Argomenti proposti. Comunicare la propria scelta a elena.bonaccorsi@unipi.it
Quelli che seguono sono alcuni punti da tener presenti nella vostra progettazione didattica. Nota: I punti non devono essere affrontati necessariamente in questo ordine. Per esempio, mi sembra interessante l'idea della "progettazione a ritroso": partire dagli obiettivi e da come sia possibile verificare il loro raggiungimento, e passare solo in un secondo tempo a dettagliare le attività da intraprendere per raggiungere gli obiettivi, verificabili.
Non stiamo atterrando su un pianeta alieno. La proposta è pensata per una determinata classe, di cui dobbiamo conoscere molte cose: età degli allievi, livello generale della classe, verticalità (dovete sapere cosa è stato fatto prima, nella scuola primaria, e cosa è necessario o importante fare per dopo, nella scuola di 2° grado). Ma anche: quello che viene fatto nelle altre discipline (analogie, collegamenti, diversi punti di vista...). Quello che i ragazzi potrebbero già sapere sull'argomento. L'ambiente sociale in cui scuola/classe/ragazzi si trovano. Eccetera...
Non stiamo atterrando su un pianeta alieno. La proposta è pensata per una determinata classe, di cui dobbiamo conoscere molte cose: età degli allievi, livello generale della classe, verticalità (dovete sapere cosa è stato fatto prima, nella scuola primaria, e cosa è necessario o importante fare per dopo, nella scuola di 2° grado). Ma anche: quello che viene fatto nelle altre discipline (analogie, collegamenti, diversi punti di vista...). Quello che i ragazzi potrebbero già sapere sull'argomento. L'ambiente sociale in cui scuola/classe/ragazzi si trovano. Eccetera...
Non c'è scienza se non c'è una domanda alla quale si cerca una risposta."I problemi sono il primum movens di ogni ricerca scientifica. E, da parte sua, lo storico della scienza non può non partire che dalla ricostruzione congetturale di situazioni problematiche oggettive. Ma dove mai sono i problemi nell'insegnamento delle scienze? La risposta a questo interrogativo non è difficile: i problemi nell'insegnamento delle scienze non esistono; oppure, quando esistono, essi stanno in fondo al testo stampati in corpo minore, concepiti quale banco di prova di quanto di teorico un allievo avrebbe dovuto apprendere senza motivazione alcuna. (...) L'insegnante sta lì a rispondere a domande che nessuno pone." (D. Antiseri, Didattica delle scienze - Epistemologia)
Cosa gli studenti dovrebbero essere in grado di conoscere, comprendere e fare alla fine del percorso? Cosa è meritevole di essere compreso in profondità, in modo solido e durevole?
Elencare più di 3-4 obiettivi è spesso inutile. Anche escludendo il materiale "irrilevante dal punto di vista didattico" (di cui sono infarciti i libri di testo), è importante aver chiaro che non tutto quello che viene proposto ha la stessa rilevanza. In ordine di importanza decrescente: ci saranno "nuclei fondanti" per i quali è auspicabile una comprensione profonda; aspetti che saranno importanti per poter applicare la conoscenza in certi ambiti; aspetti che meritano una familiarità.
L'insegnante deve avere ben chiaro il fenomeno oggetto dello studio. Deve essere in grado di "maneggiare" tutti i termini del problema, deve essere in grado di cambiare direzione, se necessario, di spaziare su argomenti confinanti senza perdersi, deve essere - in una parola - competente. Aggiungerei anche che deve accuratamente eseguire in precedenza gli esperimenti che proporrà in classe, e deve saper prevedere gli effetti delle variabili indipendenti dell'esperimento effettuato (non perché debba anticipare o sostituire le osservazioni, ma perché deve guidare le osservazioni).
La scelta dei materiali da proporre, le tecniche didattiche da utilizzare, la scansione temporale, il linguaggio da usare, devono essere finalizzati agli obiettivi didattici.
Per quanto riguarda le tecniche didattiche: non esiste solo il brainstorming... e a volte è la tecnica meno utile. Nel "repertorio" di un insegnante devono esserci molti modi diversi di affrontare una lezione: perché ognuno avrà punti di forza e di debolezza, da valutare volta per volta sempre tenendo d'occhio gli obiettivi e la classe, ma anche per rendere meno monotono l'insegnamento, meno prevedibile.
Prevedere più momenti in cui gli allievi scrivono sul quaderno di laboratorio: la descrizione di quanto hanno fatto/osservato in laboratorio, le loro ipotesi, le loro spiegazioni di un fenomeno (da discutere poi in classe), la spiegazione condivisa e accettata dopo discussione insegnante-allievi ecc. Prevedere se e cosa del quaderno sarà oggetto di valutazione.
Accertare se e come si realizza l'apprendimento richiede una accurata progettazione, che può avvalersi di vari strumenti informali e formali. Si passa dall'osservazione/dialogo all'uso di questionari/test, a prove con quesiti a risposta aperta fino alla realizzazione di veri e propri progetti o soluzioni di problemi.
E' utile prevedere delle tappe intermedie, anche per consentire di analizzare criticamente in itinere il percorso progettato.
L'attività didattica non si esaurisce in classe, tra l'insegnante e gli allievi. Richiede una continua discussione, revisione, messa a punto all'interno dell'istituto (nei "dipartimenti", per esempio) e anche all'esterno. Prevedere un momento in cui si valuta la bontà del percorso fatto sulla base di alcuni indicatori. (discutere...) Prevedere un momento in cui si presenta agli altri la propria proposta didattica (autoformazione, valorizzazione della professione docente, ...)