San Charbel, 24 luglio 2024
Sia lodato Gesù Cristo!
PREMESSA
Cari fratelli e sorelle, anzitutto, a scanso di qualsiasi possibile fraintendimento, ritengo doveroso anteporre una precisazione a quanto sto per affermare, dato che l’argomento in questione riguarda persone che vivono in una condizione contraria alla Santa Legge di Dio: in particolare faccio riferimento, oggi, alle persone omosessuali e ai divorziati civilmente risposati che vivono more uxorio.
Sottolineo che: l’unico e supremo Giudice del cuore umano – di ogni anima – è il Signore Dio nostro.
Anch’io, con tutta evidenza, non vivo su Marte, bensì con i piedi poggiati a terra, per cui so, ovviamente, che nell’esistenza fuggevole che ognuno di noi conduce quaggiù, a fronte di situazioni oggettivamente peccaminose, ci possono essere circostanze attenuanti o, al contrario, aggravanti, il male morale, il peccato della singola persona.
Quindi è ben lungi da me il voler condannare chicchessia; questo assolutamente non è mio compito.
Ciò che a me è stato chiesto è di dare umilmente testimonianza alla Verità di Cristo.
Ora, è evidente che, alla Luce della Parola del Signore, i comportamenti suddetti – omosessualità praticata e vivere come marito e moglie senza esserlo dinanzi a Dio – sono gravi violazioni della legge morale.
D’altra parte, tengo molto a sottolineare che il Cuore del Signore è colmo di Divina Dolcezza e Misericordia: Gesù, infatti, sempre aspetta l’anima che si riconosce infedele, debole, fragile, peccatrice … per donarle il Suo preziosissimo e generoso Perdono.
Tuttavia, non sarebbe giusto omettere – cosa che i predicatori del Vangelo, Vescovi e presbiteri, invece, purtroppo, spesso tacciono – che chi si ostina volontariamente nel peccato mortale corre il grave e reale rischio di dannarsi nell’Inferno eterno.
E questo non certo per un difetto della Divina Misericordia – difetto assolutamente impossibile ad aversi per l’assoluta perfezione della Divinità in ogni Suo attributo –, ma per la pertinacia nel male da parte di colui o colei che pecca, ostinazione protratta fino alla morte corporale.
Umilmente, prego i Sacri Cuori di Gesù e di Maria per tutte le anime; e, in modo speciale, per quelle che giacciono nel baratro, cupo e rovinoso, del peccato grave, deliberatamente voluto. Affinché questi nostri fratelli e queste nostre sorelle in umanità tornino quanto prima alla Divina Tenerezza del Cuore del Padre.
È molto consolante, a tal proposito, ricordare che moltissime delle persone, uomini e donne, che veneriamo come Santi, sono di fatto Santi penitenti.
Emblematico è l’esempio della gloriosa Santa Maria Maddalena: dopo che Cristo l’ebbe liberata dal potere schiavizzante del demonio, ella arse di tale santo amore per il suo Salvatore che meritò per prima di vederLo risorto, come ci riporta San Giovanni nel Suo Vangelo (Gv 20,1-18).
Per prima, s’intende, se però eccettuiamo Maria, la Santissima Madre del Signore Gesù, alla Quale il Risorto apparve prima che a qualsiasi altra persona.
Fatta questa premessa, entro nel merito.
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Jorge Mario Bergoglio, intervistato da Fazio https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2024-01/papa-francesco-intervista-fazio-che-tempo-che-fa.html , tra le altre cose, ha affermato:
“Io dico quando a te non piace questa decisione vai a parlare e dì i tuoi dubbi e porta avanti una discussione fraterna e così va avanti una cosa.”.
Cari fratelli e sorelle, mi è impossibile (e non penso di essere l’unica a provare questo) dinanzi a questa affermazione del papa, non ripensare alla dolorosa vicenda dei dubia; dubia che quattro Cardinali della Chiesa Cattolica esposero con tutto rispetto al papa, a seguito della grave deriva da loro – nonché da molti altri intellettuali – riscontrata nel capitolo VIII di Amoris laetitia. Parole mediante le quali il papa ha aperto di fatto alla possibilità della ricezione della Comunione Eucaristica anche per i divorziati civilmente risposati senza che sia più necessario che queste persone vivano in castità.
Con il debito rispetto e con animo libero da qualsiasi sterile polemica, dico: si esprime bene, in questo caso: "… vai a parlare e dì i tuoi dubbi e porta avanti una discussione fraterna …".
Ma si è ben visto, purtroppo, come Francesco lì trattò, quei confratelli nell’episcopato.
E, per inciso: quanto dolore sperimentò allora il compianto Cardinale Carlo Caffarra: questo è un mistero del cuore umano che solo Dio potrebbe farvelo intendere.
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Quindi il papa prosegue:
“Il pericolo è che non mi piace e me lo metto nel cuore e così divengo con una resistenza e faccio delle conclusioni brutte. Questo è successo con queste ultime decisioni sulla benedizione a tutti.”.
Il pericolo, quindi, secondo Jorge Mario Bergoglio, è porre resistenza e tirare brutte conclusioni.
Ma - io dico, cari fratelli e sorelle - che cosa avrebbero dovuto fare quei cristiani cattolici che persino nella attuale dilagante babele, a livello ecclesiale nonché globale, continuano – giustamente – a fondare la propria fede nel Dio di Gesù Cristo sulla pubblica Rivelazione custodita nelle Sacre Scritture? E, in modo del tutto speciale, nel Nuovo Testamento.
Cioè, che cosa ci sarebbe “da chiarire” quando la Parola di Dio, nella Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (cap. 6,9-10), in merito ai peccati contro natura e all’adulterio, è luminosissima e vera?
L’Apostolo afferma:
“O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio?
Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il Regno di Dio.”
E, certamente, la Parola di Dio non muta col passare dei secoli, delle stagioni e delle mode.
Forse che un vero cattolico può accettare che il papa disponga - come ha fatto appunto con la Fiducia supplicans - che ora si possono benedire anche le coppie che praticano attivamente l’omosessualità e le coppie conviventi? quelle, intendo, che non hanno alcuna intenzione di interrompere la loro relazione peccaminosa.
Pacatamente e con molta serietà - poiché questi sono argomenti gravi, cari fratelli e sorelle: infatti, non stiamo trattando di cose secondarie, bensì della eterna salvezza o perdizione delle anime! che Cristo Signore ha riscattato a prezzo di tutto il Suo Purissimo Sangue, effuso sul Legno della Croce - :
che colui che siede sul soglio petrino - e che ha per ciò stesso il santo dovere di confermarci nella vera Fede in Cristo - si renda, al contrario, responsabile di un ancora più esteso lassismo morale e fautore di immensa confusione nel popolo di Dio;
e che, addirittura, con la sua visione di un falso “cristianesimo alla protestante” favorisca nelle anime dei poveri peccatori la satanica illusione che comunque va tutto bene, poiché: "Dio è buono e benedice tutti.".
Tutto ciò è gravissimo!
Cari fratelli e sorelle, con umiltà nella verità, con sincera carità, imploriamo il Signore Gesù, Supremo Sacerdote e Vittima Divina, affinché Jorge Mario Bergoglio sia rafforzato nella professione delle cose giuste che pure, delle volte, afferma; e, d’altra parte, preghiamo Dio soprattutto affinché egli smetta di insegnare gravi errori e di propagarli, come veleno mortifero per le anime, nel corpo mistico della Chiesa di Gesù Cristo.
Nulla però ci soverchi o ci porti a disperare, anche se è palese che la barca di Pietro sta attraversando una violenta e prolungata tempesta.
Non disperiamo, carissimi, perché nella retta Fede abbiamo l’assoluta certezza che la santa Chiesa poggia sempre sul Fondamento della Roccia indefettibile: il Verbo Incarnato, l’uomo Dio Cristo Gesù.
A Lui lode, lode, onore e gloria, ora e per sempre!
In attesa che sorga nella Sua Chiesa la mistica primavera che il Signore ha promesso, con fervore di volontà preghiamo e offriamo sacrifici: a consolazione del Divino Cuore di Gesù e per la salvezza dei poveri peccatori. Così sia.
Sabrina Luraschi Corbetta