«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro »
Titolo: La mia famiglia e altri animali. Autore: Gerald Durrell. Editore: Adelphi. Pagine: 352. Costo: 10 euro.
"Mentre ero in volo sul Pacifico e guardavo pigramente dal finestrino l'oceano illuminato dalla luna, mi si presentò alla mente, con una forza piuttosto inquietante, la consapevolezza di non sapere nulla dell'unico pianeta sul quale mi sarebbe mai capitato di vivere".
Titolo: Breve storia di (quasi) tutto. Autore: Bill Bryson. Editore: Superpocket.
Pagine: 521. Costo; 6,90 euro.
«C'è da masticare un sacco di roba» disse la mamma. «Se non lo finiamo subito, questo elefante diventerà assolutamente immangiabile». «Non hai torto, cara» ammise papà, prendendo un costolone. «Anzi, forse hai centrato il cuore del problema. Ci sto pensando da un po'. Grosso modo, ho calcolato che noi passiamo un terzo del nostro tempo a dormire, un terzo a procurarci la carne e tutto il terzo rimanente a masticarla. Eppure il tempo che dedichiamo ai pasti sembra non bastare mai. Ultimamente, i miei bruciori di stomaco si sono aggravati. Ciò non fa che confermare il mio ragionamento. Se la routine quotidiana ci impegna tanto, come facciamo a pensare? Anche per quello ci vuole tempo, e non serve obiettare che masticando si rimugina; non è affatto vero, o comunque non è vero quando si deve masticare come facciamo noi. Per allargare la mente e contemplare con più calma e distacco i nostri obiettivi, abbiamo bisogno di dare requie al lavorìo delle mandibole. Senza un certo agio e una certa tranquillità non può esserci lavolo creativo, né cultura, né civiltà». «Che cos'è la cultura, papà?» chiese Oswald, con la bocca piena di carne di elefante.
Titolo: Il più grande uomo scimmia del Pleistocene Autore: Roy Lewis. Editore: Adelphi.
Pagine: 178. Costo: € 8,00.
"Il rasoio di Occam, disse Gauss. Bisogna ridurre al minimo il numero delle ipotesi necessarie per una spiegazione. E, inoltre, lo spazio è vuoto, ma curvo. Le stelle si muovono attraversando una volta molto inquietante. Di nuovo, disse Humboltd. Geometria astrale. Lo meravigliava che un uomo come Gauss potesse sostenere una tale bizzarra teoria. Gauss disse che non sosteneva quella teoria. Aveva deciso da giovane di non pubblicare mai nulla in merito. Non aveva voglia di esporsi al ludibrio. Troppe persone consideravano le loro abitudini leggi universali. Fece salire due nuvolette di fumo sul soffitto. Che serata! Aveva faticato non poco a ritrovare la via di casa e, per farsi aprire dal personale pigro, aveva dovuto svegliare tutto il palazzo con le sue grida. Da nessun'altra parte le strade erano tanto sporche. Te ne sarai andato un po' in giro, disse Humboldt sarcastico. E gli poteva assicurare che esistevano strade ben più sporche. Inoltre, era stato un grave errore andarsene quando erano riunite tutte quelle persone, con cui si potevano elaborare dei bei progetti.
Progetti, sbuffò Gauss. Chiacchiere, piani, intrighi. Tiritere con dieci prìncipi e cento accademie prima di poter appoggiare un barometro da qualche parte. Quella non era scienza.
Ah, esclamò Humboltd, e cos'era allora la scienza?
Gauss tirò dalla pipa. Un uomo da solo seduto alla sua scrivania. Un foglio di carta, tutt'al più un cannocchiale davanti alla finestra con un cielo terso. E quest'uomo che non si arrende fino a quando non capisce. Forse quella era la scienza.
E se quell'uomo si metteva in viaggio?
Gauss fece spallucce. Quello che si nasconde lontano, nei buchi, nei vulcani o nelle miniere è puro caso, non conta. Non avrebbe contribuito a rendere più chiaro il mondo.
Quest'uomo alla scrivania, disse Humboldt, ovviamente ha bisogno di una moglie premurosa, che gli riscalda i piedi e gli prepara da mangiare, così come di figli ubbidienti che gli puliscono gli strumenti, e di genitori che si occupano di lui come se fosse un bambino. E di una casa sicura con un tetto che lo ripara dalla pioggia. E di un berretto perché non gli venga il mal d'orecchi.
Gauss gli chiese a chi stesse pensando.
Parlava in generale."
(p. 208 "La misura del mondo" di Daniel Kehlmann, Feltrinelli, 2006. € 15,00)
Titolo: La misura del mondo. Autore: Daniel Kehlmann. Editore: Feltrinelli.
Pagine: 254. Costo: 15 euro.
"Era scoccata l'ora dell'appuntamento con la Materia, la grande antagonista dello Spirito: la Hyle, che curiosamente si ritrova imbalsamata nelle desinenze dei radicali alchilici: metile, butile eccetera. L'altra materia prima, il partner dello zinco, e cioè l'acido solforico, non occorreva farselo dare da Caselli: ce n'era in abbondanza in tutti gli angoli. Concentrato, naturalmente: e devi diluirlo con acqua; ma attenzione, c'è scritto in tutti i trattati, bisogna operare alla rovescia, e cioè versare l'acido nell'acqua e non viceversa, altrimenti quell'olio dall'aspetto così innocuo va soggetto a collere furibonde: questo lo sanno perfino i ragazzi del liceo. Poi si mette lo zinco nell'acido diluito. Sulle dispense stava scritto un dettaglio che alla prima lettura mi era sfuggito, e cioè che il così tenero e delicato zinco, così arrendevole davanti agli acidi, che se ne fanno un solo boccone, si comporta invece in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente all'attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l'elogio della purezza, che protegge dal male come un usbergo; l'elogio dell'impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita. Scartai la prima, disgustosamente moralistica, e mi attardai a considerare la seconda, che mi era più congeniale. Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale. Ma neppure la virtù immacolata esiste, o se esiste è detestabile. Prendi dunque la soluzione di solfato di rame che è nel reagentario, aggiungine una goccia al tuo acido solforico, e vedi che la reazione si avvia: lo zinco si risveglia, si ricopre di una bianca pelliccia di bollicine d'idrogeno, ci siamo, l'incantesimo è avvenuto, lo puoi abbandonare al suo destino e fare quattro passi per il laboratorio a vedere che c'è di nuovo e cosa fanno gli altri."
Titolo: Il sistema periodico Autore: Primo Levi. Editore: Einaudi
Pagine: 266 Costo: € 11,00
"Siccome i pensieri tornavano sulla questione del matrimonio sempre più spesso, (Darwin) aveva deciso di metterli alla prova secondo un approccio scientifico. Per meglio riflettere sul da farsi aveva infatti provato a stilare una lista di pro e contro il matrimonio. Il problema era più complicato del previsto, e di liste ne mise insieme ben due. Un primo elenco di vantaggi e svantaggi lo aveva steso di fretta, e solo per abbozzi sul retro delle pagine di una lettera ricevuta, mentre la seconda volta era stato più serio e sistematico, Aveva piegato un foglio per il lungo, dividendolo in due metà. Le due colonne erano intestate rispettivamente Marry e Not marry (sposarsi/non sposarsi) e nel mezzo l'amletica domanda This is the question: questo è il problema. Rimanere scapolo gli avrebbe permesso di viaggiare, di avere tempo e risorse per sé e i propri studi, di condurre una vita senza obblighi, e di essere libero da troppi impegni familiari, un po' come faceva suo fratello Erasmus. Nella seconda opzione, però, vedeva molti altri vantaggi. Una moglie sarebbe stata soprattutto una compagnia costante e un'amica con cui invecchiare, qualcuno "da amare e con cui divertirsi; comunque sia, meglio di un cane": Alla fine della riflessione i vantaggi gli erano sembrati molto superiori e aveva concluso che era "intollerabile pensare di passare tutta la vita lavorando, lavorando e nient'altro come un'ape operaia". Aveva individuato un lungo elenco di ragioni su cui basare la sua scelta, e senza troppa esitazione aveva concluso il suo ragionamento come se si trattasse di una dimostrazione matematica: "sposarsi - sposarsi - sposarsi Q.E.D."
Titolo: Emma Wedgwood Darwin. Autrice: Chiara Ceci. Editore: Sironi Editore
Costo: 18 euro.
Sono passati pochi giorni e ho chiamato alla cattedra Conocchia.
«Parlami di Galilei, Barbara».
«Galileo Galilei?»
«Proprio lui».
Dopo aver premesso che aveva studiato tutta la notte e dopo che i suoi compagni hanno testimoniato che era vero come se fossero rimasti svegli apposta, ha cominciato. Sono stato a sentire compostamente la sua voce cantilenante che mi informava sulle tappe fondamentali della vita di Galileo Galilei e l’ho interrotta solo una volta, quando ha detto:
«Galileo Galilei faceva esperimenti buttando i gravi giù dalla torre di Pisa».
Con pacatezza le ho consigliato innanzitutto di chiamarlo solo Galilei per non affaticarsi e poi le ho domandato: «Cosa sono questi gravi che Galilei buttava giù dalla torre di Pisa, Conocchia?»
Gelo.
La mia alunna ha dato uno sguardo allarmato al libro che si era portata per conforto e che teneva aperto sulla cattedra, ma senza risultato. Allora si è rivolta supplichevole ai compagni più fidati che già consultavano freneticamente manuali per scoprire cosa fossero i gravi. Quindi, messa alle strette, ha mormorato incerta: «Forse sono dei malati».
Risatina dei più colti, smorfia sofferta di Conocchia, io freddo: «E Galilei li buttava giù…».
«Dalla rupe Tarpea lo facevano».
«Brava, dalla rupe Tarpea forse sì, ma non dalla torre di Pisa».
Conocchia si è avvilita: «E allora Galileo Galilei che buttava?»
Mi sono strofinato gli occhi con pollice e indice, ho detto: «Barbara, niente panico: tu stai sulla torre di Pisa…»
«Con Galileo Galilei» ha mormorato lei per chiarirsi bene la situazione.
«Sì, e vuoi sperimentare il moto dei gravi. Che fai?»
La ragazza ha guardato di nuovo la classe, ma questa volta con rabbia, come per dire: state sentendo le domande assurde che mi fa questo?
Allora sono diventato più duro: «Non ti perdere in un bicchier d’acqua, Conocchia! State lì tu e Galilei, soli, in cima alla torre. Vi siete portati alcuni gravi. Cosa sono, che ve ne fate?»
Silenzio, occhi lucidi di Conocchia. Mi sono intenerito e ho deciso di aiutarla: «Su, è facile: ve ne servite evidentemente per sperimentare la forza… la forza di gra… la forza di gra-vi…»
«…danza!» ha urlato sghignazzando Soratte.
Mentre la classe se la godeva, Conocchia ha cominciato a piangere.
[ pp. 148-149]
Titolo: Ex cattedra e altre storie di scuola Autore: Domenico Starnone
Editore: Feltrinelli Costo: 8,50 euro.
Ogni marinaio un po' avveduto può misurare la latitudine dalla lunghezza del giorno, dall'altezza del Sole, dalle note stelle di riferimento sopra l'orizzonte. Cristoforo Colombo seguì una rotta quasi rettilinea attraverso l'Atlantico quando "salpò il parallelo" nel suo viaggio del 1492; e la tecnica l'avrebbe senza dubbio portato alle Indie se non si fossero messi di mezzo gli americani.
La misura dei meridiani di longitudine, invece, è influenzata dall'ora. Per calcolare la longitudine in alto mare bisogna sapere non soltanto che ora è a bordo della nave in un dato momento ma anche che ora è, in quello stesso istante, nel porto di partenza o in un altro luogo di cui si conosca la longitudine. Le ore segnate dai due orologi rendono possibile al navigante la trasformazione della differenza oraria in distanza geografica. Poiché la Terra impiega ventiquattro ore per completare un'intera rotazione di trecentosessanta gradi, un'ora equivale ad un ventiquattresimo di giro, ovvero a quindici gradi. Quindi la differenza di un'ora tra la posizione della nave ed il punto di partenza indica un avanzamento di quindici gradi di longitudine verso oriente o occidente. Quando, in mare, il navigante regola l'orologio della sua nave sul mezzogiorno - il momento in cui il sole raggiunge il punto più alto nel cielo - e quindi consulta l'orologio del porto di partenza, sa che la discrepanza di un'ora si traduce in quindici gradi di longitudine. Quegli stessi quindici gradi corrispondono anche ad una certa distanza percorsa. All'equatore, dove la circonferenza della Terra è massima, quindici gradi vogliono dire mille miglia. A nord e a sud di tale linea, il valore di ciascun grado, misurato in miglia, diminuisce. Un grado di longitudine equivale a quattro minuti in tutto il mondo, ma in termini di distanza un grado si contrae dalle sessantotto miglia all'Equatore allo zero virtuale dei poli.
(...)
In assenza di un metodo pratico per determinare la longitudine, tutti i capitani dell'era delle grandi esplorazioni, che pure potevano disporre di carte nautiche e di bussole attendibili, si persero in mare. Da Vasco de Gama a Vasco Nuñez de Balboa, da Ferdinando Magellano a Sir Francis Drake - tutti, volenti o nolenti, arrivarono dove arrivarono per grazia di Dio o benevolenza della fortuna.
Titolo: Longitudine. Autore: Dava Sobel.
Casa editrice: BUR. Costo: € 7,20.
Quando il reverendo Jones ebbe finito la sua aspra declamazione, rimanemmo in silenzio.
«Vedete, signorina Philpot, è molto semplice» disse poi il parroco, con la sicurezza che gli derivava dal sostegno della Bibbia. «Tutto ciò che vedete è così come Dio lo creò agli inizi. Dio non ha creato nessun animale per poi disfarsene. Equivarrebbe a dire che Egli abbia commesso un errore e ovviamente Dio, in quanto essere onnisciente, non può commetterne, non vi pare?»
«Immagino di no» dissi senza troppa convinzione.
Il reverendo Jones storse la bocca. «Immaginate di no?»
«Intendevo dire che ne sono certa, ovviamente» mi affrettai a rispondere. «Dovete scusarmi, reverendo. Il fatto è che sono un po' confusa. Avete detto che ogni cosa che vediamo intorno a noi è esattamente come Dio la creò, giusto? Le montagne, i mari, le colline, insomma il paesaggio è rimasto immutato».
«Ovviamente». Il reverendo Jones si guardò intorno e, vedendo che la chiesa era pulita e in ordine, si rivolse a Fanny. «Mi pare che abbiamo finito qui, vero, Fanny?»
«Sì, reverendo Jones».
Ma non aveva ancora finito con me. «Dunque ogni roccia che vediamo è come Dio la creò» insistei. «E il libro della Genesi dice che le rocce vennero prima degli animali. Giusto?»
«Sì, sì» fece il reverendo Jones con crescente impazienza, masticando un immaginario filo di paglia.
«Ma allora come hanno fatto gli scheletri degli animali a infilarsi dentro le rocce? Com'è possibile che ci siano dei corpi dentro la scogliera, se le rocce furono create da Dio prima degli animali?»
Il reverendo Jones mi fissava sgomento: per una volta le sue labbra si erano irrigidite. La fronte di Fanny Miller pareva un campo appena arato. Il gemito di una panca irruppe nel silenzio di tomba.
«Quando Dio creò le rocce ci infilò dentro i fossili per mettere alla prova la nostra fede» sibilò alla fine il parroco. «Così come oggi sta mettendo alla prova la vostra, signorina Philpot. Dubitate forse dell'intelligenza perfettissima del Signore?»
Non è dell'intelligenza di Dio che dubito, pensai, ma della tua.
Titolo: Strane creature Autore: Tracy Chevalier
Editore Neri Pozza. Costo 16,50 euro.
"A volte chiedevo a mia madre di tirar fuori l'anello di fidanzamento e di mostrarmi il diamante che vi era incastonato. Brillava come nessun'altra cosa avessi mai visto, quasi come se emettesse più luce di quanta ne assorbiva. Mia madre mi mostrava con che facilità graffiasse il vetro, e poi mi diceva di posarmelo sulle labbra. Era freddo: stranamente e sorprendentemente freddo; anche i metalli erano freddi al tatto, ma il diamante era proprio gelato. Era così, mi spiegò lei, perché conduceva splendidamente il calore, meglio di qualsiasi metallo, e quindi lo sottraeva alle labbra non appena esse lo sfioravano. Questa fu una sensazione che non dimenticai più. Un'altra volta, mia madre mi mostrò che se si toccava un cubetto di ghiaccio con un diamante, quest'ultimo avrebbe sottratto calore alla mano trasferendolo al ghiaccio, che si sarebbe lasciato tagliare come burro. Aggiunse che il diamante era una forma speciale di carbonio, proprio come il carbone che usavamo per riscaldare le stanze in inverno. Questa rivelazione mi sconcertò: com'era possibile che il carbone - nero, friabile e opaco - e la pietra preziosa dura e trasparente incastonata nel suo anello fossero la stessa sostanza?". (pag. 11)
Titolo: Zio Tungsteno. Autore: Oliver Sacks.
Editore: Adelphi. Costo: € 19,00.
La spinta idrostatica
Un corpo in un fluido, di prammatica
è mosso in alto dalla spinta idrostatica,
ma il mare fa tremare
chi non sa nuotare:
la spinta idrostatica gli sta antipatica?
Gas serra
Una molecola di CO2 di Canberra
s'alterava se citavi l'effetto serra:
"Ero metano in un emirato,
m'hai estratto, poi bruciato,
e dici a me che riscaldo la Terra?"
Evangelista Torricelli
Evangelista Torricelli
nella sua fabbrica d'ombrelli
considerava di buon augurio
la discesa del mercurio.
Solitudine
Un numero 1 non faceva mai niente
appeso da solo a far l'esponente.
Si lamentava con rancore:
"Almeno fossi denominatore:
là in basso si incontra un mucchio di gente."
Il pignolo
Grande fu l'importanza degli eventi
al reparto maternità dei segmenti.
Ebbero infatti i natali
tre gemelli, tutti uguali.
Corresse il pediatra: "congruenti".
Il riscatto
La retta disse al segmento: "Sei finito!"
e lui si ritirò in un piano, molto avvilito:
Un compasso disse "Coraggio,
ti assumerò per fare il raggio!"
Ora lavora in un cerchio, tutto impettito.
Titolo: Giovanni Keplero aveva un gatto nero. Autore: Marco Fulvio Barozzi (Popinga).
Editore: Scienza Express. Costo: € 9,00.
"Non costa quasi nulla, eppure è una cosa magnifica: coprite il fondo di un recipiente di vetro con un pugno di sabbia pulita e piantatevi alcune comuni pianticelle acquatiche, versateci sopra delicatamente alcuni litri di acqua di rubinetto e ponete il tutto su di un davanzale soleggiato, Quando l'acqua si è purificata e le pianticelle hanno cominciato a crescere, mettetevi dentro alcuni pesciolini; o, ancor meglio, recatevi con un vasetto e con un acchiappafarfalle allo stagno più vicino, immergetevi alcune volte la rete, e raccoglietene una miriade di organismi viventi.
In quella reticella per me è ancora oggi racchiuso l'incanto della fanciullezza. Meglio se non si tratta di uno strumento impeccabile, con un manico di ottone e borsa di garza; anzi, la tradizione vuole che ce lo si prepari da soli, a casa in dieci minuti: il manico con un filo metallico incurvato alla bell'e meglio, la borsa con una calza o un pezzo di tenda. Con un simile aggeggio, a nove anni ho catturato le prime dafnie per i miei pesciolini, scoprendo così le piccole meraviglie dello stagno di acqua dolce che immediatamente mi sedusse con il suo fascino. Dopo la reticella venne la lente di ingrandimento, dopo di questa un modesto microscopio, e con ciò il mio destino fu irrimediabilmente segnato. Chi infatti ha contemplato la bellezza della natura non è destinato alla morte come pensa Platen, bensì alla natura stessa, di cui ha intravisto le meraviglie. E se ha davvero gli occhi per vedere, costui diverrà inevitabilmente un naturalista."
Titolo: L'anello di Re Salomone. Autore: Konrad Lorentz.
Editore: Adelphi. Costo: 16,00 euro.
Ecco dunque la storia di un errore e del suo significato: di come le persone lottano per la perfezione - nelle loro opere e nella loro vita - e di come vengono a patti con le inevitabili imperfezioni. Come ci si sente a commettere un errore, in una questione della massima importanza? Eppure, persino nel fallimento, Delambre e Méchain ebbero successo, poiché attraverso il loro lavoro, non soltanto rielaborarono la nostra conoscenza della forma della Terra, ma anche la nostra conoscenza dell'errore. L’errore scientifico si trasformò da colpa morale a problema sociale, modificando per sempre il ruolo dello scienziato nella società.
PS: Grazie a Fabio Pieraccioni per la segnalazione e per avermi prestato il libro, che è fuori catalogo.
Titolo: La misura di tutte le cose. L'avventurosa storia dell'invenzione del sistema metrico decimale. Autore: Ken Alder.
Editore: Rizzoli.
Costo: 20,00 euro.
A questo punto i rischi a cui siamo esposti dalla presenza delle nostre Donne saranno evidenti anche all'intelletto meno pronto di tutta la Spacelandia. Infatti, se persino l'angolo di un rispettabile Triangolo borghese non è privo di pericoli, se l'urto con un Operaio comporta un taglio, se la collisione con un Ufficiale della Classe Militare è seguita di regola da una ferita seria, se l'essere semplicemente toccati dal vertice di un Soldato Semplice comporta un rischio mortale, che altro ci si potrà aspettare dall'urto con una Donna, se non la distruzione totale e immediata? E quando una Donna è invisibile, o visibile soltanto come un punto semiopaco, non sarà difficile anche per i più prudenti riuscir sempre a evitare una collisione?
Per ridurre il più possibile questo pericolo molti sono stati i provvedimenti presi in ogni epoca nei vari Stati della Flatlandia; e nei climi meridionali e meno temperati, dove la forza gravitazionale è maggiore e gli esseri umani più facilmente compiono movimenti casuali e involontari, le Leggi riguardanti le Donne sono, com'è naturale, assai più severe. Ma dal seguente sommario ci si potrà fare un'idea generale del Codice:
1. Ogni casa deve avere un ingresso dal lato Orientale, riservato esclusivamente alle Femmine; dal quale ogni Femmina entrerà «in modo conveniente e rispettoso», senza mai usare la porta degli Uomini, o ingresso Occidentale.
2. Ad ogni Femmina è proibito sotto pena di morte camminare in qualsivoglia luogo pubblico senza emettere ininterrottamente il suo Grido di Pace.
3. Ogni Femmina che risulti, in seguito a debito accertamento, affetta dal Ballo di San Vito, da attacchi isterici, da un raffreddore cronico accompagnato da sternuti violenti, o da qualsivoglia altro male comportante movimenti involontari, deve essere eliminata all'istante.
In alcuni Stati c'è una quarta Legge aggiuntiva che proibisce alle Femmine, sotto pena di morte, di camminare o anche di star ferme in qualsiasi luogo pubblico senza muovere continuamente il posteriore da sinistra a destra, in modo da segnalare la propria presenza a chi sta dietro; altri costringono una Donna in viaggio a farsi seguire da un figlio, da un servo o dal marito; altri confinano senz'altro le Donne a casa loro, tranne nelle festività religiose.
Un giorno Alice arrivò a un bivio sulla strada e vide il Gatto dello Cheshire sull’albero. “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
“Dove vuoi andare?”.
Titolo: Alice nel Paese delle Meraviglie Autore: Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson)
Editore: Mondadori. Costo: 10,00 euro.
"Ma, come osservò Freud, il nostro rapporto con la scienza deve essere paradossale perché, per ogni guadagno importante nella conoscenza e nel potere, siamo costretti a pagare un prezzo quasi intollerabile: il costo psicologico della nostra progressiva rimozione dal centro delle cose e della nostra crescente emarginazione in un universo che non si cura di noi. Così, fisica ed astronomia hanno relegato il nostro mondo in un cantuccio dell'universo, e la biologia ha ridimensionato il nostro rango da immagine di Dio a scimmia nuda.
La mia professione ha contribuito a questa ridefinizione apportandovi il suo proprio choc: il fatto più spaventoso della geologia, potremmo dire. Alla fine del diciannovesimo secolo, era ormai acquisita la nozione che la Terra esisteva da milioni di anni, e che l'esistenza dell'uomo occupava solo l'ultimo millimicrosecondo di questa storia; l'ultimo centimetro del chilometro cosmico, o l'ultimo secondo dell'anno geologico, nelle nostre metafore pedagogiche standard.
Noi non possiamo sopportare l'implicazione centrale di questo brave new world. Se l'umanità è sorta solo ieri su un ramoscello secondario di un albero rigoglioso, la vita non può, in alcun senso genuino, esistere per noi o a causa nostra. Forse noi siamo solo un ripensamento, una sorta di accidente cosmico, una decorazione appesa all'albero di Natale dell'evoluzione."
Titolo: La vita meravigliosa - I fossili di Burgess e la natura della storia. Autore: Stephen Jay Gould.
Editore: Feltrinelli. Costo: 12,00 euro.
(Nella scienza) il principio che l'osservazione è l'unico giudice impone vincoli ben precisi al tipo di domande a cui si può cercare una risposta. Bisogna limitarsi a questioni del tipo "Se faccio questo, cosa succede?", dove c'è modo di provare, e verificare. Domande come "Dovrei fare questa cosa?" oppure "Qual è il valore di ...?" sono di altra natura.
Ma se una cosa non è scientifica, se non può essere verificata tramite l'osservazione, non significa che sia inutile, o stupida, o sbagliata. Non stiamo cercando di dimostrare che la scienza è buona e le altre cose no. Gli scienziati si occupano di tutto ciò che si può esaminare con l'osservazione, e quindi scoprono quella cosa che si chiama "scienza". Ma molto rimane escluso, fenomeni per i quali il metodo non funziona, e non significa che non siano importanti. In un certo senso sono i più importanti. In ogni decisione che riguarda l'azione, quando bisogna decidere il da farsi, c'è sempre di mezzo un "dovrei?" che non si può risolvere solo rispondendo a "Se faccio questo cosa succede?". Mi direte: "Be', puoi cercare di capire che cosa succederà, e poi decidere se vuoi che succeda", ma questo è un passo che lo scienziato non può fare. La scienza può aiutarmi a fare previsioni, ma non a prendere decisioni.
Titolo: Il senso delle cose. Autore: Richard P. Feynman.
Editore: Adelphi. Costo: € 9,00.
"A scuola si viene costretti a leggere la bella letteratura e, come è noto, la coercizione esclude il piacere. E' vero che capita d'incontrare insegnanti di lettere che fanno miracoli (io stessa ho l'onore di conoscerne alcuni), grazie ai quali le letture fatte a scuola non smettono di essere belle. Ma quante scuole abbiamo, quanti alunni e quanti taumaturghi in totale? Del resto, questi ultimi hanno problemi a portare a termine il programma; non ce la fanno, perché le loro lezioni sono libere conversazioni sulle impressioni ricevute dal libro appena letto, e ci vuole tempo. Per questo la maggior parte degli insegnanti preferisce limitarsi all'immortale questione di "cosa voleva dire l'autore con questo". "Con questo", e cioè con tutti quei dialoghi, descrizioni, intrichi affabulatori, digressioni varie e, Dio scampi, espedienti stilistici. Ed ecco, immediatamente, ne risulta che ciò che voleva dire l'autore può essere riassunto in alcune frasi, o in poco più di una decina. E dato che è così, agli occhi degli studenti sembra uno svitato affetto da logorrea patologica, contrariamente alle persone normali che riescono a dire la stessa cosa in modo molto più stringato (...)"
Titolo: OK? Nuove letture facoltative. Autore: Wisława Szymborska.
Editore: Libri Scheiwiller. Costo: € 12,00.
"Questa volta perciò dovevo trovarmi un sistema affidabile per stabilire la mia posizione su Marte.
Latitudine e longitudine. La chiave sta qui. La prima è facile. Gi antichi marinai terrestri ci erano arrivati subito. L'asse della Terra, inclinato di 23,5 gradi, punta su Polaris. Marte ha un'inclinazione di poco più di 25 gradi, di conseguenza punta su Deneb.
Fabbricare un sestante non è difficile. Servono un tubo attraverso cui guardare, un pezzo di spago, un peso e qualcosa su cui tracciare i gradi. Io ho confezionato il mio in meno di un'ora.
Tutte le notti esco con il mio sestante e traguardo Deneb. A pensarci è un po' stupido. Sono nella mia tuta spaziale su Marte e navigo con strumenti del XVI secolo. Eppure funzionano.
Per la longitudine il problema è diverso. Agli inizi, sulla Terra, per stabilire la longitudine era necessario conoscere con precisione l'ora, per confrontarla poi con la posizione del Sole nel cielo. La parte difficile era inventare un orologio che funzionasse su uno scafo galleggiante (sulle barche i pendoli non funzionano). Ci lavorarono tutte le migliori menti scientifiche dell'epoca.
Per fortuna io possiedo orologi accurati."
Titolo: L'uomo di Marte. (Da questo libro è stato tratto il film Sopravvissuto - The martian) Autore: Andy Weir.
Editore: Newton Compton. Costo: € 4,90.