Domenica tra l’Ottava di Natale, 29 dicembre 2024
Et Verbum caro factum est!
Venite, adoremus!
Reverendi sacerdoti. Cari fratelli e sorelle.
In questo Tempo di Natale, ho avuto la grazia di partecipare ad una Santa Messa celebrata, oso dire, in modo ineccepibile.
Tra l’altro, evidenzio che è stata, questa, una delle poche Sante Messe nelle quali mi è stato possibile proclamare, insieme ai fratelli e alle sorelle di Fede presenti, il Credo, senza essere “costretta” a dire solo le parti principali della professione di Fede Cattolica: e ciò perché, frequentemente, il Credo è, purtroppo, un blateramento troppo veloce di parole.
Una Santa Messa nella quale, dunque, sono stata (e certo non io sola) molto aiutata a pregare e a contemplare il Mistero della Natività del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo.
Però, c’è un però: dopo la Santa Comunione e prima della benedizione conclusiva, com’è consuetudine, il sacerdote ha dato qualche avviso.
In questo mentre, tra le altre cose, ha fatto riferimento ad un confratello nel sacerdozio che concelebrava con lui, definendolo “soubrette della basilica”. La gente si è messa a ridere. Ecco che, con tale battuta inopportuna, si è inserita una nota maliziosa nel corso della Santa Messa.
E, per dirla tutta, cari fratelli e sorelle, oggettivamente parlando, persino offensiva. Non mi si dirà, infatti, che il definire un sacerdote soubrette sia un complimento…
A quanto mi è dato capire - dato che un po’ il sacerdote che celebrava lo conosco e so che ama sinceramente il Signore Gesù -, il suo è stato un modo, purtroppo sconveniente, per dire che il presbitero concelebrante non necessita di presentazioni, in quanto opera da molto tempo in basilica e quindi è conosciuto.
***
A questo punto però, per amore a Cristo e alla Sacra Liturgia, non posso esimermi in coscienza dall’aggiungere le seguenti brevi e schiette considerazioni:
- ricordo che il termine soubrette è un sostantivo femminile, e che, per giunta, non definisce certamente una donna seria; tutt’altro…
- Ricordo, in modo speciale ad ogni presbitero cattolico, che la Santa Messa è il Divino Sacrificio di Cristo, e non il palcoscenico di un teatro o la location di una volgare commedia all’italiana.
Tale caduta di stile, come pure altre già più volte riscontrate nel corso delle Sante Messe, non sono certamente ispirate da Dio.
- Quale e quanta seria e devota preparazione richiede la Sacra Celebrazione Eucaristica: da parte dei fedeli che vi partecipano e, a maggior ragione, da parte dei sacerdoti, ministri di Cristo per Volontà di Dio.
Sabrina Luraschi Corbetta