La Pallacanestro Olimpia Milano è una società di pallacanestro con sede nel capoluogo lombardo.
È la squadra più titolata d'Italia e una delle più vincenti in Europa. Vanta infatti 28 scudetti, 7 Coppe Italia, 4 Supercoppe e, a livello internazionale, 3 Coppe dei Campioni e altrettante Coppe delle Coppe, 2 Coppe Korac e una Coppa Intercontinentale.
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La nascita della Pallacanestro Olimpia Milano è datata tradizionalmente 1936 (anno della vittoria del primo scudetto), come indicato anche nel logo societario. In realtà l'Olimpia nacque nel 1930 con la denominazione "Dopolavoro Borletti", quando i dirigenti della Fratelli Borletti decisero di formare una squadra di impiegati: la compagine giocava con la maglia granata.
La Borletti vinse 4 scudetti consecutivi, dal 1936 al 1939.
Nel 1945 Adolfo Bogoncelli fondò la "Triestina Milano": la società era finanziata dal Partito d’Azione e si rispecchiava nella cosiddetta "triestinità", nel periodo in cui la città era contesa tra Italia e Jugoslavia.
In squadra giocavano molti cestisti giuliani, tra i quali spiccava Cesare Rubini.
Nel 1946 il Partito d'Azione smise di sovvenzionare la Triestina Milano e Bogoncelli trasferì tutta la squadra in riva al Lario, chiamandola Pallacanestro Como e iscrivendola al campionato di Serie A. Nell'immediato dopoguerra la squadra del "Dopolavoro Borletti" venne allenata da Umberto Fedeli, dipendente della società e atleta partecipante alla prima partita in assoluto della nazionale italiana di pallacanestro il 4 aprile 1926.
Nel 1947, con la Borletti in serie B, Bogoncelli ebbe l'idea di fondere la Pallacanestro Como proprio con la Borletti. Nacque così quella che in molti ribattezzarono "Borolimpia". Il marchio "Borletti" apparve sulle maglie, divenendo il primo sponsor nella storia dello sport italiano. Bogoncelli ebbe anche l'intuizione di indicare il 1936 come anno di nascita della squadra: anno che coincideva con quello della vittoria del primo campionato da parte della Borletti.
Nel 1956 subentrò il marchio Simmenthal e fino ad allora l'Olimpia aveva conquistato 9 scudetti.
Il 1º aprile 1966 l'Olimpia conquista la prima Coppa dei Campioni nella storia della pallacanestro italiana, grazie anche all'apporto dello statunitensa Bill Bradley (futuro senatore USA).
Questi, nominato nella stagione precedente miglior cestista universitario, aveva rinviato l'esordio tra i professionisti per studiare a Oxford: Milano lo ingaggiò per gli incontri di Coppa (in campionato non era utilizzabile). Nelle Final Four disputate a Bologna, Milano in semifinale eliminò il CSKA Mosca superando in finale l'agguerritissimo Slavia Praga.
Gli anni sessanta e l'inizio dei settanta furono caratterizzati dalla grande rivalità tra le scarpette rosse milanesi e la valanga gialla dei varesini sponsorizzati Ignis, rivalità che culminò con cinque spareggi per lo scudetto, disputati a Bologna e Roma, che arrisero tre volte a Milano e due a Varese.
Il marchio Simmenthal, dopo 17 anni e 10 scudetti, è costretto a lasciare il basket perché il pubblico identifica il nome più con la squadra milanese che con la carne in scatola.
In conseguenza di ciò, nel 1973 arriva il marchio Innocenti, cui segue nel 1976 quello Cinzano.
La squadra vince la Coppa delle Coppe, ma retrocede in A2.
L'anno successivo arriva lo sponsor Billy (gruppo Levissima-Sanpellegrino) e il ritorno in A1. Per tutti gli anni settanta la squadra si avvale di Toni Cappellari come direttore sportivo e del nuovo allenatore,Dan Peterson, che aveva vinto lo scudetto 1976 con la Virtus Bologna.
La famiglia Gabetti, subentrata nella proprietà nell'estate del 1980, stupisce tutti e acquista nella stagione successiva il nemico numero uno Dino Meneghin; inizia così un periodo aureo ancora senza uguali nel basket moderno. Sono gli anni dello "sputare sangue petersoniano" e con D’Antoni, Meneghin, Ferracini, Gianelli, Boselli, Gallinari e Premier non può non arrivare subito, nel 1981-82, il ventesimo scudetto, quello della doppia stella.
Dal 1982 al 1989 l'Olimpia disputa otto finali scudetto consecutive, vincendone cinque: nel 1982 e 1985 contro Scavolini Pesaro, nel 1986 e 1987 contro Mobilgirgi Caserta e nel 1989 contro Enichem Livorno. Gli sponsor vincenti si chiamano Billy (con cui apre il ciclo), Simac, Tracer, Phlips e le star americane sono ormai all'ordine del giorno: Mike D’Antoni, Antoine Carr, Joe Barry Carrol, Bob McAdoo.
Nel 1987, l'anno del grande slam (Scudetto, Coppa dei Campioni, Coppa Italia e Coppa Intercontinentale), la Tracer, diventata nel frattempo la squadra dei grandi vecchi, riporta dopo 21 anni la Coppa dei Campioni a Milano, vincendo a Losanna contro il Maccabi Tel Aviv per 71 a 69.
La Tracer bissa il successo europeo l'anno dopo a Gand sempre contro il Maccabi.
Lo scudetto numero 24 arriva con il marchio Philips, con i giovani Riccardo Pittis e Davide Pessinatra i campioni e le famose cinque partite contro l'Enichem Livorno.
Nel 1990 D’Antoni lascia il parquet e diventa capo allenatore: al suo primo anno porta la squadra alla finale scudetto, dove la Philips tutta corsa e grinta da lui voluta perde in gara-5 contro Caserta.
Negli anni successivi verranno altri buoni piazzamenti e, nel 1993, anche una coppa Korac, sempre con il marchio Philips.
Nel 1994, Bepi Stefanel entra prima come sponsor e poi anche come proprietario, e con lui la Pallacanestro Olimpia Milano festeggia i suoi 60 anni vincendo prima la Coppa Italia e poi il venticinquesimo scudetto (1995-96). Tra gli artefici dello scudetto milanese grandi giocatori come Gregor Fucka, Ferdinando Gentile, Dejan Bodiroga, Flavio Portaluppi, Rolando Blackman, guidati da un allenatore esperto come Boscia Tanjevic.
Gli anni 1997 e 1998 sono caratterizzati da stagioni discrete: l'Olimpia si qualifica sempre in Europa, arrivando nel 1998 alla finale di Coppa Europa contro lo Zalgiris Kaunas, a Belgrado, finale persa di 15 punti. L'anno dopo, con lo sponsor Sony sulle maglie, l'Olimpia disputa ancora una stagione su buoni livelli chiudendo al quinto posto in campionato, guadagnando così l'ennesima qualificazione in Europa.
Nell'agosto 1999 avviene un nuovo cambio di proprietà: Bepi Stefanel cede infatti la società a Pasquale Caputo, italo americano leader nel settore caseario. Cambia anche lo sponsor con l'arrivo del marchio Adecco. Durante l'anno, a Caputo si aggiunge come socio Kobe Bryant, stella della NBA, in rappresentanza del quale agisce il padre Joe, ex giocatore anche nel campionato italiano.
Nel campionato, le cose vanno discretamente bene con l'eliminazione nei quarti di finale dei play-off, dopo aver superato al primo turno la più quotata Scavolini Pesaro. Lontano dal parquet, invece, le cose degenerano fino quasi all'irreparabile. Nell'ottobre del 2000, però, Sergio Tacchini rileva la società dalle mani dei due soci e in pochissimo tempo costruisce una squadra che, dopo un inizio di stagione stentato, si risolleva disputando un campionato più che onorevole, anche se manca la zampata finale con la qualificazione alla post-season. Nella stagione successiva le cose non vanno per il meglio e, al termine di un campionato fatto di pochi alti e molti bassi, nonostante la squadra fosse composta da giocatori di buon talento, l'Olimpia, ancora targata Adecco, riesce a conquistare la salvezza solo nell'ultima giornata battendo l'Andrea Costa Imola.
Nel luglio 2002, Tacchini cede la società a un nuovo proprietario, Giorgio Corbelli, imprenditore romagnolo con un passato nella pallacanestro tra Brescia, Forlì e Roma. Nel giro di un mese il nuovo proprietario ricostruisce da zero la squadra, riportando a Milano gente che aveva già nel passato lasciato un segno nel cuore dei tifosi biancorossi come Kidd, Sconochini e Alberti, oltre a campioni del calibro di Coldebella e Naumoski. L'Olimpia inizia il campionato con tre vittorie e zero sconfitte, ma senza una sponsorizzazione sulle maglie. A ottobre, però, arriva anche lo sponsor. Si tratta della F.lli Salviato, con il marchio Pippo. La stagione regolamentare si chiude con un buon quinto posto, ma la squadra delude le aspettative dei tifosi, venendo sconfitta nel primo turno dei playoff da una molto meno quotata Varese.
La stagione 2003-04 la squadra disputa una mediocre stagione e non si qualifica nemmeno per i playoff. Al termine della stessa le voci delle difficoltà economiche societarie sono sempre più insistenti, tanto che si rischia la cessione dei diritti della gloriosa società.
Ma grazie ad una manifestazione in piazza alla Scala il 2 giugno e al successivo interessamento del sindaco di Milano, Gabriele Albertini la società riesce a trovare importanti appoggi da Adriano Galliani, dalla famiglia Moratti e da Giorgio Armani, attraverso la sponsorizzazione con il marchio Armani Jeans. Giorgio Corbelli resta presidente. Viene chiamato un giovane coach: Lino Lardo, che entra subito nei cuori dei tifosi. La squadra fa una stagione 2004-05 esaltante, i tifosi la seguono con entusiasmo sia durante la stagione regolare disputata al Palalido (ad eccezione delle gare contro Bologna e Cantù, disputate al Forum di Assago), sia durante i play-off (anche questi disputati nell'impianto di Assago). La squadra di Lardo riesce a conquistare la finale contro la Fortitudo, perdendo però in gara-4.
Riesce comunque ad ottenere la qualificazione in Eurolega.
La stagione successiva 2005-06 è deludente: l'Olimpia esce al primo turno di Eurolega e in campionato non va oltre il settimo posto. Ai play off esce al primo turno con la Benetton Treviso, non riuscendo pertanto ad ottenere il pass né per l'Eurolega né per la Coppa Uleb. Nel corso dell'anno, a gennaio, viene esonerato coach Lardo e al suo posto viene chiamato Aleksandar Djordevic.
Dopo la stagione 2006-07, culminata con l'eliminazione in semifinale ad opera della Virtus Bologna, la dirigenza decide di rifondare la squadra, chiamando Zare Markovski (allenatore proprio della Virtus) al posto di Djordjevic e ingaggiando numerosi nuovi giocatori. Il progetto, però, si interrompe all'indomani della 6ª giornata con la squadra in ultima posizione (1 vittoria e 5 sconfitte). Markovski viene esonerato e viene chiamato come coach Attilio Caja (già allenatore Olimpia). Il presidente Corbelli mette in vendita le sue quote. Il 6 giugno 2008 le quote detenute da Corbelli e dai suoi fidi scudieri vengono cedute al Gruppo Armani; durante la stessa giornata, i club calcistici meneghini Milan e Inter escono dall'azionariato della storica squadra cestistica milanese.
Per la stagione 2008-2009 la squadra viene ricomposta anche se nel frattempo il suo giocatore-simbolo, Danilo Gallinari, decide di andare nella NBA ed è scelto al primo giro con il numero sei dai New York Knicks. Arrivano nuovi giocatori : Luca Vitali, Jobey Thomas, Pape Sow, Mike Hall e David Hawkins. Gli unici due giocatori rimasti dalla gestione precedente sono il playmaker Bulleri (in seguito ceduto in prestito a Treviso) e l'ala lituana Katelynas. L'allenatore sarà Piero Bucchi, 2 volte vincitore della Coppa Italia. Dopo una stagione altalenante, la squadra termina al 6º posto la stagione regolare, ma nei playoff, grazie all'arrivo a metà stagione di due buoni americani e del veterano Marconato, i risultati diventano ottimi e l'Olimpia arriva in finale, dove perde contro la Montepaschi Siena.
La stagione si apre tra le polemiche per la sparizione dello storico logo della squadra, che fa seguito alla dismissione della storica sede di via Caltanissetta. Milano approda in finale scudetto, dopo aver battuto Caserta nella serie per 3-2; tuttavia perde ancora in finale contro la dominatrice Siena, accumulando nelle quattro partite uno scarto medio di circa 20 punti. La stagione 2010-11 vede Milano partire col ruolo di favorita del campionato. Tuttavia i lombardi mancano la qualificazione alle top16 di Eurolega e il 3 gennaio 2011 Piero Bucchi, a seguito di una serie di pesanti sconfitte nelle partite chiave della sua terza stagione da capo allenatore, viene esonerato e sostituito da Dan Peterson, che torna in panchina dopo 23 anni di inattività. La società ingaggia inoltre il centro Benjamin Eze e la guardia Lynn Greer. Milano chiude la stagione regolare al 3º posto, e ai play-off, dopo aver sconfitto la sorpresa del campionato Sassari per 3 a 1, viene eliminata in semifinale dalla Bennet Cantù. Dalla stagione 2011-12 la sponsorizzazione "Armani Jeans" è sostituita con il marchio "EA7 Emporio Armani".
Terminato il contratto, viene nominato coach per la stagione 2011-12 Sergio Scariolo, già commissario tecnico della Nazionale spagnola. Con il cambio di allenatore si ha l'ennesima rivoluzione nel roster: oltre alle conferme di Mancinelli e di Mason Rocca e ai rientri dai prestiti di Filloy e Melli, il roster è completato con gli arrivi di Cook, Hairston, Fotsis, Bouroussis, Radosevis, Nicholas e dal ritorno temporaneo di Gallinari ( fermo per il lockdown NBA ). A gennaio si aggiungeranno al roster JR Bremer e Alessandro Gentile. In Eurolega Milano approda alle Top16, ma non supera il turno. In Coppa Italia viene eliminata in semifinale da Siena, e in campionato disputa la 3ª finale in 4 anni sempre contro Siena. La sfida a differenza di quelle degli anni precedenti si presenta come più equilibrata, ma Siena conquista il titolo vincendo la serie 4-1.
Nel 2012-13 alla squadra vengono portate poche modifiche. Alla fine del girone d'andata la squadra riesce ad ottenere l'ottavo e ultimo posto utile per partecipare alle Final Eight di Coppa Italia; anche in questa competizione l'Olimpia è eliminata al primo turno perdendo contro la Cimberio Varese.
In campionato, al termine della stagione regolare, l'Olimpia è 4ª classificata e nei playoff affronta la Montepaschi. Viene eliminata dopo la decisiva gara 7 proprio dai senesi, e meno di 48 ore dopo l'eliminazione la dirigenza comunica che il contratto di Scariolo in scadenza a giugno non sarebbe stato rinnovato.
Il 1º luglio 2013 viene ingaggiato l'allenatore Luca Banchi, reduce dalla vittoria dello scudetto con Siena. Anche la squadra cambia radicalmente. Dopo aver iniziato la stagione 2013-2014 ancora con la maglia senese, il 24 dicembre viene ufficializzato il trasferimento di Daniel Hackett all'Olimpia Milano, che ritrova gli ex-compagni Kangur e Moss arrivati in estate insieme a Cerella, proveniente da Varese e Jerrels . Nel ruolo di centro viene scelto il giamaicano Samardo Samuels al cui viene affiancato lo statunitense Gani Lawal, fino al termine della stagione mentre a completare il pacchetto lunghi, oltre a Melli, arriva l'esperto CJ Wallace. La squadra viene eliminata in Coppa Italia dalla Dinamo Sassari, ma approda per la prima volta dopo 17 anni ai playoff di Eurolega, anche grazie alle notevoli prestazioni della guardia americana Keith Langford. Viene eliminata dagli israeliani del Maccabi Tel Aviv, futuri campioni d'Europa. In campionato la squadra chiude al primo posto nella stagione regolare con 25 vittorie su 30 gare, raggiunge quindi la finale scudetto sconfiggendo in sequenza 3-2 Pistoia e 4-2 Sassari. La finalista è la Mens Sana Siena giunta seconda in stagione regolare. L'Olimpia, 18 anni dopo l'ultimo trionfo, conquista il suo 26º scudetto battendo Siena 4-3. Per la prima volta la finale viene aggiudicata solo alla settima gara, che Milano si aggiudica per 74-67.
Nell'estate l'ossatura della squadra viene confermata, ma vengono ceduti gli americani Curtis Jerrells e Keith Langford, grandi protagonisti della conquista dello scudetto, oltre a Lawal, Wallace e Kangur. Per sostituirli vengono ingaggiati Joe Ragland da Cantù e MarShon Brooks dai Los Angeles Lakers insieme al lituano Linas Kleiza dal Fenerbache e al centro Shawn James dal Maccabi. La stagione 2014-15, a differenza della precedente, si rivela totalmente fallimentare e si conclude senza nessun titolo. L'Olimpia perde infatti la Supercoppa italiana e la finale di coppa Italia contro la Dinamo Sassari mentre in Eurolega fallisce la qualificazione ai playoff venendo eliminata alle top 16. In Italia Milano domina la stagione regolare chiusa in prima posizione con un bilancio di 26 vittorie e 4 sconfitte, ma nei playoff, dopo aver agevolmente eliminato la Virtus Bologna per 3 a 0, la formazione meneghina viene sconfitta per l'ennesima volta in stagione dalla Dinamo Sassari che si impone 4 a 3 vincendo gara 7 a Milano 81-86 dopo un tempo supplementare.
Per la stagione 2015-16 al posto di Banchi viene ingaggiato come allenatore Jasmin Repesa.
Il roster viene completamente rivoluzionato con la conferma dei soli Gentile e Cerella dalla stagione precedente. Sono quindi ingaggiati i playmaker Cinciarini e Lafayette, le guardie Jenkins e Simon, le ali McLean e Hummel e i centri Macvan, Barac e Lawal quest'ultimo di ritorno a Milano dopo avervi già giocato l'anno dello scudetto. La stagione si apre con la sconfitta in Supercoppa italiana per mano della Grissinbon Reggio Emilia. A stagione iniziata viene ufficializzato l'ingresso di Rakim Sanders e la rescissione di Lawal. Il 21 febbraio 2016 vince la Coppa Italia battendo in finale la Scandone Avellino. Dopo aver primeggiato nella stagione regolare ottiene il ventisettesimo scudetto imponendosi per 4 a 2 nella serie finale contro Reggio Emilia.
La stagione successiva si apre con il primo successo in Supercoppa italiana contro la Scandone Avellino. A dicembre dopo 5 anni Alessandro Gentile, capitano dei 2 scudetti, lascia la squadra per insanabili divergenze con l'allenatore e la società. A febbraio viene conquistata la Coppa Italia (sesto titolo) battendo in finale la Dinamo Sassari, mentre l’esperienza in Eurolega si rivela molto negativa e Milano chiude all’ultimo posto. Dopo il primo posto nella regular season, incontra al primo turno dei playoff l'Orlandina Basket, alla sua prima partecipazione ai playoff: l'Olimpia si impone in rimonta 3-1. In semifinale i milanesi incontrano l'Aquila Basket Trento, che vince la serie per 4 a 1.
L’eliminazione porta a una nuova rivoluzione nel roster a cominciare dall’addio di coach Repesa sostituito dall’ex C.T. della nazionale Simone Pianigiani. Della squadra dell’anno precedente rimangono solo Kalnietis, Cinciarini, Pascolo, Abass, Fontecchio e Tarczewski a cui si affiancano i nuovi acquisti Theodore, Goudelock, Bertans, Micov, Jefferson, M’Baye, Cusin, Young, Gudaitis e Jerrels.
La stagione si apre con la vittoria 82 a 77 sulla Reyer Venezia in Supercoppa italiana.
A fine stagione la squadra di Pianigiani, dopo il secondo posto in regular season, vince il ventottesimo scudetto della sua storia, imponendosi per 4 a 2 nella serie finale contro l'Aquila Basket Trento.
La stagione 2018-2019 si apre con la vittoria 82-71 sull'Auxilium Torino in Supercoppa Italiana.
L'Olimpia conclude la regular season al 1º posto ma alle semifinali play-off viene sconfitta 3 a 0 dalla Dinamo Sassari.
A seguito della stagione deludente, Pianigiani viene sollevato dall'incarico e al suo posto viene ufficializzato Ettore Messina, reduce dall'esperienza in NBA come assistente allenatore dei San Antonio Spurs.
Nella stagione 2020-2021 l'Olimpia Milano vince la sua quarta Supercoppa italiana, la sua settima Coppa Italia e accede alle Final Four dell'Eurolega per la prima volta dopo 29 anni: qui giunge terza, sconfitta in semifinale dal Barcellona e battendo il CSKA Mosca nella finale per il terzo posto. In campionato, dopo aver terminato al primo posto la regular season, l'Olimpia viene nettamente battuta in finale per 0-4 dalla Virtus Bologna.
Negli anni l’Olimpia ha cambiato molte “case”.
Il Dopolavoro Borletti giocò per quasi 20 anni sul proprio campo in via Costanza. Campo all'aperto come si usava in quegli anni. Anche dopo la fusione con la Triestina Milano e la nascita dell'Olimpia il campo di gara rimase quello di via Costanza.
A metà anni quaranta, con l'enorme popolarità del basket in Lombardia, l'Olimpia si trasferì nel famoso Palazzo dello Sport della Fiera di Milano, in piazza VI Febbraio; capace di contenere quasi 18.000 persone, era all'epoca il più grande palazzo dello sport d’Europa.
A fine anni sessanta, il PalaFiera venne abbandonato dall'Olimpia e la squadra si trasferì nel piccolo PalaLido, capace di contenere sino a 10.000 persone.
A fine anni settanta, l'Olimpia si trasferì nell'appena costruito Palasport di San Siro, impianto multiuso costruito a fianco dello Stadio Meazza e capace di contenere circa 15.000 spettatori.
Con l'eccezionale nevicata del gennaio 1985 si chiuse l'avventura dell'Olimpia al Palasport, che collassò su sé stesso a causa dell'enorme massa di neve che si depositò sulla copertura concava della struttura.
L'Olimpia ritornò al PalaLido (con una capacità ridotta a 3.500 posti per ottemperare agli standard di sicurezza), in attesa che nel giro di poche settimane venisse pronta la soluzione d'emergenza: il PalaTrussardi, costruito, voluto e sponsorizzato dalla nota famiglia legata alla moda, la tensostruttura può contenere fino a 12.000 persone. L'Olimpia vi giocò tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta.
Pochi anni dopo venne costruito il Forum di Assago da parte della famiglia Cabassi. Capace di contenere sino a 12.300 persone, è un edificio multisportivo e multipiano.
Per alcuni anni l'Olimpia si è divisa tra il Forum d'Assago e il PalaLido di Milano (con una capacità aumentata a 3.800 persone nel 2005), ma dalla stagione 2010-2011, in concomitanza con i previsti lavori di ristrutturazione e allargamento dello storico impianto di Piazzale Stuparich, tutte le partite casalinghe vengono giocate al Forum.
Durante i lavori di ristrutturazione del PalaLido, in caso di indisponibilità del Forum d'Assago, l'Olimpia disputava alcune sue partite casalinghe al PalaDesio, palazzetto dello sport situato nella cittadina brianzola di Desio con una capacità di 6.700 posti.
Dall'ottobre 2019 con l'apertura del nuovo Palalido, questo è tornato ad essere la seconda casa della squadra milanese.
Per diverso tempo, tra gli anni 1960 e 1970, a Milano ci fu anche una stracittadina ufficiale. La Pallacanestro Milano 1958, colloquialmente conosciuta con il nome del suo più longevo sponsor, All’Onestà, militò per vari anni in Serie A con buoni risultati; nonostante la rivalità non fosse così accesa, dal 1976 al 1978 la Pallacanestro Milano, sponsorizzata prima Mobilquattro e poi Xerox, scavalcò in classifica l'Olimpia grazie alle prodezze di Chuck Jura, lo Sceriffo del Nebraska.