Le costellazioni sono raggruppamenti di stelle totalmente immaginari che gli antichi astronomi hanno costruito oltre 6000 anni fa. Il vero scopo delle costellazioni è di aiutarci a riconoscere le stelle, niente di più. In una notte buia, è possibile vedere circa 1000-1500 stelle, e riconoscerle è sicuramente molto difficile. Le costellazioni ci aiutano a dividere la sfera celeste in parti più maneggevoli. Ad esempio, se in una sera d'inverno si vedono tre stelle luminose allineate, si potrebbe riconoscere "Oh! La cintura di Orione!". Improvvisamente, si riconoscerà anche il resto della costellazione e potremo dire: "Sulla spalla sinistra di Orione c'è Betelgeuse, mentre Rigel è il suo piede a destra." E una volta che si riconosce Orione, si può ricordare che i cani da caccia di Orione sono sempre nelle vicinanze. Allora potremmo riconoscere le due stelle luminose in alto e in basso a sinistra come Procione nel Cane Minore e Sirio nel Cane Maggiore, rispettivamente.
Perché associare allo studio del cielo notturno anche il racconto dei miti che gli antichi associavano alle costellazioni, ed in generale a tutti i fenomeni celesti?
(Le foto seguenti sono state tratte da qui e modificate in parte, mentre i testi sono stati modificati da qui e qui)
Orsa Maggiore
Orione
Cane Maggiore
Gemelli
Secondo il mito, Zeus si trasformò in cigno per avvicinarsi e far sua Leda, regina di Sparta e moglie di Tindaro, mentre essa dormiva dopo un bagno nel fiume. La regina, ignara, nella stessa notte si accoppiò con il marito e da questi due amplessi nacquero i due gemelli Castore e Polluce, detti Dioscuri, il primo figlio di un re e mortale, il secondo figlio di un dio e immortale.
I due gemelli si innamorarono delle due future spose dei cugini Ida e Linceo, e le rapirono. Nella battaglia che ne nacque, Castore fu ucciso da Linceo e Polluce fu posto in cielo da Zeus prima che Ida lo colpisse. Si racconta che Polluce non poté rassegnarsi alla mancanza del fratello ed ottenne da Zeus di averlo accanto a sé nel firmamento.
Toro
Europa, figlia del re fenicio Agenore e di Telefassa, era talmente bella che fin dall'adolescenza attirò le attenzioni di Zeus. Un giorno, mentre stava giocando in riva al mare con le sue compagne, fu avvicinata dal dio il quale, per vincere le eventuali resistenze, si era trasformato in un bellissimo toro bianco dalle corna d'oro e gli occhi di un profondo verde mare. La ragazza, ammaliata da tanta perfezione, gli sfiorò il musi con le mani e gli salì sul dorso. Zeus allora la rapì e la portò con sé fino alle rive di Creta. Europa mise al mondo tre figli, tra i quali Minosse che sposò Pasifae e subentrò al trono cretese.
Auriga
Ariete
Lo costellazione rappresenta l'Ariete dal Vello d'oro che salvò Frisso ed Elle, figli di Atamante e di sua moglie Nèfele. Il re, rimasto vedovo, aveva sposato in seconde nozza Ino, dalla quale aveva avuto altri due figli. Ino, gelosa dei figliastri, convinse la corte del re che per volere di Apollo, per vincere la siccità era necessario sacrificare Frisso.
Nèfele allora inviò ai due figli un ariete alato dal vello d'oro, dono di Hermes, con i quali i ragazzi riuscirono a sfuggire al loro destino. Durante il viaggio, però, Elle si sporse dal collo dell'Ariete quando si trovavano sullo stretto dei Dardanelli, cadde in acqua e morì. Tale regione fu chiamata dai Greci Ellesponto, mare di Elle. Frisso riuscì a raggiungere la Colchide, qui il re lo accolse con bontà e gli diede in moglie sua figlia Calciope.
Boote
Leone
Per la mitologia greca, la costellazione rappresenta la prima delle 12 fatiche di Ercole. Il leone è un mostro, figlio di Ortro. Si narra che Era lo avesse allevato per mandarlo nella valle di Nemea, con il compito di depredarla senza sosta. Nessun'arma riusciva anche solo a scalfire la sua pelle. Ercole tentò invano di ucciderlo scagliandogli contro le sue frecce. Decise allora di attirarlo in una grotta aperta su due lati: chiuse una estremità con un enorme macigno, ed affrontò il leone dall'altra apertura, afferrando il leone dal collo. Lo uccise con le mani nude, lo scuoiò e con la sua pelle, protezione invincibile, si fece un mantello mentre con la sua testa si fece un copricapo che intimoriva chiunque lo guardasse.
Vergine
L'origine della Via Lattea è un dipinto ad olio su tela di cm 148 x 165 realizzato tra il 1575 ed il 1580 dal pittore italiano Tintoretto. È conservato alla National Gallery di Londra. Il dipinto, commissionato dall'imperatore Rodolfo II, ritrae la nascita della Via Lattea secondo la mitologia greca.
Il mito narra che Zeus, approfittando del sonno della moglie Era, attaccò al seno il figlio Eracle, avuto con la mortale Alcmena, perché solo succhiando dal petto della madre degli dei, il semidio avrebbe potuto ottenere l'immortalità. Il piccolo agguantò un seno della dea con troppa forza e la svegliò, facendo schizzare parte del latte verso il cielo, creando così la Via Lattea, mentre le gocce cadute a terra diedero origine a gigli. (da Wikipedia)