L’habitus cristallino, anche in presenza di facce cresciute in modo disomogeneo (cristalli di diverse dimensioni o più o meno allungati in una direzione), mostra aspetti caratteristici e costanti come ad esempio gli angoli diedri.
Ogni alunno, costruito il Goniometro di applicazione, misura gli angoli diedri dei cristalli di uno stesso minerale e confronta gli angoli corrispondenti di cristalli diversi.
Goniometro di applicazione Costruzione: su un semicerchio di cartone graduato (0°-180°), viene applicata con un fermacampioni un’alidada, come nella figura. L’asta imperniata al centro (alidada) indica sul cerchio graduato il valore dell’angolo diedro tra le due facce del cristallo appoggiate tra la base e l’alidada stessa.
Vengono osservati e misurati i diedri di cristalli di quarzo per far sperimentare che, secondo la legge di Stenone, nei cristalli dello stesso minerale gli angoli diedri corrispondenti sono costanti. Ogni alunno ha potuto rilevare che gli angoli diedri tra le facce sono costanti, e ciò indipendentemente dalle dimensioni dei cristalli.
L’insegnante spiega che la struttura e la composizione dei cristalli di un determinato minerale sono costanti in tutte le sue parti (tranne piccole impurezze) e quindi alcune sue determinate proprietà fisiche rimangono costanti.