Wegener, osservando le linee della costa occidentale africana e di quella orientale sudamericana, notò una corrispondenza quasi perfetta. In realtà, prima di Wegener, altri studiosi osservarono questo 'incastro' e proposero teorie diverse per spiegarlo. Per esempio, già alla fine del ‘500, un cartografo olandese di nome Abraham Ortelius, suggerì che le Americhe erano state allontanate dall’Europa e dall’Africa a causa di ‘terremoti e di alluvioni’. All’inizio dell’Ottocento Alexander von Humboldt affermava che la corrispondenza tra le coste americane e africane riguarda anche strati geologici e che l’oceano Atlantico è una sorta di “valle” scavata dal mare. Nel 1858 Snider Pellegrini (geografo italo-americano) pubblicava “La creation et ses mystéres dévoilés” (“La Creazione con i suoi Misteri Svelati”) dove spiegava come il continente americano e quello africano, prima uniti, fossero stati separati dal Diluvio Universale; nel 1861 Eduard Suess spiegò i fossili simili in Sud America, Africa e India ipotizzando che le terre fossero un tempo unite in un unico super-continente (Gondwana). Bisogna tuttavia riconoscere che Wegener fu il primo studioso a sostenere con osservazioni e argomentazioni scientifiche valide la teoria della deriva dei continenti e a introdurre in chiave moderna questa teoria, presentando una serie di spiegazioni coerenti con le cause di questa deriva.