Come si possono effettivamente vedere gli organismi presenti nel suolo?
Possiamo vederli tutti ad occhio nudo?
Come possiamo separarli dal suolo?
La loro presenza è un indice di salute del suolo o vuol dire che qualcosa non va?
La figura seguente ci mostra una suddivisione degli abitanti del suolo basata sulle loro dimensioni. Per il lavoro in classe, trascuriamo la microfauna (batteri, funghi, protozoi, ...) e puntiamo decisamente sugli artropodi(*).
Si tratta di un metodo di estrazione dinamica, che sfrutta la reazione di fuga della fauna del suolo dall'essiccamento provocato da una modesta sorgente di calore.
Occorrente: setaccio in acciaio di maglia 2 mm, imbuto con diametro 25-30 cm, lampadina da 40 W con porta lampada e filo elettrico, barattoli di raccolta dell'estratto contenenti un liquido fissatore (2 parti di alcool etilico denaturato e decolorato e 1 parte di glicerina).
Allestimento (vedi foto)
Procedimento: Prelevare con una pala metallica ad una profondità di 5-10 cm una porzione di suolo della dimensione di 250-300 ml e porlo in un sacchetto di plastica opportunamente etichettato. In laboratorio dopo aver pesato il campione di suolo disporlo sul setaccio per uno spessore di 3-5 cm senza lasciare aree scoperte; riversare sul setaccio quanto è caduto durante lo svolgersi dell'operazione, ponendo quindi sotto l'imbuto un bicchiere o una beuta contenente il liquido di raccolta.
Accendere la lampada posta a 25-30 cm dall'imbuto e lasciarla accesa da 5 a 7 giorni a seconda dell'umidità e delle dimensioni del campione. E' possibile sostituire periodicamente il contenitore qualora si voglia ricostruire la curva di caduta e la sensibilità all'essiccamento delle diverse specie.
Dopo aver spento la lampada, ripesare il campione di suolo per valutare il grado di umidità ed esaminare il liquido di raccolta alla ricerca degli animali presenti.
Per lo studio successivo è necessario uno stereomicroscopio.
Per accelerare i tempi si possono usare capsule di Petri con quadrettature in modo da individuare con maggiore rapidità il numero di individui e la loro classificazione. Per il riconoscimento degli artropodi estratti, si veda il file allegato e la presentazione sull'indice di qualità biologica del suolo. E' possibile anche consultare online l'Atlante di Ecologia, nelle pagine dedicate ai microartropodi del suolo.
(*) Gli Artropodi sono un phylum di animali invertebrati protostomi celomati, dotati di un esoscheletro formato da una cuticola sufficientemente rigida da proteggere e sorreggere il corpo. Hanno zampe articolate (da cui deriva il nome del gruppo: arthron = articolazione e pòdos = piede) e il corpo diviso in segmenti (metameria). Sono conosciute 2 milioni di specie, circa i 5/6 delle specie finora classificate. Sono artropodi i seguenti gruppi (distinti soprattutto in base al numero e alla disposizione dei segmenti e al numero e tipo di appendici):
Aracnidi: vivono solo sulla terra e comprendono scorpioni, ragni, zecche ecc.
Crostacei: vivono in acqua ma anche sulla terra e comprendono gamberi, aragoste, granchi, astici ecc.
Miriapodi: vivono sulla terra e comprendono millepiedi e centopiedi.
Insetti: vivono ovunque e sono il gruppo maggiore dei quattro.
Ruoli dei microartropodi nel “funzionamento” del suolo:
Triturazione e sminuzzamento dei residui vegetali;
Demolizione della sostanza organica;
Traslocazione della sostanza organica;
Controllo e dispersione della microflora e microfauna;
Predazione di micro e mesofauna