- "διάβολος" (diábolos): colui che divide -
Lettera aperta a S.E. mons. Bruno Forte
Santa Gianna Beretta Molla, 28 aprile 2025
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle, la Gioia vera, dono del Risorto, regni nelle vostre anime!
Vi invito a leggere attentamente il seguente articolo:
lanuovabq.it/it/la-carita-non-puo-mai-contraddire-i-comandamenti-di-dio
sul quale non ho nulla da aggiungere in quanto è di una chiarezza, sintesi e conseguenzialità stupende (tengo a precisare, cari fratelli e sorelle, che io non amo l’adulazione, in alcun caso: né data, né ricevuta).
Per quanto concerne il seguente articolo:
https://lanuovabq.it/it/chieti-e-non-ti-sara-dato-forte-nega-la-comunione-in-bocca
ritengo sia doveroso, da parte mia, esporre alcune riflessioni: e questo semplicemente perché noi cristiani cattolici non possiamo passivamente accettare che il tal Vescovo (com’è nel caso presente; o sacerdote o diacono, come avvenuto in altre occasioni) usi del pulpito come di una sua “cattedra personale” dalla quale annunciare non già la Verità di Cristo, bensì le sue idee, e per giunta presentandole come se fossero espressione di obbedienza alla Chiesa.
Stamani, ho guardato il seguente video: https://www.youtube.com/watch?v=kcm2LNHmtfo
nel quale mons. Bruno Forte - la Domenica di Pasqua, 20 aprile - ha rimproverato i fedeli che non hanno voluto ricevere il Santissimo Corpo del Signore sulle mani.
Sta di fatto che nella sua arcidiocesi, è vietato ricevere la Comunione Eucaristica direttamente in bocca.
Mi rivolgo pertanto, ora, con pacatezza e serietà, a questo Vescovo:
Eccellenza, Le giunga gradito il mio deferente saluto.
Presento alla Sua attenzione alcune considerazioni:
1°) mons. Bruno Forte, col dovuto rispetto, ritengo che sia Lei a dover imparare la vera obbedienza alla Chiesa: la quale, allo stato attuale, lascia ai cristiani cattolici la possibilità di scegliere se comunicarsi ricevendo l’Ostia Consacrata sulle mani oppure direttamente in bocca.
Modalità, quest’ultima, di ricezione della Santissima Eucaristia, fuor di dubbio molto più rispettosa del Santissimo Sacramento: Sacramento Mirabile - Sacramento dei Sacramenti - nel quale è realmente presente Cristo, vero Dio e vero uomo, nostro unico Salvatore.
2°) Come si permette di giudicare le intenzioni di quei credenti che vogliono ricevere – come è loro pieno diritto nella Chiesa di Gesù Cristo: non Sua, Eccellenza – Gesù Eucaristico direttamente in bocca?
Lei ha, infatti, affermato:
“Chi non lo fa (nota: cioè, chi non riceve la Comunione direttamente nelle mani) fa un atto di orgoglio, si crede più saggio e più esperto del papa e dei vescovi che hanno deciso che la comunione si prende in mano. Per piacere, siate umili e obbedienti alla Chiesa. Almeno nel momento in cui fate la comunione, ricevete Gesù, facendo la sua volontà che è quella espressa nella Chiesa, dal papa e dai vescovi».
Leggendo queste Sue arbitrarie - e non veritiere - affermazioni, sono rimasta basita.
Le rammento che il santuario della coscienza lo vede solo Dio: soltanto Lui può giudicare le recondite intenzioni del cuore umano.
Che poi voler ricevere il Signore sacramentato direttamente in bocca sia sinonimo di orgoglio è una affermazione che, in sé stessa, non commento neppure: è inconcepibile che un pastore di Santa Romana Chiesa così si esprima.
3°) Una ulteriore riflessione, per niente affatto secondaria: posto che (come ho sopra ricordato) l’Autorità Ecclesiastica competente lascia ai fedeli la facoltà di scegliere se comunicarsi nel modo tradizionale oppure ricevendo l’Ostia Consacrata nelle mani: mons. Forte, come si permette di sostenere il Suo proprio pensiero addirittura affermando che sarebbe Volontà di Nostro Signore essere ricevuto solamente nelle mani, e cioè nel modo che Lei, Eccellenza - non Gesù Cristo - sta di fatto imponendo nella arcidiocesi di Chieti-Vasto?
***
Consapevole della mia povertà, supplico anzitutto per l’anima mia la Divina Misericordia.
Non di meno, però, impetro per molti di Voi, pastori della Chiesa di Gesù Cristo - che, come si constata chiaramente da certe Vostre affermazioni ed opere, siete in fitte tenebre -, la Luce di Sapienza e vera Carità del Divino Paraclito: affinché annunciate Cristo Signore, e non voi stessi.
Concludo con un’accorata implorazione a Gesù, il Piissimo Redentore nostro, affinché si degni presto intervenire a porre rimedio a tanto e così diffuso sfacelo:
“Domine, salva nos, perimus!”
Sabrina Luraschi Corbetta