San Simone Stock, 16 maggio 2024
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle.
Per prima cosa, tengo particolarmente a sottolineare che questo audio non è contro qualcuno; ma, al contrario, a difesa della Verità di Cristo, che è stata in parte tradita, come ora vi spiegherò.
Inoltre: quello che oggi espongo è uno di quegli interventi “oltre tempo massimo” (dei quali vi avevo informato mediante un breve comunicato del 26 febbraio: Comunicato di Sabrina); intervento da cui non intendo però esimermi per l’importanza dell’argomento in questione: come cioè è stato trattato il tema dell’omosessualità sulla rivista dedicata a Santa Rita da Cascia “Dalle Api alle Rose”, bimestre novembre/dicembre 2023.
Visitando la relativa pagina, sul sito ufficiale del santuario di Cascia, potete vedere che tale numero, nell’archivio delle pubblicazioni dell’anno scorso, non è più presente: https://santaritadacascia.org/la-rivista/
In breve, cari fratelli e sorelle, la redazione è giunta alla decisione di “censurarlo” a causa delle accese polemiche seguite al modo - dico io, per certi aspetti veramente scandaloso e non certo conforme alla vera Fede Cattolica - nel quale è stato presentato il tema dell’omosessualità.
Non starò ora a ripetere, ovviamente, analisi dettagliate sui vari articoli; analisi e commenti che sono già stati fatti, nel dicembre 2023, da alcuni giornalisti capaci e giustamente critici, i quali hanno ben messo in luce la confusione che tale rivista ha arrecato, perché per voler “salvare il peccatore”, si è finito di fatto per avallare il peccato contro natura.
Mi limito a riportarvi alcuni stralci di una mail che in data 10 febbraio ho inviato al monastero di Cascia.
A questa mia e-mail non c’è stato a tutt’oggi alcun riscontro. Mentre, per correttezza, dico che in precedenza ad altre mail avevo ricevuto risposta dal detto monastero.
Ora: certamente rispondere non è un obbligo, ci mancherebbe!
Ma ciò che a me oggi preme sottolineare, cari fratelli e sorelle, è che è inquietante che ad alcune domande, poste seriamente e con pacatezza, non si voglia, o non si possa, rispondere da parte di una persona, che in questo caso è la priora del monastero agostiniano di Cascia, ma che potrebbe benissimo essere anche un’altra monaca o una suora o un sacerdote… infatti, non dico tutti, però… perché il punto è che per certi versi, purtroppo, la Chiesa attuale somiglia più ad un “regime del silenzio” che ad una famiglia il cui Padre è Dio e nella quale noi siamo fratelli e sorelle in Gesù; una vera famiglia in cui si proclama la Verità di Cristo nella carità.
Questo non poter di fatto nella Chiesa Cattolica liberamente affermare certe verità di Fede e di conseguente retta morale (specie in tema di sessualità) senza correre il rischio, non remoto, di essere poi, per ciò stesso, perseguitati e ostracizzati in vario modo, è molto triste!
Noi cristiani cattolici siamo chiamati ad adorare il Vero e Unico Dio, la Santissima Trinità, e non certo a prostrarci al politicamente corretto e alle mode ingannevoli del mondo.
***
Ecco, dunque, ciò che avevo ritenuto in coscienza di esporre alla priora:
Le chiedo oggi un po' del suo tempo perché, sinceramente, certi dei concetti che sono stati diffusi nella rivista ritiana (novembre/dicembre 2023) proprio non mi convincono.
Perché, pur considerando … che avete cercato di mettervi dalla parte dei peccatori (che poi, evidentemente, non sono - come entrambe sappiamo bene - solo le persone che praticano l'omosessualità), l'idea di fondo che è stata diffusa è che "Dio ama ciascuno così com'è e non gli chiede alcuna conversione" del cuore e, di conseguenza, della vita.
Quindi, stando alla questione omosessuale, le chiedo:
- anche una relazione di quel genere - ad esempio due donne lesbiche conviventi - secondo lei può essere benedetta da Dio?
- E ancora, mi sorge in animo questa domanda, che le porgo pacatamente: un uomo (o una donna) che mantiene una relazione sentimentale/erotica (scusi il parlare esplicito, ma non vorrei ci fossero fraintendimenti in merito a ciò a cui faccio riferimento) con persona dello stesso sesso, può accostarsi a ricevere la Santa Comunione Eucaristica, senza che sia necessario il pentimento e la volontà di interrompere tale relazione? e quindi senza premettere la Confessione sacramentale?
Ossia, detto in sintesi: ognuno va amato e accolto così com'è? eliminando, eludendo (come colpevole retaggio della Chiesa del passato) certe distinzioni tra bene e male?
La mia mail terminava con il seguente post-scriptum:
P.S. Se mi metto dalla sua parte, per così dire, dato che a motivo delle polemiche sorte avete tolto dalla consultabilità on line la rivista suddetta, posso capire che (magari) lei non ne voglia più sentir parlare.
Ma, a mio parere, dato che non si tratta di un fatto della vita privata, bensì di idee che sono state diffuse tramite la rivista di Santa Rita, non trovo corretto che voi abbiate semplicemente "cancellato" tale numero, senza alcuna rettifica; che ritengo invece alquanto necessaria. Dubito però fortemente che ci sarà mai, perché, se così faceste, vi discostereste dal pensiero "gay-friendly" che, a quanto pare, piace tanto anche a papa Francesco. E non aggiungo altro.
Se non la preghiera al Signore affinché, pur ciascuno con le nostre umane debolezze, abbiamo però tutti il coraggio di chiamare il bene, bene e il male, male. Secondo la Volontà di Dio e l'autentica Sua Misericordia.
Sabrina Luraschi Corbetta