Alessandro

Via, via che Alessandro approfondiva il suo studio, si facevano e disfacevano gli andamenti dei mercati con veloci picchi positivi o negativi, come il suo modello prevedeva, insieme alle ricadute sugli stati economici dei Paesi.

Si ricordò, quando da bambino il nonno gli aveva regalato un caleidoscopio. Quanto tempo  aveva perso a ruotarlo per generare tutte quelle geometrie di luci! Solo che ora ogni minima azione non si limitava a creare bellezze di colori, ma creste e vuoti di ricchezza/povertà.

Certo - rifletteva – con questa velocità si accorciano le distanze, il passato e il futuro s'annodano in un unico tempo presente, in cui si decidono gli andamenti che costruiscono lo spazio economico.

L'accelerazione data agli scambi telematici dai sistemi automatizzati di compravendite che perpetuano semplici regole di profitto immediato, stavano visibilmente cambiando la morfologia dei tracciati dei mercati. Tale differenza era lampante ai suoi occhi dal confronto tra il “mese tipo” pre-crisi del 2007, in cui l'automatizzazione era agli albori, e uno dei mesi odierni.

Il concetto stesso di trend – si disse - si è frazionato in micro-trends dalla durata effimera rispetto ai grandi movimenti passati, ma che nella loro porosità, come un “tappeto di Sierpinski”, nascondono il cambio di concezione del guadagno. Siamo passati da un guadagno lento e costante, a una speculazione su “micro-bolle” d'equilibrio.

In questo ribollire di prezzi, Alessandro trovava sempre più conferme della non casualità della dinamica del mercato, non che non vi fosse una componente aleatoria, ma questa era fortemente sopravvalutata nei modelli classici in cui un prezzo è visto come una particella di gas che rimbalza casualmente, in una stanza.

L'aver spostato l'attenzione dal movimento dei prezzi alle semplici logiche che vincolano il moto di quei prezzi, la forma della stanza, lo aveva portato a ridurre fortemente la variabilità del mercato associata all'imprevisto, al caso.

Le particelle di Alessandro, al posto di muoversi qua e là senza criterio in un ambiente vuoto, creavano delle fluide coreografie, come i balletti dei colori di quel caleidoscopio che lo affascinarono tanto, finché non lo smontò per vedere com'era fatto, rompendone la magia.

Ecco, il fascino magico che si annidava dietro le variazioni degli equilibri mondiali improvvisamente divenne scontato e quel leviatano si mostrò in tutta la sua forma. Alessandro vide chi aveva di fronte negli occhi, era proprio lì quieto, dietro una finta parvenza di imprevedibilità che come un velo lo celava agli occhi di chi aveva accettato passivamente le regole del gioco.









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