In classe
Materiale occorrente
Cornice in cartone
Tubo di cartone
Procedimento
Ritagliare una cornice in un cartoncino ed inquadrare l’ambiente intorno.
Ripetere la stessa esperienza utilizzando un tubo di cartone e descrivere un compagno in fondo al corridoio
Durante la discussione in classe è stato chiesto “Cosa vedi?" "Si vede tutto?” “Passa il tubo ad un tuo compagno. Cosa vede?" "Come mai non vede le stesse cose che hai visto tu?”
Osservazioni sul quaderno
Il compagno si avvicinava e gli allievi lo inquadravano sia con il tubo che con la cornicetta di cartone:
•J.:”Come si avvicinava lo vedevo più grande”
•F.:”…Più grande quasi come un orco, inoltre vedevo il muro”
•J.: “…Il compagno si avvicina e aumentano i particolari”
•A.: “Quando si avvicina bisogna stare attenti all’inquadratura”
Dopo aver passato il tubo di cartone ad un compagno ed aver verificato che non vede le nostre stesse cose:
•R.: “Era in diverso punto”
•E.: “Serve la stessa posizione”
•J.: “Avevamo una diversa angolazione”
• F.: “L’inquadratura era fatta in una diversa posizione”
• S.: “Perché a seconda di dove si inquadra l’ambiente è diverso”
Scopo delle osservazioni era quello di riflettere sui diversi punti di vista, introducendo il concetto di orizzonte locale e di sistema di riferimento.
Discussione in classe: secondo noi per vedere tutti le stesse cose bisogna:
• F.: “Tracciare delle linee per terra con la forma dei piedi”
• S.: “Tracciare la posizione della cornice in una finestra”
• J.: “Per chi non avesse cornicette bisogna creare un sistema di riferimento che sia lo stesso per tutti (le cordinate).
• E.: “Gli oggetti vengono visti in modo diverso a seconda della posizione da cui si osserva”
• R.: “Per vedere le stesse cose bisogna dare coordinate precise”
• N.: “Con la professoressa abbiamo deciso di dare un nome preciso al limite di vista: ORIZZONTE LOCALE”
• A.: “L'orizzonte è quella linea al di sotto della quale gli oggetti non sono visibili; chiaramente dipende dal punto di osservazione”.
In generale
Ogni osservatore poggia i suoi piedi sul piano orizzontale delimitato per lui dall'orizzonte e sta in posizione eretta, verticale (perpendicolare al piano orizzontale). Sopra di sé ha il cielo, quella che viene chiamata la sfera celeste e che spesso si rappresenta con una "cupola".
Nota: La sfera celeste è una superficie sferica immaginaria, a grande distanza dalla Terra, con la Terra al suo centro. Si parla di equatore celeste (dove il piano che passa per l'equatore della Terra incontra la sfera celeste); di Polo Nord e di Polo Sud celeste (punti di intersezione dell'asse terrestre con la sfera celeste); di cerchio massimo (ad esempio per i due poli); di Zenit (dove la verticale per l'osservatore incontra la sfera celeste); di meridiano celeste (cerchio per il poli e lo Zenit). Queste definizioni possono essere meglio comprese se visualizzate su una "sfera armillare" costruita in classe dai ragazzi stessi (v. costruire strumenti)