Agnese e Giovanni

Da quando le aziende avevano smesso d'assumere ingegneri informatici, svalutandone la professione, Giovanni aveva deciso, di riciclarsi. Voleva fare un salto di qualità. Passare dello studio dei “mondi virtuali” a quello dei “mondi psichici”, da ingegnere delle informazioni a ingegnere delle trame dei pensieri.

Aveva spostato il campo delle sue ricerche dai bit, ai qualia. E si era. così, inoltrato nelle neuroscienze, nella fisica quantistica, nella semiotica con un po' di ontologia.

La quadratura delle dinamiche mentali era il sui obiettivo. In tutto quello sforzo di smontaggio e rimontaggio di informazioni, voleva fare la mappatura degli spostamenti dei pensieri come era stato fatto per il DNA. Era certo della presenza di flussi inconsci che valicando gli individui, generassero gli esodi  dei pensieri da soggetto a soggetto, con le invasione di campo come in uno stadio.

Abituato a creare reti e reti di informazioni si era impantanato in una molteplicità di punti di vista e fu in tale stato disordinato che incontrò Agnese nel convegno: Coerenza cognitiva e apertura logica.

La donna, ignara di quello che avrebbe scatenato di lì a poco, presentò la mappa del suo occhio-lente pluridirezionale e concluse l'esposizione, definendo gli aspetti autoreferenziali della conoscenza, vincolata alla mappa cognitiva del singolo occhio lettore-attore storico.

Questa formula ordinativa e privatissima del sapere si scontrò con tutte quelle correnti di pensiero del puzzle di  Giovanni che subito l'aggredì.

Agnese che non si lasciava scoraggiare da una voce grossa, accettò la sfida e calcò la dose nella replica, consapevole del significato, prima di tutto, storico del suo lavoro.

Sostenne con fermezza la sua tesi: - Credo fermamente che svincolare dai sensi collettivi che creano gli zombi storici, sia il vero scopo delle ricerche sulla mente e sulla costruzione dei pensieri!

Non ha senso costruire mappature su mappature di dinamiche mentali, se poi non si indaga sulle qualità dei pensieri, sulle organizzazioni dei piani delle scelte e sulle scale etiche individuali e sociali che generano tali scelte. È ora di finirla con la massificazione delle cose!

In natura ogni elemento è un individuo storico unico, improponibile al di fuori della sua nicchia di spazio-tempo. Il massificare è una “cecità di lettura” che porta a generalizzare, quello che in natura è solo singolarità. Ogni soggetto è unico e ogni lettura è unica, come ogni risposta è unica!

Compito della conoscenza è rendere consapevoli gli individui delle possibilità storiche, non manipolare le menti e i risultati in funzione di giochi economici o di manie di dominio che mirano a deresponsabilizzare e ingabbiare le coscienze.

Emersero così le due posizioni: quella di Agnese che voleva rafforzare l'individuo e quella di Giovanni, omologare in comportamenti collettivi per prestare il fianco alle manipolazioni dei mercati.

C'era un abisso tra di loro, tanto che l'uomo nella lettura di Agnese aveva colto un traccia pericolosa di futuro nel saper stoppare quel flusso automatico, ammettendone per davvero l'esistenza.

Quando tutto fu finito, Agnese ritrovandosi con il suo amico Mauro, commentò con una nota d'amarezza: - Caro Mauro, esisteranno sempre le due logiche, quella che vuole la libertà di ogni uomo credendo nel valore della vita e quella che si intriga a schiavizzare in nome di un tornaconto!

Mauro, sorrise e annuì.









Personaggi (Ordito): 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6  

Orditi: - - - - - - -   -




© 2011 - Antonia Colamonico - Vietata la riproduzione -
e-mail:

Comments