Lorenzini presenta la sua offerta formativa in modalità online.

Riparte anche quest’anno, secondo una tradizione ormai consolidata, il Laboratorio di Lettura del Liceo Lorenzini, organizzato dalla prof.ssa S. Pagni e realizzato in adesione all’Iniziativa Libriamoci, promossa dal Centro per il libro e la lettura e con il patrocinio del Comune di Pescia.

L’iniziativa è aperta, come lo scorso anno alla cittadinanza intera, in un’ottica di approfondimento e confronto su autori e opere differenti. Gli incontri si svolgeranno in modalità online (...). Silvia Pagni

Orientiamoci al futuro: percorsi di approfondimento per le scuole medie

Il Liceo Carlo Lorenzini ha il piacere di presentare, nell'ambito del progetto Orientiamoci al futuro, tre giornate di orientamento e approfondimento didattico rivolte agli studenti delle classi terze del territorio di Pescia e della Valdinievole. Gli incontri avverranno in modalità a distanza sulla piattaforma Google Meet, il 5, il 10 e il 15 dicembre, dalle 14:30 alle 16:00.


Lo scopo dell'iniziativa, alla sua seconda edizione, è implementare la collaborazione delle istituzioni scolastiche del territorio. Redazione.

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Da martedì 2 novembre l’offerta linguistica del Liceo Lorenzini si è ampliata con l’avvio del corso base di lingua russa PRIVJET. Voluto dalle prof.sse Stefania Pergola e Serena Anzilotti, e sostenuto dal dirigente scolastico, il corso rappresenta un unicum nella provincia di Pistoia, e uno dei pochi attivati in Toscana. Il corso ha avuto accoglienza positiva, con l’adesione di venticinque studenti suddivisi in due classi. La frequenza è obbligatoria e prevede lo svolgimento di due ore settimanali in orario extracurricolare, con valutazione del profitto. Riservato, in via di sperimentazione, alle classi del biennio, può sperabilmente svilupparsi in un progetto più ampio. Sulle famiglie non graverà alcun costo: i libri di testo sono stati forniti gratuitamente grazie alla donazione di un privato (...). Redazione


Luca Palumbo, studente della 5A Scienze applicate, ha partecipato alla competizione internazionale Astro Pi Challenge, dell'Agenzia spaziale europea. Dei 6558 progetti presentati, 10 sono stati selezionati come vincitori, e 8 come altamente raccomandati per il loro valore scientifico. Luca Palumbo rientra in questa seconda categoria.

Luca Palumbo non eccelle solo nella fisica. Nel mese di ottobre ha infatti superato le finali della competizione a squadre Cyberchallenge e rappresenterà l'Italia nella European Cybersecurity Challenge, che si terrà a Praga nel 2021.

Cloe Buralli guadagna il podio nel premio nazionale di poesia Francesco Petrarca

Un altro successo per Cloe Buralli che ottiene il terzo posto nel premio nazionale di poesia «Francesco Petrarca» , patrocinato dalla città di Arezzo e ormai alla sua quinta edizione.

La giuria, composta da giornalisti, saggisti e storici della letteratura, ha riconosciuto il valore artistico del componimento di Cloe, Laurus, consentendole di accedere al podio nella categoria «Ragazzi» .

Il Caino o Dialogo sull'invidia

L’invidia, scrive Aristotele, è una forma di sofferenza diretta contro la felicità di una persona di pari condizione. È cioè un sentimento di sdegno per una pretesa ingiustizia generato dal paragone tra la propria situazione e quella altrui. Nella più antica tradizione greca, nemmeno gli dei sono esenti da questo vizio: Atena punisce Aracne e Leto fece altrettanto con Niobe. Il motivo dell’invidia degli dei è centrale nella tragedia e solo la riflessione filosofica, da Socrate e Platone in poi, ha epurato il divino dai vizi umani. Nel Cristianesimo, l’invidia è un peccato capitale perché nega la carità verso il prossimo: nel Purgatorio, gli invidiosi sono vestiti di cilicio e hanno le palpebre cucite. Il paradigma dell’invidia è Caino, che uccide il fratello Abele, colpevole, ai suoi occhi, di una preferenza immeritata da parte di Dio. Nel testo qui presentato, Giovanni Parrillo rielabora il racconto del Genesi in forma di dialogo, secondo una modalità che ricorda le Operette morali leopardiane, con inserzioni stilistiche e tematiche di matrice classica. Redazione.


Web magister: Imparare a insegnare con le tecnologie digitali

L’offerta didattica del Liceo Lorenzini si ampia, da martedì 20 ottobre, con il laboratorio multimediale WEB MA(gi)STER del prof. David Del Carlo. Il laboratorio intende fornire agli studenti del primo anno di Scienze Umane la possibilità di esplorare risorse e applicazioni funzionali all’apprendimento e, in prospettiva, all’insegnamento. Gli studenti aderenti avranno l’obbligo di frequenza di un’ora settimanale in orario extrascolastico e riceveranno una valutazione di profitto. Il percorso consentirà di sperimentare app e web tool disponibili in rete e di progettare e realizzare prodotti digitali in modalità collaborativa. Saranno, in particolare, oggetto di approfondimento gli strumenti necessari a creare presentazioni multimediali, immagini interattive, siti web, e applicazioni della realtà aumentata e virtuale, con una particolare attenzione per la gestione degli strumenti didattici della piattaforma Google Classroom. Le competenze digitali acquisite integreranno le conoscenze curricolari del Liceo delle Scienze umane nella prospettiva dell’innovazione didattica e del necessario ricorso alle tecnologie digitali nella didattica. Redazione.


Chiusi in una stanza, collegati in rete per l’attività didattica, guardavamo dalla finestra il mondo fuori di noi che mutava seguendo il suo naturale ciclo: noi stavamo fermi. Allora abbiamo riscoperto che la scuola non è un edificio. Dietro le sue porte sono rimaste non aule vuote ma i nostri sogni, le nostre relazioni, il vostro avvenire. Il sapere è nullo se non ci trasforma e ci rende migliori, né ha valore se slegato dalla totalità della persona. La scuola è precisamente il luogo in cui scopriamo la nostra vocazione di esseri umani.

Non pensiate che date le circostanze vi aspetti un anno scolastico depotenziato o mutilato. Non vi dirò di non provare timore, perché ci aiuta a rimanere vigili. Vi dirò però di non farvene sovrastare. Tutti i nostri sforzi sono tesi alla tutela del vostro benessere e al proseguimento della nostra azione formativa. Sempre troverete nella vostra scuola, e in me, ausilio e ascolto. Non lasciate, dunque, che le preoccupazioni rovinino la gioia di ritrovarvi dopo tanto tempo, né le aspettative per il vostro futuro.

il Dirigente scolastico

Maria Rosa Capelli

Il successo della didattica a distanza è stato reso possibile dal contributo di tutti. La fondazione Caripit ha permesso al Liceo Lorenzini l’acquisto di 14 pc portatili che, aggiunti agli 11 forniti immediatamente dalla scuola, hanno consentito ad altrettanti studenti di rimanere in pari con le lezioni, senza gravare sulle rispettive famiglie, e di preservare, quindi, la missione di inclusività della Scuola.

Quando nel mese di marzo, il sistema scolastico nazionale è stato investito dall’emergenza sanitaria, svelando le inevitabili carenze di sistema, la Fondazione si è resa subito disponibile a fornire alle scuole del territorio il sostegno economico necessario alla facilitazione della didattica a distanza e all’adeguamento tecnologico (...). Redazione


«Le cognate» di Michel Tremblay: l'erma bifronte dell'arte umoristica

In scena a Pescia giovedì 10 settembre

Giovedì 10 settembre, a partire dalle 21:15, prosegue in piazza del Grano la stagione pesciatina del teatro all’aperto con la commedia «Le cognate», di Michel Tremblay, rappresentata dal Laboratorio teatrale del Liceo Lorenzini con il patrocinio del Comune: ventiquattro donne esasperate dalla vita si riuniscono per incollare i punti-premio di un concorso milionario – speranza illusoria di una vita migliore – e parlano, si accapigliano, in un crescendo di follia quotidiana che è la nostra stessa follia. Jula Bevilacqua e Filiberto Segatto curano la messa in scena mantenendo il linguaggio formale originario di un «teatro povero», incentrato sull’azione scenica e sulla interazione tra attori e pubblico. Il carattere corale della rappresentazione, presente già nell’originale, è stato accentuato dal lavoro che, secondo la tradizione del Laboratorio, è stato compiuto sulla sceneggiatura al fine di adattarla alla performatività dei giovani attori. Il teatro dunque come creazione collettiva e come riflessione sui tarli della contemporaneità, attraverso il sarcasmo e la confusione di genere, che è di per sé una protesta all’omologazione. Un’opera che diverte ma al contempo spinge a una disamina interiore, secondo la lezione pirandelliana: l’umorismo è il sentimento del contrario generato dalla riflessione sul dramma che si nasconde dietro al riso, e dunque dentro di noi.


In piazza del Grano serata pasoliniana targata Lorenzini

Pochi sono gli intellettuali italiani che come Pierpaolo Pasolini hanno saputo cogliere, in un’epoca travagliata e insanguinata, il volto autentico della nazione, un volto simile a quello di Riccetto. Lo ha fatto senza timore di smascherare la vulgata trionfalistica del benessere borghese. Lo ha fatto con piglio corsaro. Pescia gli dedica una serata, venerdì 7 agosto, in piazza del Grano. Il prof. Filiberto Segatto e la prof. Jula Bevilacqua, con l’accompagnamento alla chitarra dell’ex alunno Gabriele Napoli, guideranno il pubblico attraverso una selezione di brani tratti dai romanzi, dalle poesie e dagli articoli raccolti in Scritti corsari. Il reading, su suggestione de I fiumi di Ungaretti, seguirà un percorso geografico, seguendo Pasolini dal Tagliamento al Tevere, perché è proprio nella riscoperta del regionalismo egli vedeva l’unitarietà della cultura italiana. Filiberto Segatto, ex docente del Lorenzini, regista e fine conoscitore dell’opera pasoliniana, insieme a Jula Bevilacqua, che ha tra gli altri meriti quello di fare del teatro uno strumento integrativo della didattica, ci aiuteranno a riscoprire il senso della letteratura come storia di un’unità dialettica, in un periodo, il nostro, in cui faticosamente riusciamo a scorgere un’identità condivisa. Voci come quella di Pasolini non smettono mai di risuonare attuali e dirompenti alle nostre orecchie. Redazione

Giorgia Bardelli canta Clowns: una studentessa di talento

Fa parte dell’abitudine quotidiana conoscere qualcuno sotto una veste parziale; farsene un’immagine determinata in base alle informazioni, per lo più circostanziate, di cui possediamo. Prendiamo una ragazza che vediamo tutti i giorni a scuola: educata, cortese, impegnata. Un’alunna, una compagna di classe. Poi ci capita di ascoltare la sua voce su youtube, in una cover di Clowns di Emeli Sandé e scopriamo tutta un’altra persona. Scopriamo che studia canto, che da anni, nonostante la sua giovane età, si dedica alla sua passione. In tanti, grazie alla diffusione dei nuovi media si sono scoperti scrittori, fotografi, cantanti e artisti delle più variate specie. Pochi di loro, ahimè, possiedono talento, quello che con espressione più elegante potremmo definire «genio». Si racconta di un uomo che andò nel campo a seminare. Conosciamo tutti la storia: per effetto del vento alcuni semi caddero sul selciato e vennero calpestati, altri tra le rocce e non germogliarono, altri tra le spine e ne furono soffocati; solo alcuni trovarono terreno fertile e germogliarono. Questo è il talento di Giorgia di Bardelli, alunna della futura VA Scienze umane. La musica e l’arte in generale non sono avulse dal campo della didattica ma sono come l’acqua che lo rende fertile. Senza talento, di qualunque genere esso sia, siamo come vasi destinati a finire in cocci. Redazione

In uno dei suoi saggi, Montaigne, parlando di educazione, insiste sulla totalità della persona umana nel processo formativo. «Non è un’anima – scrive –, non è un corpo che si educa, è un uomo; non bisogna dividerlo in due». Sembrano le parole di un pedagogista moderno. Del resto, la grande tradizione scolastica occidentale, nelle sue espressioni più alte, ha inteso l’insegnamento come convivenza e partecipazione. La modalità didattica alternativa, resa necessaria dalla situazione eccezionale in cui si è svolto l’anno scolastico da poco concluso, ha creato inevitabilmente e involontariamente la divisione paventata da Montaigne. Si è deciso di darle il nome di didattica a distanza, presentandola da subito – per ragioni di varia natura – come una formula consolidata e pienamente alternativa rispetto a quella tradizionale. Se così fosse l’azione didattica risulterebbe facilmente sostituibile con un manuale, un podcast, un video. Se così fosse, inoltre, si paleserebbe una contraddizione rispetto alle dichiarazioni ufficiali che insistono invece sull’inclusività e sulla centralità dei bisogni specifici di ciascun alunno. Ma così non è, perché per caratteristica essenziale l’azione didattica è interazione. Se non tiene presente questo aspetto, come prosegue Montaigne, «non si fanno che asini carichi di libri» (...). Il direttore


Il Consiglio d'Istituto rifiuta di deliberare i criteri di accorpamento delle classi

In seguito ai tagli decisi sull’organico di diritto, l’USP di Pistoia ha ufficializzato la decisione di accorpare quattro attuali classi seconde del Lorenzini, due dello Scientifico e due delle Scienze umane. In un clima di ancora forte preoccupazione e incertezza, il provvedimento ha suscito perplessità e sconcerto tra docenti e genitori, che hanno preparato un documento congiunto diffuso a mezzo stampa.

Il Consiglio di Istituto del 29 giugno si è rifiutato di deliberare i deliberare la scelta dei criteri con cui effettuare la duplice operazione di smembramento/accorpamento, come richiesto dall'USP. Sulla questione è intervenuto il sindaco Giurlani che ha indirizzato una lettera aperta all’USP e al ministro Azzolina su Il Tirreno del 14 luglio. Redazione


Accade talvolta che i sentieri tortuosi che il destino ci pone dinanzi siano occasione di un nuovo inizio. In siffatte circostanze spetta a noi ricostruirne i percorsi interrotti. Persino nel baratro della prigionia qualcuno ha trovato salvezza, e dalla prigionia in cui siamo stati costretti in questi mesi – una prigionia che ha riguardato le nostre persone e il nostro lavoro – ci aspettavamo che qualcosa sarebbe cambiato, che, almeno una volta, la storia potesse essere effettivamente «maestra di vita». Ci aspettavamo, forse ingenuamente, che in quest’anno drammatico che non è ancora giunto al termine, il pensiero calcolante della burocrazia lasciasse respiro alla vocazione autentica dell’istituzione scolastica (...). I docenti e i genitori del Liceo Lorenzini

Il nostro è un mondo che non indugia, un mondo che persevera nell’assistere il futuro e, quasi senza accorgersene, lascia vittime alle sue spalle: non fanno mostra di lesioni in superficie, non sono solcate da crepe dolenti né lasciano orme di sangue. Le ferite tanto incidono in profondità da rasentare i margini più fragili delle mente, provocando un’intima afflizione. Non è forse il male più grande, per l’uomo, non sentirsi tale? Cosa importa del resto quando della stessa esistenza non si coglie l’essenza? Un uomo che non si sente uomo non sente niente. E così, si strascina un’intera vita alla ricerca di risposte inammissibili, figlie di un’autorità consacrata dal niente. La verità che tutti inorridisce è proprio la necessità di concepirlo, il senso (...). Cloe Buralli

Che il disagio sia una condizione connaturata alla ragione umana è cosa nota almeno da Freud. La modernità ha accentuato anziché appianare il senso di alienazione di un uomo che si trova sempre più separato da se stesso, dalla sua umanità, dal suo tempo interiore e forzato, per la struttura stessa della civilizzazione, a fare i conti con un’umanità altra e con un tempo esteriore il cui ritmo è dettato dall’economia e dalla tecnica. Assuefatto alla voce della coscienza collettiva e al suono dei meccanismi che quotidianamente scandiscono la sua esistenza sociale, l’uomo non osa immaginare una civiltà alternativa. Perlomeno, non la immaginava, né la riteneva pensabile, prima dell’avvento del Covid-19 (...). Cosimo Lamichhane

Maturità 2020: ventidue gli alunni con il massimo dei voti

A conclusione di questo strano e difficile anno, e di una maturità diversa dalle altre, i nostri studenti confermano gli standard di eccellenza. Hanno conseguito la valutazione di 100/100: Margherita Angeli, Mattia Del Ministro, Giosuè Boschi, Giada Colucci, Aurora Lecini, Noemi Musella, Matilde Fontana, Alessia Maestripieri, Francesca Arcangeli, Martina Bonaccorsi, Elena Mottino, Guido Porciatti, Alice Carbone, Christian Buli, Elena Viti, Erica Fluperi, Manuel Santaguida, Denise Eleonora Speranza. Quattro i 100/100 e lode: Annalisa Rosadoni, Giacomo Gentili, Chiara Accardo, Francesca Faillace.

Perché studiare logica formale alle superiori? Per il secondo anno di seguito, tra le attività extracurriculari a nostra disposizione è attivo, nel nostro liceo, un corso di logica formale. Già da alcuni anni la logica è entrata nei programmi disciplinari di matematica e informatica. Storicamente, infatti, gli sviluppi della logica hanno preceduto quelli dell’informatica e ne hanno costituito la cornice teorica di riferimento. Analogamente, la logica, formalizzata nel linguaggio dell’algebra astratta e della combinatoria, è uno strumento fondamentale per lo studio dei concetti e dei fondamenti della matematica (...). Edoardo Loiero

Che posso fare? A questa domanda sono stati chiamati a rispondere gli studenti delle classi quarte degli istituti superiori del territorio di Pescia nell’ambito della prima edizione del concorso bandito dal Lions Club «Che posso fare? Proposte contro il disagio esistenziale e materiale». La finalità dell’iniziativa era stimolare la riflessione personale dei più giovani sulle molteplici forme del disagio e sulle possibili risposte concretamente e individualmente implementabili attraverso elaborati video, scritti o pittografici. La premiazione si è svolta nel rispetto dei parametri di sicurezza giorno 18 giugno presso il Refettorio del convento di S. Michele (...). Redazione

Nessun uomo è un'isola: gli studenti del Lorenzini aderiscono a «Leggi per me»

Numerosi gli studenti del Lorenzini che hanno aderito all’iniziativa «Leggi per me» promossa, nel mese di giugno, dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti italiani. Ciascuno dei partecipati ha donato la sua voce e il suo tempo registrando un brano tratto da un testo a sua scelta. Finalità della scuola è lo sviluppo integrale della persona, e non si ha persona se non nell’interazione e nel superamento, congiunto, delle situazioni di svantaggio. «Nessuno chiamerebbe felice chi si trovi in stato di inattività per tutta la vita», scriveva Aristotele.

Quale Europa vogliamo? Ce lo chiediamo soprattutto quando, in periodi di crisi, il legame che tiene uniti gli stati europei sembra vacillare. Questa domanda ne sottintende un’altra: che cos’è l’Europa? Rispondere è complesso, ma a me piace pensare che l’Europa sia la sua cultura, nel senso più inclusivo.

Era il 20 marzo 2000 – io non ero ancora nata– quando la Commissione europea riunita a Lisbona elaborò un piano strategico che poneva tra gli obiettivi primari dell’Unione «una società della conoscenza più competitiva e dinamica in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale» (...). Arianna Celli.


«Disagio», una parola semplice e non ricercata, che sfugge tuttavia a ogni tentativo di definizione, tanto ramificata è la varietà delle sue accezioni. È come uno specchio in frantumi, nei cui riflessi, distorti e parziali, ci siamo noi, tutti noi.

L’emergenza sanitaria ha palesato, drammaticamente, quanto questa frammentazione ci caratterizzi, come singoli e come comunità. Certezze consolidate sono state spazzate via, abitudini ordinarie sono state vietate, il nostro modello occidentale si è scoperto inerme di fronte alla calamità (...). Diana Papi


Soluzioni eccezionali per tempi eccezionali: «Il Caffè» del Lorenzini in formato digitale!

Quando, nell’Italia del Settecento, dominava la censura, il gruppo di intellettuali riuniti nell’Accademia dei Pugni decisero di dar corpo alle loro idee in una pubblicazione periodica che già nel titolo richiamasse un’aria di libertà: nacque così Il Caffè. Per sfuggire alla repressione condotta dal governo asburgico, i settantaquattro numeri pubblicati tra il 1764 e il 1766 furono stampati non a Milano ma a Brescia, in territorio veneziano. Con uno spirito analogo, le ragazze e i ragazzi che compongono la redazione de Il Caffè del Lorenzini hanno deciso di reagire al silenzio imposto loro non dalla censura ma dalla situazione di emergenza attuale pubblicando online la loro rivista: nasce così il primo numero de Il Caffè in versione digitale. Redazione

Rotary Club di Pistoia e Montecatini: menzione d’onore per Martina Bonaccorsi

Oggi, venerdì 29 maggio, si è tenuta nella modalità online cui la quarantena ci ha abituato, la premiazione della ventisettesima edizione del concorso «Serietà e impegno» promosso dal Rotary Club con il patrocinio, da quest’anno, del Senato della Repubblica, rappresentato nell'evento dalla senatrice Barbara Masini. Riservato agli studenti ammessi alla classe quinta con una media pari o superiore al nove, il concorso intende promuovere esempi di impegno civile, oltre che scolastico. L’edizione di quest’anno è stata dedicata alla memoria della giovane Matilde Capecchi, mancata prematuramente lo scorso 25 aprile. Settantacinque gli elaborati in concorso, tre i premiati. Tra le quattro menzioni d’onore per il territorio della Val di Nievole una è andata alla nostra Martina Bonaccorsi, della classe VA Classico. Martino riceverà un attesto, una medaglia e un assegno di cento euro. Redazione

Il Liceo Lorenzini e Cloe Buralli vincono il premio «Firenze per Mario Luzi»

Poeta, saggista, intellettuale d’impegno, Mario Luzi è una figura che ha segnato la letteratura e in generale la cultura italiana del secolo scorso. Nato poeticamente nella tradizione dell’ermetismo fiorentino, Mario Luzi ha fatto dell’inquietudine spirituale, di cui da ragazzo leggeva nel primo libro delle Confessioni di Agostino – il mio breviario, lo ha chiamato –, lo strumento e il fine ultimo della sua sperimentazione poetica. Da nove anni Firenze gli dedica un premio, «Firenze per Mario Luzi», aperto alle scuole della Toscana.

La premiazione dell’edizione 2019-2020, prevista per il giorno 28 febbraio, non si è potuta svolgere a causa dell’emergenza sanitaria. Ciò non ha impedito ai giurati di assegnare il meritato premio di una competizione prestigiosa il cui scopo è promuovere l’espressione poetica in un tempo che si mostra sempre più povero di poesia. Vince l’edizione di quest’anno il Liceo Lorenzi con Cloe Buralli. Redazione

Giochi della Chimica: Edoardo Loiero primo classificato regionale

Ogni anno, dal 1984, si svolgono i Giochi della chimica, una competizione aperta a tutti gli studenti delle Superiori allo scopo di stimolare lo studio della disciplina. Strutturata in tre categorie, per consentire a tutti un’equa valutazione in base al curricolo specifico di ciascun indirizzo di studio, la prova prevede sessanta a risposta multipla nel tempo massimo di due ore e trenta minuti.

L’emergenza sanitaria non ha impedito il regolare svolgimento dei Giochi, sebbene ne abbia comprensibilmente mutato la forma. Sabato 16 maggio, dalle ore 10.00, si è svolta in contemporanea in tutta Italia la finale regionale. Il primo classificato, nella categoria B – Istituti non specializzati in Chimica – è stato Edoardo Loiero, della classe IV A Scienze applicate. Loiero parteciperà alle finali nazionali, da svolgersi in data ancora da definire, da cui emergerà la squadra italiana che parteciperà alle Olimpiadi internazionali della Chimica. Redazione

Il fuco te l’hanno ucciso, sembrava amore ed era un calabrone. Hai un alveare intero e tu vorresti annegare. Sognavi una famiglia nella solitudine della tua conchiglia. Volavi, sempre in basso. Le regine ammaliavano i fiori e tu vedevi nelle foglie allegorie. Anche il tronco si lamenta, legge del contrappasso. Legno comoda certezza, indegno cane di mezza coda abbaia per noia e bagna le ali, c’è paura, Alice non vola. Non vìola le nefaste nuvole nuziali ma la regina soccombe alla festa negata e il mondo non è più colmo di miele, felicità dall’alto colata (...). Cloe Buralli


Verità. I nostri discorsi non sembrano dominati da altro. Ne parliamo, la presupponiamo, la pretendiamo, ma sappiamo cos’è la verità? Nel vangelo di Giovanni Pilato rivolge a Gesù la stessa domanda. Gesù non risponde e con il suo silenzio palesa, forse, l’indicibilità della verità. Gli Scettici antichi di fronte all’impossibilità di esprimere un giudizio certo preferivano tacere. La chiamavano afasia. Le parole velano, talvolta, più che svelare il contenuto. Da qui gli errori di giudizio; da qui odio e incomprensione. Edoardo Loiero

Cari genitori

Carissimi studenti

È ormai trascorso un mese da quando, a causa dell’attuale e drammatica emergenza sanitaria, le attività didattiche in presenza sono state sospese. Ma la Scuola, in quanto comunità attiva di studenti e docenti, non si è fermata.

Sono stati e sono tuttora giorni molto impegnativi per tutto il personale della scuola. Nonostante l’emergenza, tutti, secondo il loro ruolo e la loro funzione, si stanno prodigando affinché la scuola continui a svolgere l’alto compito che le è proprio, mai così importante come in questa circostanza: fornire alle giovani generazioni gli strumenti indispensabili per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, acquisire responsabilità e autonomia, diventare cittadini attivi. Maria Rosa Capelli

E l’Occidente tornò a conoscere la paura. Non il rischio, a cui il progresso della tecnica l’aveva a lungo abituato, una condizione di insicurezza latente, sempre presente ma non presentificata, variabile nell’oggetto, sovente avvertita come distante e inattuale; qualcosa che riguarda sempre gli altri e solo marginalmente noi, vittime incolpevoli di un contagio estraneo. Perché il rischio è conseguenza della modernità, è l’obolo che le è dovuto. Il trionfo dell’uomo occidentale, il successo ininterrotto delle sue conquiste ha relegato al margine periferico il residuo perturbante della modernità. Il vaiolo, il colera, la tubercolosi sono memorie perdute, poco più che immagini del vissuto collettivo. Il rischio attuale – che si tratti di malattie degenerative, di terrorismo, di catastrofi idrogeologiche – per quanto terribile ha perduto il carattere di ineluttabilità. L’Occidente ha vissuto in questa illusione fino a gennaio, poi è iniziato un lento e drammatico risveglio. Così, «ci riscopriamo scarabocchi di una scimmia pittrice». Il Direttore

Lo scorso 25 marzo si è celebrato il Dantedì, la giornata dedicata a Dante nella data simbolica dell’inizio del viaggio ultraterreno della Commedia. Noi del Lorenzini abbiamo partecipato con un viaggio nel viaggio realizzato attraverso la piattaforma Thinglink, un software per rendere interattive le immagini che consente di creare mappe interattive avendo come fonte una immagine statica. Gli studenti della IV B Scientifico e della IV B Linguistico hanno simulato un incontro con alcune delle personalità più iconiche del poema, attraverso una rete di rimandi che attraverso la lettura drammatica dei canti conduce da Caronte a Manfredi, da Brunetto Latini a Pier delle Vigne, da Ciacco a Cacciaguida, da Gemma Donati fino alla visione di Dio del canto XXIII del Paradiso. Redazione

On line il sito web dedicato a Tacito. Un modello di didattica a distanza

Tra il 7 e il 21 marzo, la VA Scientifico ha dato prova di sé progettando e realizzando un sito web dedicato a Tacito. La classe non è nuova a esperienze di questo tipo. Il sito nasce, come molti altri che gli studenti hanno realizzato nel corso degli anni, come compito di realtà per approfondire alcuni contenuti disciplinari, in questo caso l'Agricola e la Germania. Ciò che lo rende del tutto particolare rispetto ai precedenti è che è stato interamente concepito, monitorato e realizzato dopo la sospensione delle attività didattiche in seguito alla pandemia di Covid-19. Si tratta, quindi, di un lavoro che può costituire un format, riutilizzabile e modificabile a seconda dei contesti e delle classi, per attività di didattica a distanza. Una didattica alternativa è possibile. Redazione



Cela, Lovecraft e Arminio sono gli ultimi tre autori cui è dedicato il Laboratorio di lettura di quest’anno. Interrotto, come ogni altra attività a causa delle disposizioni governative, prosegue in modalità digitale grazie alla volontà e all’impegno dell’organizzatrice, prof.ssa Silvia Pagni, e del dirigente scolastico, che hanno voluto confermare anche in quest’occasione la presenza della scuola. «La letteratura: via di fuga e di salvezza» è stato il tema declinato quest’anno, tanto più attuale in questi primi mesi del 2020. Redazione


Docenti e studenti della IV A Classico si sono cimentati in questi giorni di didattica a distanza in un’originale rivisitazione dei versi del primo stasimo dell'Edipo a Colono di Sofocle, mostrando come dall’emergenza possano nascere nuovi modi di fare e intendere la didattica. Lettura drammatica: prof.ssa Ilaria Mezzetti, Chiara Giulietti, Giovanni Parrillo, Cristiana Santori, Martina Scardigli (IV A Classico). Canto nell’originale greco: prof. Francesco Bargellini. Organo: prof. Gian Paolo Prina. Pianoforte: Annalisa Mincione (IV A Classico). Chitarre ed editing: prof. Ezio Dolfi. Redazione

Mercoledì 5 febbraio le classi del nostro istituto aderenti al progetto Incontro con l’autore, hanno avuto l'opportunità di incontrare il poeta e latinista Alessandro Fo. Classe 1955, uomo quieto eppure appassionato, il professor Fo ha fin da subito catturato la nostra attenzione col suo fare affabile, unendo la sua esperienza poetica a quella umana, in un dialogo che ci ha accompagnato per circa un’ora e mezzo e in cui il tempo ci è sembrato volare. Di Zoe Franchi e Benedetta Innocenti (con il contributo di Silvia Pagni)

A scuola di giornalismo con Maria Salerno

Mercoledì 12 febbraio e martedì 3 marzo, lezioni di giornalismo al Lorenzini con Maria Salerno, giornalista iscritta all’ordine e corrispondente de «Il Tirreno». Il primo incontro, dal titolo «Il giornalismo ai tempi dei social», ha affrontato la questione della bulimia di informazione dei nostri tempi e delle fake news. L’incontro di marzo si interrogherà sul futuro dell’informazione: in un’epoca di consumo di informazioni la carta stampata sembra destinata a sparire, a meno che non decida di reinventarsi. Redazione

L’articolo 34 della costituzione italiana stabilisce: «La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso». Cosa ne è stato di quest'articolo nella scuola italiana? Riccardo Gabbani

Sono pochi i film che riescono a raccontare la guerra senza imporre un indirizzo morale: 1917 di Sam Mendes è fra questi. La pellicola, realizzata con la tecnica del piano sequenza racconta di due giovani caporali inglesi, Blake e Schofield, incaricati di percorrere quindici chilometri tra trincee e città in rovina per salvare un battaglione dall'accerchiamento nemico. Federico Arena.

Siamo tutti indipendenti e capaci di scegliere da soli. Eppure se guardiamo meglio vediamo un esercito di soldatini tutti uguali, come quelli verdi di plastica con cui giocano i bambini. Ci troviamo nella condizione in cui ciascuno di noi non è più se stesso ma si fonde con gli altri in un unico io generico e asettico. Stessa musica, stesso linguaggio, stesso abbigliamento, stessi prodotti di tendenza. Il vecchio detto «l’abito non fa il monaco» non è mai stato tanto inattuale quanto adesso, ormai quel saio e quella chierica classificano in tutto e per tutto il frate, indipendentemente da ciò che si cela sotto le vesti. Diana Papi.

Nonostante il grado di sviluppo raggiunto a livello mondiale e la qualità delle nostre vite rispetto a nemmeno un secolo fa, ci troviamo in un Paese caratterizzato dal 46% della popolazione insoddisfatta della propria esistenza, quando, allo stesso tempo, in India, dove la povertà è dilagante e le condizioni di miseria tangibili, il medesimo indicatore riguarda solo il 18% degli individui. Robert Harris, scrittore e giornalista inglese, parla della nostra epoca come «età dell’ansia» e, a quanto pare, non a sproposito. IV A Scientifico (con il contributo di Silvia Pagni).


Grazie all’impegno del dirigente scolastico e della prof.ssa Beatrice Pellegrini, e al contributo di privati e istituti bancari, il laboratorio di chimica e fisica e il laboratorio di biologia tornano a nuova vita e si arricchiscono di strumentazione moderna e aggiornata (...). Di Redazione.

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Nella biblioteca del Lorenzini il 20 e 21 gennaio si è tenuto il secondo incontro del progetto Erasmus Plus «Memory Methods, Bright Horizon». A rappresentare l’istituto, le prof.sse Cristina Galli, Sandra Annibali, Cinzia Gonfiotti, Samanta Selvaggi e Serenza Anzilotti. I ragazzi del Lorenzini hanno ricevuto il plauso unanime per la qualità del lavoro e per la padronanza della lingua inglese (...). Di Redazione.

SPECIALE «GIORNO DELLA MEMORIA»

27 GENNAIO 2020

Celebrazioni per il giorno della memoria

Come ogni 27 gennaio, studenti e docenti del Lorenzini celebrano il giorno della memoria dedicando spazio a dibattiti, seminari, proiezioni di lungometraggi e documentari sul tema, che completano lo sforzo comune compiuto quotidianamente in tutto il corso dell’anno scolastico per promuovere in ognuno i valori che ci rendono umani. Lunedì 27 gennaio una delegazione di classi del Lorenzini parteciperà al meeting «Vite spezzate. Guerre, stermini, deportazioni» organizzato al Mandela Forum di Firenze dalla Regione Toscana. Giovedì 30 gennaio nell’ambito del progetto Scenari del XX secolo promosso dall’Anpi di Pistoia, avrà luogo nel teatro Pacini l’incontro con la dott.ssa Marta Baiardi, ricercatrice dell'Istituto storico della Resistenza in Toscana, dal titolo «Le famiglie ebree tra persecuzione e assistenza», a cui parteciperà in qualità di testimone Vera Vigevani Jarac. La Jarak, giornalista e attivista italiana residente in Argentina, è sopravvissuta alle leggi razziali ma, negli anni '70, ha vissuto in prima persona la tragedia della morte della figlia durante la dittatura di Videla, ed è quindi diventata una delle madri di Plaza de Mayo. Redazione

Il XX secolo ha fornito una definizione inedita della crudeltà individuale e di massa. Per il «crimine senza nome» perpetrato dalla Germania nazista, Churchill nel ‘44 non riusciva a trovare nella lingua inglese un appellativo appropriato. Un giurista ebraico di origini polacche, Raphael Lemkin, coniò il termine di genocidio, dal prefisso greco gen- («stirpe») e dal suffisso latino -cidium (da caedere, «uccidere»), per designare l’annientamento pianificato dell’identità nazionale, etnica e culturale di popoli come polacchi, ebrei ed armeni. Negli scorsi giorni, quarantasei leader mondiali si sono riuniti a Gerusalemme per commemorare i settantacinque anni dalla liberazione del campo di Auschwitz. Duole notare come le celebrazioni siano state macchiate da vistose assenze e polemiche sulle responsabilità nazionali dell’olocausto. In contemporanea a Mondovì, in provincia di Cuneo, è comparsa la scritta Juden hier («qui ci sono ebrei») sulla porta di casa del figlio della partigiana Lidia Rolfi, deportata a Ravensbruck nel 1944. Affermare che si tratta di un gesto isolato non è sufficiente (...). Il Direttore

L’ufficiale e la spia, che rappresenta fatti e persone reali, tratta il caso Dreyfus che divise l’opinione pubblica francese a partire dal 1894. Il 23 dicembre di quell’anno il capitano di origine ebraica Alfred Dreyfus venne pubblicamente accusato di alto tradimento nei confronti della sua Nazione. Il tema, declinato nella forma di un dramma in costume, è la triste e nota normalità dell’ingiustizia. Dreyfus subì infatti un processo militare a porte chiuse, gravato da pesanti vizi di forma, e una degradazione pubblica nel cortile della scuola militare – gli furono strappati i gradi e gli venne spezzata la spada (...). Linda Quiriconi

Citando liberamente e, in una certa misura, impropriamente, Fëdor Dostoevskij, si può dire che l'arte dell'ingegneria – e dico arte non per volontà di riportare rigorosamente le parole dell'autore o per estro poetico, che pur è certo presente in qualsiasi testo, persino scientifico a patto che non sia privo di una qualche velleità estetica, ma per ricordare la natura creativa e fantasiosa, spesso dimenticata, della tecnica – è l'abilità, l'impegno, il costante sforzo degli esseri umani per nobilitarsi e per sollevarsi dal fango in cui la natura in origine li pose (...). Giovanni Parrillo.

Chi dice che il gioco di carte debba essere assolutamente bandito dalle aule scolastiche!? Certo, c’è gioco e gioco. La classe 4BL ha dimostrato, proprio nella settimana della pausa didattica, che le carte giuste a scuola non sono solo consentite ma anche ben accette. Si tratta delle carte Cicero, concepite come ausilio per analizzare, strutturare e comporre un discorso (...). Di Chiara Giuntoli e Aurora Dami.

Il Progetto Spinoza è un’indagine statistica che si propone di rilevare il trend generale dell'orientamento politico della popolazione della Valdinievole, in un'ottica macro territoriale e nazionale. La nostra interpretazione dello spettro politico si basa sul Political compass, test nato nel 2001, che fornisce uno strumento interessante per la comprensione della temperatura politica attuale (...). Di Giovanni Parrillo e Maria Chiara Menicucci.