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Marco 10:46-52

Un incontro decisivo

Sintesi
Tante persone ci passano accanto giorno per giorno, persone conosciute e persone sconosciute. Alcune potrebbero farci del male, e quindi dobbiamo stare attenti a lasciarci avvicinare da persone sconosciute. Altre persone, però, sarebbe una fortuna incontrarle, come si dice. Vi piacerebbe incontrare il vostro eroe dello sport, del cinema, dello spettacolo, e magari ...farsi dare l'autografo? Un autografo, però, è ben poca cosa difronte a quello che ci potrebbe dare una persona meravigliosa di nome Gesù. L'incontro più importante che possiamo fare nella nostra vita è con il Salvatore Gesù Cristo. Solo Lui può darci le cose che davvero sono più importanti per noi. E noi lo possiamo incontrare leggendo la Sua Parola: attraverso di essa Egli ci chiama.

Introduzione

Tante persone ci passano accanto giorno per giorno, persone conosciute e persone sconosciute. Alcune potrebbero farci del male, e quindi dobbiamo stare attenti, soprattutto i bambini, a lasciarci avvicinare da persone sconosciute. Altre persone, però, sarebbe una fortuna incontrarle, come si dice. Vi piacerebbe incontrare il vostro eroe dello sport, del cinema, dello spettacolo, e magari ...farsi dare l'autografo? Un autografo, però, è ben poca cosa difronte a quello che ci potrebbe dare una persona meravigliosa di nome Gesù.

Quando al professor Joad, famoso studioso di filosofia, fu chiesto quale personaggio della storia passata gli sarebbe piaciuto incontrare e che cosa gli sarebbe piaciuto chiedergli, rispose «Mi sarebbe piaciuto incontrare Gesù Cristo e gli avrei chiesto: Sei risorto o no dai morti?». Una domanda legittima ma un poco sciocca perché oggi Gesù lo si può incontrare perché è veramente risorto!

Vorrei quest'oggi così iniziare raccontandovi la storia di un incontro: quello fra Gesù ed un cieco che abitava nella città di Gerico, in Palestina, dopodiché ci rifletteremo un poco sopra.

"Giunsero così a Gerico. E come Gesù usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una grande folla, un certo figlio di Timeo, Bartimeo il cieco, sedeva lungo la strada mendicando. Ora avendo udito che chi passava era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano affinché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: «Fatti animo, alzati, egli ti chiama!». Ed egli, gettato via il suo vestito, si alzò e venne a Gesù. E Gesù, rivolgendogli la parola, disse: «Che vuoi che io ti faccia?». Il cieco gli disse: «Rabboni, che io recuperi la vista!». E Gesù gli disse: «Va, la tua fede ti ha guarito». E in quell'istante recuperò la vista e si mise a seguire Gesù per la via".

Un'opportunità di benedizione

La prima cosa da osservare era che quest'uomo viveva a Gerico, una città che anticamente era stata maledetta perché fondata su princìpi pagani. La sua gente viveva in modo da dispiacere a Dio. Dei bambini erano stati uccisi come buona fortuna e come sacrificio per gli idoli, quando ne avevano poste le fondamenta. Era bella, ma disgraziata, ciononostante era stata visitata più volte dal Salvatore Gesù Cristo, e quando Gesù viene, si trova subito un'opportunità di straordinarie benedizioni.

Il primo pensiero perciò che ci riguarda è questo: dove viviamo noi, dove dimoriamo: in una città "maledetta" o come dice la Bibbia, "al riparo dell'Altissimo"?

La nostra vita può essere basata su fondamenta sbagliate e costruita con principi contrari alla volontà di Dio e allora siamo in una condizione di condanna, non troveremo mai la felicità. Dice la Bibbia: «Se l'Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori». La cosa più bella, la più straordinaria è che il Salvatore Gesù però "passa" in questa nostra "città" e ci dà un'occasione di esserne salvati, ci dona un'opportunità di benedizione. Ne approfittiamo come l'infelice Bartimeo?

Il nostro bisogno

Bartimeo era cieco, non vedeva, e questa era si una maledizione e lo è ancora oggi, nonostante gli aiuti che la tecnologia può dare ai ciechi.

Questo però è un simbolo del potere di qualcosa nel nostro mondo che ci rende ciechi ai nostri bisogni autentici, quelli spirituali. Diciamo di aver bisogno di tante cose, ma ci rendiamo conto che abbiamo un bisogno vitale di vivere davvero in comunione con Dio, di essere riconciliati con Lui, trovare il Suo perdono, di vivere secondo la Sua volontà? Quell'uomo così era:

1. Cieco. Non poteva vedere né sé stesso, né gli altri. Non poteva godere del beneficio della luce, ed era ignorante di ciò che la luce rivela.

Coloro che sono accecati dall'"andazzo di questo mondo" non possono vedere né lo sporco morale che sta loro addosso e le deformità del loro essere uomini, la condanna che grava su di loro, e neppure la bellezza e la preziosità del Salvatore Gesù Cristo.

2. Povero. «Sedeva lungo la strada mendicando». Un uomo che siede mendicando certamente deve essere consapevole di essere povero, sa di esserlo. Coloro che pensano di non aver bisogno di nulla, di non aver bisogno di Dio, non si vedono frequentemente in chiesa. La Bibbia dice: «...tu dici: "Io sono ricco, Mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla", e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo». Che tragedia pensare di non aver bisogno di ciò che solo Dio può dare. Il cieco però era consapevole della sua povertà.

3. Senza speranza. Non poteva sperare di ricevere la vista, a meno di un miracolo della misericordia divina. Certamente pensava che sarebbe rimasto cieco fino alla morte. Nessun altro che Cristo poteva liberarlo, ma, grazie a Dio, un giorno proprio Cristo stava passando sulla sua strada. La Bibbia dice: «Cercate l'Eterno, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentre è vicino».

Una misericordia invocata

«Ora avendo udito che chi passava era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare», e quando lo sgridavano perché stesse zitto (!), egli gridava ancora più forte. Non è facile far star zitto un affamato quando il pane si può avere gratis. Era un profondo bisogno questo, che invocava non invano la misericordia divina. Egli chiedeva:

1. La cosa giusta. «abbi pietà di me!». Egli chiedeva 'pietà', cioè 'misericordia', il perdono di Dio, e sapeva che se l'avesse trovata, con essa egli avrebbe trovato tutto ciò di cui aveva veramente bisogno.

Molti, quando comprendono il loro bisogno, invocano il Signore che dia loro pace, gioia, consolazione. La misericordia di Dio viene per prima, perché abbiamo bisogno di essere in comunione con Dio, e così come siamo non lo siamo. Disse Pietro: «Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale, nella sua grande misericordia, ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti».

2. Alla persona giusta. Egli grida: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Il nome di Gesù era un nome dolcissimo nelle orecchie di questo credente cieco. Tutte le sue speranze erano concentrate in Lui. «In nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati». Egli sa che se Gesù passa oltre senza fermarsi da lui, per lui non rimane altro che la disperazione e il nero dell'oscurità. I discepoli di Gesù gli dicevano: «Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna». «Le vostre richieste siano rese note a Dio, mediante preghiera e supplica, con ringraziamento».

3. Nel momento giusto. «Stava passando Gesù». Il cieco non aveva aspettato un momento più conveniente. Sapeva che ritardare a chiamare Gesù era pericoloso. Facciamo in modo che le opportunità che ci vengono offerte non scivolino via per non tornare più. Approfittiamone per gridare a Lui di aver pietà di noi.

Una misericordia offerta

Colui che «provvede cibo al bestiame e ai piccoli del corvo che gridano», non sarà sordo al grido di un'anima bisognosa e fiduciosa. Che cosa fa allora Gesù:

1. Gesù si ferma. Il bersaglio della preghiera è l'orecchio di Dio. Questo povero uomo aveva gridato, e il Signore aveva udito. Così egli si ferma per dedicarsi ad aiutare questo mendicante povero, ma credente. Ad ogni anima che Lo cerca con fiducia, il Salvatore Gesù dà tutto sé stesso.

2. Gesù lo chiama. «E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: "Fatti animo, alzati, egli ti chiama!"». Il povero cieco invoca Gesù e Gesù a sua volta lo chiama a sé, rivolgendogli un invito personale. Noi certo lo invochiamo, ma è Gesù che deve acconsentire. Salvezza significa rispondere all'invito, alla vocazione personale di Gesù, E guardate ora come il cieco, tutto entusiasta si alza in fretta gettando persino via il suo mantello che gli impediva di correre liberamente verso Gesù. Sarebbe vano il tuo grido se poi tu rifiutassi di alzarti e di andare verso di Lui senza le cose che ingombrano!

3. Gesù offre il suo aiuto. "E Gesù, rivolgendogli la parola, disse: «Che vuoi che io ti faccia?»" Quando Gesù diceva questo era come se avesse disteso davanti ai piedi del povero cieco tutte le ricchezze della sua grazia. Pensate: tutto il Suo amore, tutta la Sua potenza, tutta la Sua disponibilità davanti a quell'uomo! E naturalmente egli gli risponde, "Prendo questo, che io recuperi la vista!".

Una misericordia goduta. Gesù non manda via il cieco a mani vuote

1. Egli crede. "E Gesù gli disse: «Va, la tua fede ti ha guarito»". La Bibbia dice: «Senza fede è impossibile piacere a Dio», come pure: «Voi infatti, siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio». E' la preghiera fatta con la più totale fiducia nel Salvatore, quella che porta alla salvezza.

2. Egli riceve. «E in quell'istante recuperò la vista». A lui era stata offerta la vista, e ne ha accettato il dono per fede. Quelli che ripongono in Lui la loro fede non cammineranno più nelle tenebre. Il potere e la grazia di Cristo sono pienamente sufficienti per coloro che credono.

3. Egli segue. «si mise a seguire Gesù per la via». Con la sua grazia il Signore ha rovinato la sua attività di mendicante... Quell'uomo però non ha più desiderio di mendicare, ora che ha incontrato il Signore e la sua vita è stata rinnovata. Il suo amore e la sua riconoscenza per Cristo ora lo costringe a seguirlo per la via. Ora egli dà le spalle e si allontana da Gerico, la maledetta, e il suo volto è rivolto verso Gerusalemme, la benedetta. Seguire Gesù è evidenza di essere stati da lui benedetti. I ciechi (spiritualmente parlando) non lo possono seguire.

Conclusione

L'incontro più importante che possiamo fare nella nostra vita è con il Salvatore Gesù Cristo. Solo Lui può darci le cose che davvero sono più importanti per noi. E noi lo possiamo incontrare leggendo la Sua Parola di Grazia: attraverso di essa Egli ci chiama.

Senza di Lui siamo ciechi, poveri e senza speranza. Lui è la persona giusta alla quale dobbiamo invocare la misericordia, al momento giusto, quello in cui egli passa accanto a noi. Allora Egli si ferma, ci chiama e ci offre il suo aiuto. Dopodiché crediamo, riceviamo e seguiamolo. Facciamo come il cieco di Gerico: tu, sei uno che segue Gesù, l'Agnello venuto per togliere i peccati del mondo?


Paolo Castellina, 16 febbraio 1991.

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